Questa giovane autrice potrebbe diventare la Kinsella italiana. Anche se Maria Silvia Avanzato nella stesura di Granturco su foglia di the non scimmiotta e non copia nessun altro autore o tendenza del momento. Il suo è un romanzo divertentissimo, scritto molto bene, mai scontato, pieno di sorprese sia nella trama che nei dialoghi e nelle descrizioni.
Ad essere sincera, quasi mi dispiace scriverne perché non vorrei rovinarvi il piacere di leggere l’esilarante storia di Iris, dotata di un notevole fondo schiena e di talento sia nel collezionare baci sia nel disegnare abiti per una famosissima maison di moda.
Travolta da una serie di eventi non dipendenti dalla sua volontà, costretta ad un esilio temporaneo tra le pecore della campagna toscana, alla presa con un’amica cattivissima e con uno stilista cieco, Iris si ritroverà a fare i conti con i propri sogni e con le sorprese che la vita può riservare ad ognuno di noi.
Un libro non solo estivo, ma per tirarsi su il morale anche in pieno inverno, da regalare alle amiche, da portarsi dietro in autobus, da trasformare in una commedia effervescente. Intanto, aspetto, con molta curiosità, un nuovo romanzo della Avanzato. Sono sicura che ne ha già un altro pronto per farci ridere con intelligenza.

Se la globalizzazione è un fenomeno culturale oltre (o addirittura prima ancora) che economico, non ne resta immune neanche la bellezza. Il concetto di bellezza, per la precisione, inteso come canone cui aderire per conformarsi, spesso attraverso la chirurgia, alle norme sociali ed estetiche di una società che sempre più tende ad appiattire le diversità e ad essere una, magmatica, gigantesca.
Non è una novità d’altronde sentire di ragazze dagli occhi a mandorla che si sottopongono a chirurgia per somigliare alle occidentali, per fare solo un esempio su tanti. Non sono le sole. In Cina è diffusa la tendenza a mettersi protesi alle gambe per diventare più alti, in Iran c’è la pià alta percentuale mondiale di nasi rifatti.
Il New York Times ha sollevato la questione analizzando il lavoro del fotografo Zed Nelson che ha esplorato i labili confini tra la ricerca della bellezza canonica (sempre che esista) e la mera e qualche volta pericolosa omologazione.
L’artista ha spiegato di aver voluto immortalare certe discutibili scelte estetiche come prove e moniti per le generazioni future. La diversità non è più un valore ma un segno da cancellare il prima possibile? Un giorno le donne saranno tutte uguali: naso alla francese, altezza da modella, magre, giovani e senza rughe?
Via | Jezebel
Da un sondaggio condotto da Men’s Health su oltre 3.000 donne, è risultato che circa mille donne si ritengono sessualmente soddisfatte. Un buon risultato, direi, anche se non ottimo. In ogni caso, da questo sondaggio è apparso chiaro che tutte le donne che si sentono appagate hanno alcune cose in comune, alcuni modi di vedere il sesso che probabilmente le aiuta a sentirsi paghe: cinque “segreti” che forse dovremmo fare nostri.
1. Le donne sessualmente appagate hanno un concetto molto ampio di “sesso”, che non significa necessariamente il rapporto in sè, ma tutto quello che sta intorno ad esso, compresi piccoli gesti che le fanno sentire sexy.
2. Le donne sessualmente appagate sono sicure della loro sensualità e sono sicure di piacere al loro partner. Sarà merito loro oppure saranno i loro uomini a riempirle di complimenti?
3. Le donne sessualmente appagate sanno cosa vogliono a letto e non hanno paura di dirlo o di chiedere al partner performance particolari.
4. Le donne sessualmente appagate non vogliono l’orgasmo a tutti i costi: il piacere sessuale durante i rapporti o i preliminari può essere sufficiente a soddisfarle.
5. Le donne sessualmente appagate non si dicono interessate alle dimensioni del pene: ciò che importa è come viene usato e quanta passione l’uomo mette nel rapporto.
