Tutto il design di Sarah Illenberger tra ilustrazione, fotografia e scenografia

È la forma infatti la sua costante, l’elemento che noi sempre riconosceremo, perché la frutta avrà sempre le stesse linee con cui la vediamo al mercato, e ugualmente si dica per i polmoni con i loro bronchi e bronchioli, o ancora un panino con carne e verdura.

Quel che però destabilizza, è che a fronte delle forme che riconosciamo ci sorprendono le sostanze, i pattern, le materie, e questo ci disorienta, ci incuriosisce, ci diverte, ci pone in un giocoso scambio visivo in cui l’immagine non si dà tutta nell’immediato, ma si lascia capire, indagare, gustare, lentamente.

Questi giochi tra elementi conosciuti, e altri altrettanto conosciuti ma in contesti diversi, ci fanno scoprire gli stessi sensi in maniera diversa. Al vedere un’anguria tutti avremo in mente una sensazione di freschezza, eppure che succede se la polpa è di sughero, ossia secca, rugosa, porosa?

Di fronte a un’arancia possiamo immaginarci il gesto di una spremuta, ed è proprio questo che nel caso degli oggetti di Sarah Illenberger fa da ponte con un altro oggetto: una spugna. Ecco quindi che gli spicchi sono una spugna da spremere e da cui -chissà- far comunque uscire fuori il succo.

Tutto il design di Sarah Illenberger tra ilustrazione, fotografia e scenografia
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