Il 13 novembre uscirà “Il cielo non è un limite“, il nuovo EP di Myss Keta per Island Records/Universal Music Italia: si tratta di sette canzoni prodotte da Riva, con interventi compositivi di Populous e Unusual Magic, una collaborazione di Priestess e una partecipazione di Lilly Meraviglia. La stessa artista ha presentato questo progetto con una conferenza stampa virtuale su Zoom.

“Dal punto di vista delle sonorità – ha commentato – è super sperimentale e super istintivo, con sound spinti e sono contenta di essermi sfogata e di aver cantato. Sono suoni da club, anche se attualmente non si può andare, ma ogni stanza può diventare un club. Si va dalla jungle alla deep house, mentre dal punto di vista della vocalità è tutto molto recitato ed estremizzato. È la prima volta che sono esploratrice nei confronti delle lingue, infatti accenno all’inglese, al tedesco e anche al greco antico. Il cielo non è un limite. La lingua non è un limite. I testi non sono un limite. Niente è un limite. È stato bello tornare ad esprimersi dal punto di vista performativo con il videoclip”.

Myss Keta: "'Il cielo non è un limite' è super sperimentale e istintivo"

La tracklist

Myss Keta ha tenuto a spiegare questo lavoro traccia per traccia: La titke track di intro è una piccola poesia per tutti i piloti all’ascolto. La seconda traccia “Giovanna Hardcore” è una danza liberatoria, istintiva, è un mantra che si ripete per arrivare all’estasi e alla liberazione. La terza traccia “GMBH” è una Mistress felina, affilata, tagliente.

La quarta traccia “Rider Bitch” parla dei rider che in questo periodo sono stati protagonisti: c’è una Myss Keta rider che si muove secondo le sue scelte, è una rider decisamente arrabbiata, è una Myss anche vocalmente arrabbiata. Nella quinta traccia “Photoshock” Myss diventa una modella anni Novanta che si rapporta ad un uno o più fotografi, ad una camera, ad una fotocamera: è un rapporto che nasconde immagini/persona fotografata/persona che osserva.

Nella sesta traccia “Diana” è una Magna Grecia del futuro come immagino lei: Myss e Priestess sono due moderne dee della caccia, vanno nei boschi a cantare le loro canzoni in greco antico. Conclude l’EP la canzone “Due” che è uscita venerdì scorso: un brano assurdo, matto, saturo, ipercarico, raddoppiato, potenziato in cui c’è una Myss sguaiata che non si tiene assolutamente.

Le sue ispirazioni

Lei che per anni ha fatto della maschera che le copre metà viso il suo simbolo caratteristico, ora vede tutti quanti indossare le mascherine a causa della pandemia: “Io la indosso da un punto di vista concettuale, infatti lo faccio per dare luce alla mia musica e non alla mia persona, alla mia fisicità. Non mi sento depotenziata in questo senso, anche se quando esco di casa ovviamente ancora mi fa molto strano vedere tutti con la mascherina, quando io ormai la indosso da anni per lavoro”.

Tante le donne che hanno ispirato la sua crescita musicale e che ancora la influenzano: Raffaella Carrà, Spice Girls, Britney Spears, Grace Jones. “La madrina spirituale di questo EP è Grace Jones”, ha concluso.

PH. Dario Pigato

 

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