Oggi per la rubrica Pink Music vi parliamo di una cantante che attualmente non ha un progetto da solista, ma è leader di una band che si chiama Flutua. Dietro ogni artista però c’è una storia ed è per questo motivo che abbiamo deciso di approfondire quella di Dana, la voce del gruppo.

Nella sua famiglia si ascoltava molta musica, principalmente: Battisti, Vasco, Zucchero, De Gregori, Gianna Nannini, Rollingh Stones, Beatleas, Bruce Springfilied, U2, R.E.M., Bob Marley. Tutti autori che ha amato fin da subito, poi però a 11 anni si innamora follemente dei Queen. Dai 15 anni in poi arrivano Bluvertigo, Subsonica, Carmen Consoli, Prozac +, Nirvana, Green Day, Placebo, Radiohead, Blur, Oasis, Muse, Afterhours, Daniele Silvestri, Max Gazzè, Marlene Kuntz, Elisa, 99 Posse, Neffa, Frankie Hi-NRG MC, Manu Chao, Depeche Mode, Moby, Air, Morcheeba, Portishead, Beastie Boys, Garbage.

Pink Music: alla scoperta di Dana dei Flutua

La nascita dei Flutua

Il progetto Flutua nasce poi nel 2010 insieme a Devis (batteria, drum machines e campionatore), Franco (basso) e Matteo (chitarra e synth). “L’idea della band – dichiara la stessa Dana in esclusiva a Pinkblog – nasce dal desiderio di passare a dei ritmi e a dei suoni più dance e elettronici, in grado di fare groove tipo trip hop, drum’n’base, dub, pur mantenendo una vena punk rock. Inizialmente non pensavo ad una carriera solista, perché suonare in una band ha il vantaggio di poter usufruire dell’apporto degli altri. Ora penso che con il supporto di buoni collaboratori è possibili“.

Diversi invece gli artisti che influenzano la produzione della sua band attualmente: Santigold, Grimes, Lorde, M.I.A., Likke Li, Tricky, Goldfrapp, Massive Attack, Royksopp, Daft Punk, Fat Boy Slim, Major Lazer, N.E.R.D., Pharrell Williams, Nile Rodgers, Planet Funk, Selah Sue, Chemical Brothers, Lupe Fiasco, Oh Land, Florence + The Machine.

Gli ultimi lavori

Attualmente i ragazzi sono in promozione con il brano “Tu vuoi tu puoi” che parla di un episodio che riguarda proprio Dana: “Una volta quando ero piccola mi trovavo in auto con i miei genitori e stavo canticchiando, quando mio padre mi disse che avevo una brutta voce, non sapevo cantare, che non ero portata per il canto a differenza di mia mamma che cantava bene in modo naturale. Da quel momento in poi smisi di cantare davanti alle altre persone. Divenni incapace di cantare, perché lo facevo senza alcuna speranza di poterci riuscire. Quel giudizio diventò una profezia che si auto avvera. Quando sei piccolo i genitori hanno una certa autorità e qualsiasi giudizio è una verità. Crescendo capisci che chi ti ha giudicato spesso non ha le competenze per farlo. Ora vi posso dire che il canto si può imparare come qualsiasi altro strumento. Bisogna solo avere fiducia”.

Questa canzone fa parte del disco “Vota Amore” (I Cuochi Music Company) in cui il filo conduttore è l’amore nel senso universale del termine. La band è colpita dalle sempre più frequenti ondate di odio e visto che quello che accade nella vita di tutti i giorni li influenza direttamente, molte canzone sono espressione del disagio che vivono. “Il mio sogno nel cassetto – ha concluso – è avere la capacità di teletrasportarmi…per vedere ogni angolo del mondo e dell’universo”.

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