Fame nervosa: cosa è l’emotional eating e come comportarsi

Il cibo come consolazione allo stress e ad altre emozioni: ecco quando parliamo di emotional eating e di fame nervosa e come agire.

di amedda

Si sente sempre più spesso parlare di emotional eating o, italianizzando il termine, di fame nervosa. Ma di cosa si tratta? Parliamo di una tematica certamente complessa e che andrebbe affrontata con un parere anche medico. Noi di Pinkblog vogliamo però darvi almeno un quadro sull’argomento e qualche consiglio utile per riconoscere quando una persona è colpita da tale situazione.

Fame nervosa: l’emotional eating e come comportarsi

Prima di tutto proviamo a dare una definizione precisa di emotional eating, meglio conosciuta come alimentazione emotiva o fame emotiva, detta anche fame nervosa. Questi termini sono usati per far comprendere quel comportamento alimentare in cui un individuo risponde ad una situazione emotivamente carica e stressante con un modo di alimentarsi incontrollato, la maggior parte delle volte anche in assenza di fame.

Nel caso di una situazione simile, il cibo assume un ruolo importante per la persona diventando, a tutti gli effetti, la consolazione ad un’emozione negativa, ad uno stato di stress o di arrabbiatura momentanea. La persona sfoga sul cibo le sue emozioni e sensazioni. Questa condizione non deve essere per forza stimolata da uno stress o da una emozione ma può essere provocata anche dalla noia.

La problematica appare ancora più grave se si approfondisce meglio il tema. Molto spesso, infatti, non si tratta di “uno spuntino” in più, ma la fame nervosa è molto spesso caratterizzata dalla regola del “o tutto o nulla”. Questo, per esempio, porta l’individuo che ne sta soffrendo a non limitarsi all’assaggio di uno biscotto o di un pezzo di cioccolato – alimenti scelti solo a titolo di esempio – ma continua a mangiare fino a quando non ha terminato il pacchetto intero, di qualsivoglia alimento.

Bisogna poi fare attenzione a distinguere, ovviamente, la fame nervosa, ovvero quella appena descritta, da quella fisiologica. Nel primo caso si tende a mangiare senza pensare, quasi senza essere effettivamente consapevoli di cosa si sta facendo. Nella fame naturale, invece, si riesce a porre una fine, una volta sazi.

Ma come si può intervenire in questi casi? Il primo consiglio che possiamo darvi è quello di rivolgersi ad un esperto, sia esso un nutrizionista o un medico di base, anche solo per un’analisi precisa del caso.

Nel lato pratico, invece, alcuni esperti consigliano di provare a bere dell’acqua quando si sente il bisogno di mangiare. Se questa necessità persiste, probabilmente, si tratta di fame fisiologica e non nervosa. Inololtre, è bene evitare diete troppo restrittive e soprattutto concedersi anche uno sfizio ogni tanto. Tra i pareri esperti, infatti, vige la certezza che togliersi uno sfizio in maniera consapevole, aiuti a placare le voglie.