A me sembrano cinque modi di vedere l’aspetto sessuale della vita piuttosto sani ed equilibrati: certo farli propri non è facile se non abbiamo accanto il partner giusto o se ci sentiamo insicure di default, ma possiamo lavorare su noi stesse pensando a questi cinque obiettivi. Sentirsi soddisfatte da un rapporto dal punto di vista sessuale è importante, è inutile negarlo, e non significa che ci si debba accontentare: cercare il meglio però non deve farci perdere di vista l’obiettivo finale, quello di vivere il nostro amore e la nostra passione, senza troppa tensione verso qualcosa di inarrivabile.
Via | Spicezee
Foto | Flickr
L’aceto di mele non è solo un gustoso condimento per le insalate ma anche un alleato di benessere che aiuta le nostre unghie. Un rimedio naturale di lunga tradizione, che si affianca al più classico con bagni di olio e limone, è quello di immergere le unghie per alcuni minuti in una bacinella di aceto di mele ogni sera per un paio di settimane.
Unghie più forti e lucide sono il risultato promesso grazie al complesso minerale contenuto nell’aceto di mele e all’azione purificante che recupera la superficie naturale dell’unghia eliminando ogni residuo di sporco che vi si accumula, dalle creme ai solventi agli smalti.
Foto | Flickr
Come la maggior parte delle persone non leggo la scheda informativa di sicurezza infilata nella tasca del sedile posteriore quando viaggio in aeroplano. So di essere poco seria in questo, ma lo trovo noioso anche perchè mi é capitato spesso di volare. Certo, gli assistenti di volo ci spingono a dare un’occhiata all’opuscolo, ma ammettiamolo, nessuno di noi dà loro molto ascolto.
Al contrario, per farci qualche risata e non annoiarci troppo ad informarci, qui, ho trovato una borsetta da viaggio che può essere tranquillamente usata come beauty case decorato con una serie di fumetti e di (dis)informazioni di sicurezza per i passeggeri con frasi nonsense e disegnini esilaranti del tipo “Per favore, sistemare tutti i bambini sotto il sedile”.
La borsa ha una spaziosa tasca interna, una tasca esterna con cerniera e un comodo manico. Costa 36$. Ricordatevi di tenerla in bella vista nel prossimo volo…sorriderete un po’ con chi vi é seduto accanto.
Via | ModCloth
Può essere una parolaccia non gradita o il nome della sua ex ragazza scappato in un attimo di distrazione, ma anche un comportamento poco cavalleresco o preliminari del tutto insoddisfacenti. I motivi per cui un orgasmo incipiente o anche solo prospettato finisce in fumo ed evapora prima ancora di diventare una vaga realtà possono essere tanti, alcuni ci sono già capitati e altri ci auguriamo di non provarli mai, ma ci sono stati raccontati da amiche sfortunate, tra risate o lacrime.
Cosa, per voi, uccide l’orgasmo? Le prime risposte al sondaggio lanciato da Em and Lo annoverano chiamate al cellulare, la musica sbagliata, la presenza del vicino di casa al piano di sopra che certo vi sta sentendo, la telefonata inattesa di sua madre, la posizione scomoda, una variazione improvvisa nel ritmo. Diteci la vostra.
Foto | Flickr
Su Ayushveda sono convinti di sapere qual è la vera origine se non del bacio alla francese, almeno dell’espressione “bacio alla francese“, entrata a far parte del vocabolario americano dopo la Prima Guerra Mondiale.
Sembra infatti che all’epoca fossero i francesi i più libertini in termini sessuali e che questa cultura “dissoluta” fu presa a esempio dai soldati americani tornati a casa. I colleghi francesi infatti non fecero mistero delle loro esperienze erotiche con le donne e descrissero minuziosamente pratiche come il bacio con la lingua ai soldati d’oltreoceano.
Questi ultimi, una volta tornati in America, cominciarono a mettere in pratica ciò che avevano imparato in Europa: una tale licenziosità come il bacio con la lingua fu così denominato “bacio alla francese” proprio per denigrare la cultura libertina e vergognosa dei nostri nonni francesi.
