UFO Robot Goldrake diventa un videogioco per Microids

Gioite: UFO Robot Goldrake diventa un videogioco per Microids. Potremo finalmente pilotare Grendizer come faceva Actarus?

A tutte le fan che sospiravano pensando ad Actarus: sappiate che UFO Robot Goldrake diventa un videogioco per Microids. Venusia scansati: finalmente potremo pilotare Grendizer (questo il nome originale del robot) facendo gli occhi dolci a Duke Fleed. O forse no: in realtà ancora non si conosce la trame o il gameplay, quindi è presto per dirlo. Tuttavia la notizia ha fatto saltare sulla sedia più di un gamer: avere la possibilità di pilotare Goldrake è il sogno di parecchi di loro. Magari potendo gridare anche a gran voce i nomi delle armi e dei colpi, come si conviene. Perché se si: se in un anime robotico non urli il nome dell’arma o del colpo, l’efficacia sarà minore.

UFO Robot Goldrake: cosa si sa del videogioco

Per ora si sa poco del videogioco di UFO Robot Goldrake. A dare l’annuncio del progetto è stato Microids che lo realizzerà insieme a Dynamic Planning. Secondo l’accordo stipulato, il titolo dovrebbe arrivare sia su console che su PC. Ovviamente Stéphane Longeard, il CEO di Microids, ha dichiarato di essere entusiasta di questa partnership.

Pare che il team di sviluppatori stia cercando di essere il più fedele possibile al manga e all’anime, in modo da rendere orgoglioso tutto il franchise. Anche Go Nagai, il creatore di Goldrake, si è dichiarato contento di questa notizia. Per lui è un sogno che diventa realtà quello di poter rivivere le avventure di Goldrake tramite l’ausilio della tecnologia moderna. E pare non veda l’ora di poter avere il gioco fra le mani.

goldrake

Grendizer, da manga ad anime

UFO Robot Goldrake nasce come manga realizzato da Go Nagai, salvo diventare un anime di genere mecha prodotto dalla Toei Animation dal 1975 al 1977. Con le mitologiche sigle italiane, l’anime si compone di 74 episodi.

La trama racconta la storia di Duke Fleed: il ragazzo scappa con il robot da battaglia Goldrake dal suo pianeta natale, attaccato dal Re Vega. Arrivato sulla Terra, Duke Fleed, ferito, viene trovato dal dottor Procton dell’Istituto di Ricerche Spaziali. Dopo aver vissuto qui nascosto per un paio di anni, ecco che le truppe di Vega arrivano anche sulla Terra per invaderla.

Ma Duke Fleed, che ha assunto il nome di Actarus e che vive sotto mentite spoglie alla fattoria di Rigel insieme ai due figli del fattore, il piccolo Mizar e Venusia (innamorata di Actarus), ecco che sale sul Goldrake per difendere la Terra dai ripetuti attacchi di Vega.

Nel corso della storia, anche Venusia combatterà accanto ad Actarus utilizzando il Delfino Spaziale: si tratta di un veicolo di appoggio che si unisce a Goldrake per farlo muovere meglio sott’acqua. A loro si unirà anche Alcor (il Koji Kabuto di Mazinga Z), il quale inizialmente pilota il disco volante TFO. Successivamente a lui affidato il Goldrake Due, un altro veicolo che aiuta Goldrake a volare più agilmente.

Ad un certo punto al gruppo si unisce anche Maria, la sorella di Actarus arrivata sulla Terra da bambina dopo essere stata salvata da un anziano abitanti del pianeta Fleed. Inizialmente Maria penserà che Actarus sia suo nemico, ma quando capisce che in realtà è il fratello, ecco che si unirà anche lei alle forze di difesa pilotando la Trivella Spaziale (permette a Goldrake di andare sottoterra).

Goldrake: la traumatica storia della messa in onda italiana

Chi è nato dopo gli anni Ottanta non può capire appieno cosa abbia voluto dire per quella generazione l’arrivo di Goldrake in Italia. A parte le prime crush con i vari personaggi, l’anime ha subito addestrato il pubblico italiano alla fruizione caotica dei contenuti provenienti dal Giappone. Mi spiego meglio. Gli italiani hanno conosciuto i mecha grazie a Goldrake. Solo che Go Nagai, prima di Goldrake, aveva creato altri due robot: Mazinga Z e il Grande Mazinga.

Il tutto faceva parte di una trilogia composta da Mazinga Z, Grande Mazinga e Goldrake (in originale Grendizer, ma il titolo italiano deriva dall’anglicizzazione del titolo francese, Goldorak). Questo sarebbe l’ordine di visione, ma si sa, in Italia ci piace complicarci la vita e così il primo titolo arrivato da noi fu l’ultimo della trilogia, quello conclusivo: Goldrake.

Ora: immaginatevi di essere un innocente spettatore, sprovvisto di internet, che all’epoca nulla sapeva dell’esistenza di questa trilogia. Si vede arrivare sullo schermo Goldrake. Qui, accanto al protagonista dalla fluente chioma Actarus, spunta fuori Alcor, anche lui pilota di un robot. Fin qui nulla di strano. Se non che, qualche mese o anno dopo, gli capita di vedere Mazinga Z e, acciderbolina, guarda, c’è quel personaggio Koji Kabuto che è spiccicato ad Alcor. Saranno parenti? Un omaggio?

Solo anni dopo, grazie all’avvento di internet, quell’ignaro e innocente spettatore scopre non solo che Koji e Alcor sono la stessa persona (chiamata in maniera differente nei due anime), ma anche che Mazinga Z viene prima di Goldrake e che in mezzo bisogna infilarci anche il Grande Mazinga. E ripensandoci a mente fredda, molte delle frasi e allusioni citate da Alcor in Goldrake assumono finalmente un senso logico.

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Foto | Flickr/simone_tagliaferriFlickr/manfrys