Pink Music: alla scoperta di Dolche

Exotic Diorama è l’ultimo album di Dolche, attivista Lgbtq+, sposata con una donna con la quale da poco ha avuto un figlio portando avanti una gravidanza no gender. Ma quali sono le origini di questa artista? Scopriamo insieme qualcosa di più!Le originiA casa dei suoi, in uno sperduto villaggio di 40 anime tra i monti

Exotic Diorama è l’ultimo album di Dolche, attivista Lgbtq+, sposata con una donna con la quale da poco ha avuto un figlio portando avanti una gravidanza no gender. Ma quali sono le origini di questa artista? Scopriamo insieme qualcosa di più!

Pink Music: alla scoperta di Dolche

Le origini

A casa dei suoi, in uno sperduto villaggio di 40 anime tra i monti della Valle d’Aosta non c’era molta scelta. Quando la sua tata, una giovane ragazza del luogo, portò a casa i dischi di Aretha Franklin lei li ha divorati! Nell’adolescenza era una grande amante di Joni Mitchel e di Bowie e Prince. Anche Bjork è stata rivelatrice per lei. In genere in passato come oggi ama artisti che rompono gli schemi e propongono una creatività dirompente!

“Mia madre mi ricorda che da bambina cantavo sempre, storpiandone le parole che non conoscevo, il ritornello di Singing in the Rain – ha dichiarato in un’intervista esclusiva Pinkblog – Chissà dove lo avevo sentito. Quello che so è che la musica a volte fa stani giri e che molti anni dopo mi sono ritrovata a cantare proprio nello stesso microfono e nello stesso studio ai Capitol Studios di Los Angeles, dove Frank Sinatra aveva registrato i suoi brani”.

Fino a qualche anno fa il suo nome d’arte era Naif Herin ed ora siamo arrivati a Dolche. È stato un passaggio di vita. Come quando passi da essere single a sposata o da ragazza ad adulta. Ci sono una serie infinita di eventi e di evoluzioni che ti portano a quel passo ma quando avviene sembra che tutto sia cambiato per sempre. In realtà lei si porto dietro tutta la sua storia professionale e personale e l’infinita esperienza che ha acquisito facendosi le ossa per 15 anni con il progetto Naif Herin. Quello che lei ha sentito è stato paragonabile a quello che avviene in natura quando un bruco diventa farfalla o quando un rettile cambia la sua pelle. Si sente la stessa di prima ma come rigenerata, più forte, più libera e decisamente più bella.

La produzione attuale

Nel suo album affronta tematiche importanti, parlando anche violenza sulla donne. Ci sono tanti tipi di abuso e violenza. Nessuno va sottovalutato e ognuno scolpisce con durezza spietata la capacità di avere autostima e sicurezza in sé e nei rapporti. La violenza va sempre rifiutata e denunciata…se non alle autorità almeno alle persone che si hanno intorno. Magari con una canzone. Non bisogna vergognarsi di essere deboli o spaventate o abusate. È un percorso lungo ma che alla fine porta a liberarsi e riscoprirsi. E bisogna raccontarlo per capire che non siamo sole. “Perché io come moltissime altre donne ci siamo passate“.

Recentemente ha portato avanti una gravidanza no gender. “Perché è incredibile come sia rivelatrice di tantissimi preconcetti che abbiamo senza neanche rendercene conto”. Lei e Chiara hanno scoperto che allenarsi per nove mesi a pensare alla figlia o figlio che avrebbero avuto come a una persona e basta, ha aperto in loro un amore molto più grande…perché aveva più spazio. Era pronto ad amare chiunque fosse uscito e soprattutto ad ascoltare e imparare da questa persona. Se loro figlio Arturo si svilupperà curioso e libero e seguendo pienamente sé stesso senza condizionamenti, loro saranno lì a sostenerlo in qualunque scelta di vita.

“Un concerto con uno show enorme e magnifico – ha concluso lei in merito ad un sogno nel cassetto – Io amo il palco e lo spettacolo e ancora non ho avuto i mezzi per far esplodere tutto”.

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