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La rapper romana Gina Montana ha debuttato nella discografica italiana recentemente con l’uscita dell’EP “Pantera Nera“, disponibile dallo scorso 6 novembre. Si tratta di un lavoro che ha sonorità hardcore, unito a liriche provocatorie, che sbattono in faccia a chi ascolta il disco il riscatto della stessa cantante, spesso messa in disparte a chi è ancora razzista nel 2020.

L’artista vuole provocare ed essere una portavoce di tutti i “nuovi italiani“, ossia di quelli di origine straniera che però sono nati e cresciuti qui con la cultura italiana. Ma quali sono le origini di questa rapper rabbiosa, piena di dolore, ma anche femminile e sensuale?

Pink Music: alla scoperta di Gina Montana

Le origini

Da piccola Gina rubava le casette alle sorelle di suo padre che erano poco più che maggiorenni: a suo tempo (negli anni Novanta) andava di moda Renato Zero, ma anche Lucio Battisti, Antonello Venditti e tutta la musica italiana e neo-melodica. Crescendo poi ha scoperto l’hip hop, frequentando zone di Roma multiculturali e la dancehall nei centri sociali.

Una scena che l’ha accolta e aiutata a crescere, così come il quartiere nel quale è cresciuta: il Pigneto, una delle zone più multiculturali della Capitale. “Penso che la prima canzone che ho cantato sia stata Moulin rouge di Missy Elliot, Christina Aguilera, Mya e Pink. Volevo far parte anch’io come cantante insieme a loro”, ha dichiarato la stessa artista in esclusiva a Pinkblog.

A vent’anni le è cambiata totalmente la vita con la nascita di Jordan, chiamato così in onore al grande Micheal Jordan, visto che è stata la prima persona di colore che ha visto in televisione e proprio l’emozione di quel momento la rivive ogni volta che guarda suo figlio. Nonostante i momenti difficili è riuscita a risollevarsi, anche grazie all’aiuto di Christian, l’uomo che è al suo fianco ancora oggi.

Il debutto nel mondo della musica

La rapper ha scelto di presentarsi al pubblico con “Pantera nera” (curato e rilasciato da MJR Music Edizioni), il suo primo progetto di una lunga serie: ci sono tante cose da migliorare, c’è sempre da migliorare, ma lei è già molto soddisfatta così. Ha voluto essere molto aggressiva per aver un impatto shock sull’ascoltatore, parlando solo delle cose che ha vissuto in modo diretto e schietto. Il primo singolo ad essere pubblicato è stato “Blocka” (che vuole proprio rivendicare i “nuovi italiani” di cui vi abbiamo parlato in precedenza):

Anche se non sembra sono figlia della lupa

La mia voce gratta e lascia segni sulla nuca

E visto che un artista non smettere mai di elaborare, lei ha già in mente un album, anche se arriverà con calma. Ora riguardo alle sonorità non ha un genere preferito, infatti ama la musica sotto ogni forma: non a caso nell’EP c’è anche un pezzo dancehall. Le piace sperimentare, provare cose nuove, tanto da poter anche fare delle cose in altre lingue. “Un sogno nel cassetto? La casa… per me l’obbiettivo principale che vorrei raggiungere è comprare una casa per mio figlio – ha concluso – per il resto mi so godere quello che ho”.

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