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La scienza chiamata medicina insegna che esiste un amore sano, volto al bene, ed un amore malato, volto al male: ogni qual volta un essere cade in quest’ultimo tipo di amore, si ammala; il bravo medico sa che il suo compito consiste appunto nel contrastare questa tendenza perversa innata in tutti gli esseri viventi, favorendo

La scienza chiamata medicina insegna che esiste un amore sano, volto al bene, ed un amore malato, volto al male: ogni qual volta un essere cade in quest'ultimo tipo di amore, si ammala; il bravo medico sa che il suo compito consiste appunto nel contrastare questa tendenza perversa innata in tutti gli esseri viventi, favorendo l'amore positivo.

E' Erissimaco, nel Simposio di Platone, ad affermare ciò.

Ed è ancora nel Simposio che si legge del mito dell'androgino:

Un tempo gli uomini erano con due volti, quattro braccia, quattro gambe e così via, molto potenti e tremendamente superbi. I loro sessi non erano due, ma tre: maschile (risultante dalla fusione di due maschi), femminile (risultante dall'unione di due femmine), andrògino (risultante dalla fusione di un maschio ed una femmina). Infastidito dalla loro presunzione, Zeus decise un giorno di dividerli a metà. E' da allora che esiste l'amore, il quale non è altro che il desiderio irrefrenabile che ciascuna metà prova di riunirsi all'altra metà.

Parlare della vita di coppia significa parlare, contemporaneamente, delle relazioni, degli affetti e della natura degli esseri umani che nella relazione di coppia trova la sua più evidente espressione. Significa affrontare un discorso quanto mai articolato e complesso, ed interrogarsi rispetto a questioni inerenti la natura, la cultura, l'espressività sana o patologica degli individui e delle relazioni che costruiscono, espressione e – contemporanemanete – occasione di definizione della loro interiorità e della loro realtà psichica ed affettiva.

L'essere umano esiste in virtù della occasione che ha di condividere la propria conoscenza ed i propri affetti con altri: le relazioni di coppia sono quanto di più intenso e profondo l'uomo sperimenta e produce.

 

Kahlil Gibran:

"Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l'eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde."

Ma anche:

uomini senza sogni.
senza fantasia, senza ricordi.
magari, anche senza dolore.
e senza delusioni.
privi di affetti.
non sanno cos'è la poesia.
ciechi, non vedono quello che sono.
nè quello che hanno intorno.
privi di gambe e di braccia, non sanno stringerti in un abbraccio. nè camminare.
non hanno che la bocca, ma sono privi di parola.
oppure, pieni di parole vuote.
non guardano più le nuvole, non alzano mai gli occhi al cielo.
o, se lo fanno, non riescono a vedere nulla.
non i corvi, nè l'airone.
solo la pioggia.
mai le loro lacrime.
non sono più capaci di perdersi.
non sono più capaci di innamorarsi.

Cercheremo di parlare in questo blog dell'amore, degli esseri umani, delle relazioni e degli affetti, e dell'occasione che ciascuno può avere di ritrovare la capacità di sentire e realizzare la propria originaria dimensione affettiva.

Francesco Giubbolini, psichiatra e psicoterapeuta.

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