Mi sorgono spontanee due domande: anche per il vocabolario italiano successe il medesimo fenomeno? E in secondo luogo: prima dell’avvento del genio francese dunque, il bacio con la lingua era sconosciuto? Non riesco a crederci, sapete: non riuscirei a immaginarmi un bacio appassionato senza l’intervento della lingua… Eppure pare che per le violente emozioni che suscita in molte parti del mondo sia “sconsigliato”…Chissà se questa origine “storica” dunque ha dei fondamenti di verità!
Foto | Flickr

I vestiti in fibre naturali lasciano spesso il posto a fibre sintetiche dalla grande performance, ma gli abiti ispirati alla natura, che della natura stessa si servono, hanno sempre affascinato i designer che si sono variamente ispirati ad essa nella costruzione di abiti fatti di fiori, foglie, verdure e frutti della terra. Non lontana nella concezione, anche se di diverso impianto, è l’idea della BioCouture, la moda vegetale di Suzanne Lee.
Le fibre vengono letteralmente coltivate nel laboratorio tessile della designer, che si serve di fogliame umido, tè verde, lieviti e batteri e tinte naturali per colorare i tessuti vegetali ottenuti da una vera e propria coltura viva, in nome di un’idea eco-sostenibile della moda, anche se molto radicale. In gallery potete vedere una selezione di capi, certo assai esclusivi ed eco-friendly anche se assai lontani dall’idea di moda come la concepiamo solitamente.
Via | TheTrendyGirl
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L’altro giorno una mia amica ha avuto una gran paura. Era di sera é per più di tre minuti é stata fermamente convinta di essere seguita da qualcuno dall’aspetto imponente. Mi ha chiamata, con ancora la paura addosso, dicendomi che era riuscita a rientrare a casa, ma non sarebbe più uscita di sera tardi. In quel momento l’ho capita perchè il panico fa brutti scherzi. Ma, a mente fredda, ho pensato che non dobbiamo costringerci ed evitare di uscire in orari notturni solo per darla vinta a eventuali aggressori. Io solitamente sono positiva e non penso mai al peggio ma forse un corso di autodifesa o qualche lezione di judo sarebbe comoda. Se la questione vi preoccupa, sappiate che nelle principali città trovate corsi di autodifesa femminile a prezzi abbordabili solitamente organizzati nelle palestre.
Mentre fate un pensierino se sia il caso o meno di iscriversi, ho scovato un video tratto da uno show americano dal titolo The Huckabee Show nel corso del quale un istruttore mostra al pubblico televisivo i movimenti base che le donne dovrebbero mettere in atto nel caso siano aggredite da qualche criminale. Le mosse mi sembrano tecniche di difesa semplici da ripetere (il video l’ho girato anche alla mia amica). Date un’occhiata anche voi.
Che vi piaccia o no prendere il sole in topless, è comunque importante proteggere la delicata pelle del décolleté se non vogliamo ritrovarci incartapecorite superata la boa dei fantomatici trent’anni o appena più in là. Anche se non ci bruciamo al sole perché ci sembra d’avere la pelle abbastanza scura e resistente, sono i raggi UV che fanno danni a lungo termine, com’è noto.
Lo spauracchio delle rughe non è da sottovalutare come mero terrorismo da parte di chi vende creme solari. È matematica, è natura: a un certo punto ci verranno. Possiamo decidere di ritardarle però, con semplici accorgimenti da affiancare alla protezione solare mediamente più alta di quella che si usa sul resto del corpo.
La mattina appena alzate, e ogni volta che fate una doccia, spruzzate il décolleté con dell’acqua fredda, per dare tono ai tessuti. Fate seguire una crema idratante nutriente o un olio elasticizzante, che tra l’altro previene anche le smagliature e male certo non fa.
Dopo il sole, durante il quale la protezione è tassativa, lenite la pelle con una lozione addolcente, meglio se a base di aloe che è anche rinfrescante, un vero toccasana come doposole. Una generosa spruzzata di acqua termale può rinfrescarvi dopo il calore del sole e la sera idratate, idratate, idratate.
Via | Arrebatadora
Foto | Flickr