Farsi un tatuaggio in spiaggia è pericoloso? Le conseguenze per bambini e adulti

Siete in vacanza, magari al mare, e vostro figlio vi chiede di farvi un tatuaggio o voi stessi lo vorreste? Ecco cosa dovete assolutamente sapere…

di amedda

L’estate, si sa, è uno dei momenti preferiti da ogni individuo. Vacanze, relax e anche qualche “follia”. Una di queste, spesso, ha a che vedere col farsi un tatuaggio in spiaggia. A maggior ragione se la meta delle nostre settimane libere è in una località di mare. Eppure, la “moda” di farsi disegnare una parte del nostro corpo non è la cosa più sana che esista e soprattutto non è priva di rischi. Infatti, in molti non conoscono la reale pericolosità di tale gesto. Noi di Pinkblog vorremmo darvi qualche indicazione a proposito.

Farsi un tatuaggio in spiaggia è pericoloso? Cosa sappiamo

Sebbene quella di farsi un tatuaggio in spiaggia sia una pratica molto diffusa, sia per adulti che per i bambini, molto spesso non si conoscono i reali pericoli che si corrono. In tanti pensano che la cosa migliore se ci si vuole fare un disegno non indelebile sia proprio quella di farselo mentre si è in vacanza, al mare, in totale relax. Un qualcosa di momentaneo solo per le settimane di riposo lontano dal lavoro. Eppure, prima di procedere, bisognerebbe sapere alcune cose.

Prima di tutto, i tatuaggi che si fanno in spiaggia sono dei tatuaggi all’henné. Si tratta, come anticipato, di un modo di dipingere la pelle che è particolarmente in voga, in quanto permette di vivere l’ebrezza del tatuaggio senza che questo sia permanente. Nonostante il fatto che questo disegno non sarà permanente e non preveda l’uso di aghi, farsi un tatuaggio in spiaggia è comunque pericoloso.

Prima di tutto, andiamo a capire cosa sia effettivamente l’henné, ovvero la sostanza che viene utilizzata per farsi fare il tattoo. Parliamo di una sostanza naturale che molto raramente causa reazioni allergiche. E allora, vi starete chiedendo, come mai bisogna preoccuparsi? Il motivo è semplice: molto spesso, in spiaggia, non viene utilizzata solo questa sostanza, bensì un semplice colorante che, nella maggior parte dei casi, ha un’origine quantomeno dubbia. Così come dubbia resta la sua composizione chimica.

Alcuni studi sull’argomento hanno verificato che molto spesso all’henné viene aggiunta la para-fenilendiammina (PPD) al fine di ottenere un colore più scuro e duraturo. Questa, per le sue caratteristiche molecolari, può indurre sensibilizzazione cutanea con varie manifestazioni cliniche. Se a questo si aggiunge che molto spesso, quando si è al mare, la nostra pelle ha già subito gli effetti del sole, la somma delle cose può portare a qualcosa di indesiderato. In primis, le reazioni allergiche sono davvero dietro l’angolo e, se non controllate, possono avere esiti particolarmente fastidiosi.

Non è però soltanto la sostanza in questione a causare problemi. Un altro fattore di rischio e pericolo per adulti e bambini che decidono di farsi un tatuaggio in spiaggia è rappresentato anche dalla strumentazione utilizzata per esso. Spesso vengono, infatti, utilizzati strumenti non sterilizzati che potrebbero portare a ferite e alla trasmissione di patologie.

Il nostro consiglio è dunque quello di rinunciare all’idea di un tatuaggio in spiaggia. Molto meglio la sicurezza di una struttura conosciuta e che possa dare tutte le rassicurazioni necessarie sia a livello di professionalità che di strumentazione.