Valentina Parisse a All Together Now: “Mi sento davvero fortunata” – Intervista

Valentina Parisse è tra i giudici di All Together Now – La musica è cambiata, in onda dallo scorso 4 novembre, tutti i mercoledì in prima serata su Canale 5. Per la terza volta consecutiva la cantante e autrice ha preso un posto nel “Muro Umano” del programma musicale della rete ammiraglia del Biscione.Per lei

Valentina Parisse è tra i giudici di All Together Now – La musica è cambiata, in onda dallo scorso 4 novembre, tutti i mercoledì in prima serata su Canale 5. Per la terza volta consecutiva la cantante e autrice ha preso un posto nel “Muro Umano” del programma musicale della rete ammiraglia del Biscione.

Per lei è stato molto importante essere richiamata anche per questa edizione che stavolta ha un sapore tutto nuovo a causa delle registrazioni avvenute in periodo di emergenza sanitaria e di pandemia globale. Ecco cosa ha raccontato in esclusiva per Pinkblog.

Valentina Parisse a All Together Now: "Mi sento davvero fortunata" - Intervista

Quali sono gli artisti che ascoltavi da piccola e gli artisti che influenzano la tua produzione musicale oggi?
È una splendida domanda ma che per me comporta una difficilissima risposta! Sono infatti tantissimi gli artisti che ascoltavo e continuo ad ascoltare: per me esistono solo canzoni interessanti e canzoni non interessanti come anche artisti interessanti e quindi artisti non interessanti, non faccio una netta distinzione di genere in quello che solitamente ascolto. Nella mia personale playlist convivono i Black Keys con Sam Smith, gli Imagine Dragons o gli OneRepublic assieme ad Ed Sheeran, Steven Wilson con i Coldplay e potrei continuare all’infinito. Mio padre è un grande collezionista di vinili, forse devo a lui questa grande agilità e apertura mentale negli ascolti: da piccolina infatti si divertiva tantissimo a farmi delle compilation nelle quali metteva i grandi standard (e grazie a questo ad oggi conosco artisti che non sono appartenuti alla mia generazione), mescolati alle hit del momento. Posso però dirti senza alcun dubbio che il mio primo grande amore è stato il genere black: la Motown.

Ricordi la prima canzone che hai cantato e perché?
Una canzone che adoravo da piccolina era “Cambiare” di Alex Baroni, un artista che porto ancora nel cuore e che credo profondamente abbiamo perso troppo presto. Per farti sorridere e per darti un’idea di quanto fondamentale sia stata nella mia vita la musica sin da quando ho ricordi ti racconto questo: avrò avuto più o meno 10 anni, mio fratello per Natale mi regalo il “Canta tu”, E da quel giorno nella mia camera hanno avuto vita dei veri e propri concerti! Molti dei condomini del mio palazzo mi facevano addirittura richieste di cosa gli piaceva sentire e ogni pomeriggio rigorosamente dopo le 16 iniziavano i miei live!!

Sei di nuovo a All Together Now, un’edizione particolare causa pandemia: come sono andate le registrazioni?
Abbiamo seguito scrupolosamente tutte le procedure sanitarie per lavorare nella massima sicurezza, un enorme e straordinario lavoro di squadra del quale vado estremamente fiera sia di me sia dei miei compagni di avventura.
L’organizzazione è stata difficile ma miracolosa: portare a termine questa avventura non era assolutamente scontato in queste condizioni. Certo lo sforzo che richiesto è stato enorme, anche nella vita privata perché abbiamo cercato di avere meno contatti possibili al di fuori delle registrazioni. Abbiamo fatto regolarmente tamponi, messo le mascherine e tenute le distanze ogni volta quando era necessario. Mi sento davvero molto fortunata ad aver preso parte a questa nuova edizione che resterà in qualche modo unica date le circostanze e che credo abbia unito ancora di più il Muro.

Stai lavorando ad altri brani? Quali sono le tematiche e le sonorità che preferisci usare?
Mi piace sempre partire da elementi organici: di solito le prime stesure delle mie canzoni nascono o alla Chitarra o al piano. A mano a mano che la canzone prende forma soprattutto nella mia testa le costruisco un vestito attorno un’atmosfera, un suono che possa quanto più aiutare il messaggio del testo. Le tematiche spaziano, molto dipende anche se sto scrivendo per me o come spesso accade scrivo per un altro artista. Uno degli argomenti che più mi piace affrontare è l’introspezione, il chiaroscuro dei sentimenti, condito a volte da un po’ di ironia – che trovo essere, quest’ultima, fondamentale non solo nella musica nei miei testi ma anche nella vita.

Un sogno nel cassetto che ancora non sei riuscita a realizzare?
Tantissimi, davvero tanti. I sogni sono una delle “cose” più care e preziose che abbiamo, e li tengo strettissimi a me. Ogni tanto apro quel famoso cassetto di cui parli, e provo a mettermi all’opera per farli diventare una concreta realtà. A volte con incoscienza, a volte con coraggio, ma sempre con una fortissima voglia di provarci.
E soprattutto in questo difficilissimo periodo, i sogni sono quello che mi spingono (e credo ci spingono tutti) a guardare avanti. Diciamo che vorrei che ci salutassimo con questo piccolo grande sogno: riabbracciarsi presto, tutti!