Il discorso di Megan Rapinoe, premiata a Milano come migliore calciatrice del 2019

Il discorso di Megan Rapinoe, premiata a La Scala di Milano come miglior calciatrice FIFA del 2019.

Megan Rapinoe

Il calcio femminile è in continua ascesa, qualche giorno fa Megan Rapinoe, la campionessa del mondo in Francia con Team USA, ha ricevuto a La Scala di Milano il premio come miglior calciatrice FIFA del 2019. Un riconoscimento importante che arriva dopo un anno incredibile e stellare che è finito con la coppia del mondo in mano e la meritata notorietà che le ha dato l’opportunità di dire cose importanti.

Già a luglio, alla fine del Mondiale, Megan Rapinoe aveva fatto un discorso bellissimo e di ispirazione per tutte le donne, parlando anche del fatto che non aveva intenzione di andare da Donald Trump. Adesso la Rapinoe ha ritirato a Milano il prestigioso premio come miglior calciatrice FIFA del 2019 e ha fatto un discorso molto bello in cui tocca vari punti, molto importanti che ci riguardano tutti da vicino.

Ha parlato di razzismo e di come al giorno d’oggi sia ancora presente, di disuguaglianza e delle opportunità che per le donne sono sempre troppo poche, soprattutto per le donne. Ha parlato apertamente della sua fidanzata e dei diritti della comunità LGBT ma anche dei diritti delle calciatrici che, nonostante gli ottimi risultati, sono sempre snobbate. È paradossale che lo sia anche il team Usa dove gli uomini non sono praticamente pervenuti a livello internazionale, al contrario del calcio femminile che da anni vince ogni cosa.

Megan Rapinoe ha detto:

“Anzitutto, voglio ringraziare la mia famiglia, la mia sorella gemella, la mia ragazza che non può essere qui, per tutto il supporto ricevuto in questo anno. Un grazie anche a tutti gli allenatori che ho avuto nel corso della mia carriera e a tutti i compagni che ho avuto. Il mondiale è stato incredibile, averne fatto parte è stato indescrivibile e la qualità in campo è stata fantastica. Voglio parlare di alcune storie che mi hanno colpito di più: Sterling e Koulibaly, che hanno attaccato il razzismo che li affligge da tutta la vita. La ragazza iraniana che si è suicidata, tutti coloro che combattono l'omofobia. Queste sono le storie che mi ispirano, ma mi rendono anche triste: io penso che, se vogliamo avere dei cambiamenti, è necessario che anche altri, oltre a Sterling e Koulibaly, siano arrabbiati quanto lo sono loro. E la stessa cosa vale per chi difende i diritti LGBT, o la tutela delle calciatrici. Noi abbiamo tanto successo, a qualsiasi livello. Quello che voglio dire a tutti, con tutto il cuore, quindi è: condividete il vostro palco con le altre persone, lasciate che ci salgano, condividete il vostro successo. Usate questo splendido sport per cambiare davvero il mondo. Fate qualcosa, qualsiasi cosa: abbiamo un poter incredibile in questa stanza”.

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