Care amiche di Pinkblog, in queste ore si è tornati a parlare di meningoencefalite. Si tratta di una problematica che è venuta a galla, ancora, a seguito di alcune recenti interviste al noto ex ballerino di Amici Kledi Kadiu che ha rivelato, ora ma anche in passato, che suo figlio, il primogenito, era stato colpito da questa patologia.

Meningoencefalite, cosa è e perché se ne parla

Precisando che non siamo medici e che per sapere esattamente di cosa si tratta bisogna studiare e rivolgersi a dei professionisti, vogliamo comunque darvi qualche informazione utile sulla meningoencefalite facendo riferimento alla definizione di che si trova sulla Treccani nella sua versione online.

Per meningoencefalite si intende quel “processo infiammatorio del sistema nervoso che colpisce le meningi e l’encefalo. Gli agenti eziologici possono essere: virus (herpes, HIV), batteri (meningococco, brucella), criptococchi, amebe, toxoplasma, elminti (Trichinella spiralis). Oltre alla presenza di sintomi generali, l’interessamento encefalico provoca anomalie del comportamento, confusione mentale, sintomi neurologici vari (atassia, emiparesi, afasia, movimenti involontari, deficit dei nervi cranici). Lo stato di coscienza può essere da leggermente turbato fino al coma. Associativi sono i sintomi meningei (cefalea, vomito, rigidità muscolare). La diagnosi si compie tramite la ricerca nel liquor dell’agente infettante. La terapia è specifica per il germe responsabile, oltre a quella di supporto per i sintomi generali e neurologici (antiepilettici, cortisone)”.

Il racconto di Kledi

Nel caso specifico di cui vi abbiamo parlato, ovvero quello relativo al figlio di Kledi, la situazione è sorta a 13 giorni dalla nascita del suo primo figlio. Il ballerino ha raccontato insieme a sua moglie Charlotte Lazzari: “A 13 giorni dal parto Gabriel ha manifestato febbre e forti convulsioni, espressione di una diagnosi piuttosto complessa: meningo-encefalite. L’inizio di un calvario che ci ha davvero messi a dura prova. Abbiamo deciso di condividere quello che ci è successo per dare forza a chi vive una situazione simile alla nostra”.

Il bambino era rimasto in terapia intensiva per oltre un mese e mezzo: “Gabriel è sopravvissuto e dopo aver riaperto gli occhi, passo dopo passo e con l’audacia di un eroe, ha messo in campo tutta la sua forza per riappropriarsi di ciò che questo brutto imprevisto gli ha tolto”. “Non vogliamo nasconderci dietro alle parole, fingendo che sia tutto semplice, ma crediamo immensamente nella neuro plasticità, nella sconfinata forza di volontà del nostro piccolo guerriero, nella costanza e nell’amore come miglior stimolo all’apprendimento”, le parole sui social di Kledi e di sua moglie.

Di seguito un post Instagram di Kledi con alcune parole sulla sua situazione:

https://www.instagram.com/p/CbetkDKKWu2/

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ultimo aggiornamento: 21-09-2022