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Tendenze moda donna primavera estate 2015: l’eccellenza antica di Catarzi 1910, le foto

Ogni cappello che nasce dalle mani delle trecciaiole del Cappellificio Catarzi è un’opera d’arte emozionante che parla di eccellenza, che rende omaggio all’Italia degli artigiani veri. Per la prossima primavera estate 2015 unisce tutte le sue creazioni sotto un unico comune denominatore il “valore aggiunto”. le immagini sono su Style & Fashion

Maestria insuperabile nell’arte dell’intreccio, colori solari, lavorazioni antiche e design unico rendono i cappelli e le nuove borse di Catarzi 1910 dei capolavori del pret a porter dove il crochet domina tra linee maschili, décor preziosi e omaggi a dive dallo charme eterno.

Ogni cappello che nasce dalle mani delle trecciaiole del Cappellificio Catarzi è un’opera d’arte emozionante che parla di eccellenza, che rende omaggio all’Italia degli artigiani veri, quelli che con infinita pazienza e saperi che affondano le radici nel tempo, plasmano ancora oggi a mano oggetti del desiderio, cappelli che in ogni più piccolo dettaglio racchiudono una lunga e coinvolgente storia da raccontare.

L’esclusiva collezione lanciata nel 2010 in occasione dei 100 anni dell’azienda, per la primavera estate 2015 unisce tutte le sue creazioni sotto un unico comune denominatore il “valore aggiunto”. Un concetto che coinvolge, insieme alla manualità, un grande amore per la natura e per la cultura. Il crochet è la lavorazione scelta per enfatizzare ogni lavorazione della paglia, prima di tutto, e poi della raffia e della maglina di carta e per valorizzare ogni singolo gesto delle abili trecciaiole di Signa.

Due i filoni principali: Basic e Hippie, fanno parte del primo i cosiddetti “basici rinnovati”, cappelli dai toni semplici ma molto chic, dal bianco al nero, al bruciato, panama impeccabili (bellissimi quelli con intrecci bicolore dalla precisione certosina e quelli in paglia dell’Equador, pezzi esclusivi in edizione limitata) ma dal design nuovo, giovane e di tendenza, paglie in trecce lasciate volutamente grezze, cappelli maschili in fibre traspiranti, trecce che ricordano le trame tipiche della camiceria.

Predominano le linee maschili, per ricordare l’essenzialità dello stile del cappello, ma si spartiscono la scena con creazioni a falda larga Hippie style, cucite a mano con una treccina in maglina di carta estremamente sottile, che necessita competenze di altissimo livello per essere realizzata.

Il secondo filone anni ‘60 si lega indissolubilmente all’alto artigianato e alla fantasia: fiori, frange e ricami, un richiamo costante alla natura nella scelta delle nuance e delle materie prime fanno sì che ogni cappello sia un trionfo di leggerezza. Copricapi all’uncinetto che custodiscono gli stessi intrecci e gli stessi gesti delle trecciaiole dei primi del ‘900, paglie naturali abbinate a pelli colorate, frange e ricami, effetti tie & dye sul crochet, arte e fantasia tribale su trecce meccaniche hanno il compito di riportare indietro nel tempo, di recuperare la spensieratezza di quel vivace periodo.

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