Si è visto che le persone che fanno uso di Botox in molti casi dopo un po’ iniziano ad apparire troppo irrigidite e sul loro viso perfettamente liscio spesso non compaiono più le naturali espressioni facciali che rendono così interessante l’essere umano. Pare però che l’effetto paralizzante di questo rimedio contro le rughe non si limiti ai muscoli della faccia ma che possa avere conseguenze anche sulle relazioni con gli altri.
Un nuovo studio infatti suggerisce che le iniezioni di Botox possono avere un effetto negativo sul livello di sensibilità della persona che ne fa uso, in quanto influiscono sull’abilità di empatizzare con gli altri e di esprimere le proprie emozioni.
Due ricercatori hanno condotto un test su due gruppi di donne: al primo gruppo è stato amministrato del Botox, mentre al secondo, del Restylane, una sostanza che non paralizza i movimenti del viso. Tutte sono poi state sottoposte ad un test - simile al Reading the Mind in the Eyes Test - nel quale sono state mostrate delle foto che illustravano solo il primo piano degli occhi di alcune persone, chiedendo poi alle partecipanti di associarle a degli stati emotivi.
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Le donne a cinquant’anni possono essere in forma quanto le figlie di vent’anni più giovani, e possono stare anche meglio. A rivelarci questo miracolo è uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’università della California e pubblicato sulla rivista The Journal of Applied Physiology: con un po’ di esercizio fisico a cinquant’anni le donne possono avere la stessa forma fisica delle trentenni, quindi stare meglio.
Secondo lo studio, le cinquantenni brucerebbero i grassi il 10% più velocemente rispetto alle trentenni, e basterebbero 3 mesi per far sparire muscoli flaccidi e rotolini intorno al punto vita. L’esercizio fisico costante avrebbe effetti positivi sul cuore e sulla pressione del sangue, portando le cinquantenni ad avere le stesse capacità cardiovascolari e metaboliche delle donne con quindici anni in meno, proteggendo l’organismo dalle malattie che possono sorgere con l’avanzare dell’età.
Volete un esempio concreto di questo miracolo? Sharon Stone sulla copertina di Paris Match di agosto, bellissima e in forma anche col cinque davanti ai suoi anni. Niente diete drastiche quindi, ma solo esercizio fisico regolare, perchè a cinquant’anni ci si senta in forma come a trenta.
È noto che le donne soffrono fisicamente molto più degli uomini, in particolare ogni mese c’è un appuntamento che ci ricorda tale differenza e ad avvalorare questa teoria arriva la scienza. Infatti, una ricerca, presentata recentemente dall’Associazione Internazionale per lo Studio del Dolore di Glasgow, è giunta alla conclusione che il gentil sesso sente di più e più a lungo il dolore rispetto al sesso opposto.
La spiegazione è tutta da ricercarsi negli estrogeni, che amplificano le sofferenze rispetto al testosterone, che invece aiuta gli uomini ad attenuare i dolori. Questa diversità spesso è evidenziata anche nei sintomi. Uno studio svedese, ha dimostrato, ad esempio, che le donne che soffrono di attacchi di cuore presentano un dolore nelle spalle e nella schiena, mentre negli uomini il dolore si concentra nel petto e nel braccio sinistro.
La questione cambia dal punto di vista emotivo, dove le donne riescono a raggiungere dei livelli di sopportazione molto alti, perché parlano dei loro problemi e come dicevamo sono più abituate al dolore, mentre per gli uomini mostrarsi deboli è un segno poco virile per cui quando c’è una sofferenza fisica questa viene esasperata dalla chiusura emotiva.
Quante volte, però, avete desiderato, almeno una volta, che i maschi provassero i nostri dolori mestruali, soltanto per fargli capire come è dura, a volte, essere donne?
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Quante volte avete desiderato di poter fare la pipì in piedi per evitare le interminabili file dei bagni delle donne, i bagni pubblici, le scarse condizioni d’igiene e l’amica accanto a tenervi la porta? Hanno inventato la soluzione a tutto questo, in silicone e tascabile. Si chiama GoGirl ed è un orinatoio tascabile da borsa, corredato da astuccio pro-discrezione, igienico, personale e riutilizzabile.
A vederlo ricorda un po’ la mooncup, a pensarci fa strano, e dire che le nostre colleghe di bebeblog lo hanno trovato su un sito per mamme, perchè in gravidanza si avverte il bisogno di orinare più spesso e col pancione sedersi è un po’ complicato. Per me, GoGirl può entrare immediatamente nella gallery degli orinatoi più strani al mondo e forse conquistare il primo posto. Trovate qui su GoGirl un video che spiega come usarlo e mentre cominciate ad abituarvi all’idea vi chiedo se, ad avercelo a portata di mano, sareste pronte ad abbandonare tutti i problemi del fare la pipì sedute per questo moderno bagno tascabile.

Secondo una ricerca condotta dall’Università di Padova, le donne italiane non sono soddisfatte del SSN. Le intervistate sono un campione nazionale significativo, perchè si recano dal medico della mutua per se stesse e per i figli, ed esprimono un parere consapevole perchè sono molto attente alla propria salute e a quelle dei propri figli.
Le donne avrebbero bisogno di più cura ed attenzione, di medicina di genere, di confrontarsi con medici donne, di prestazioni specialistiche, di orientamenti diagnostici particolari, tarati, appunto, sull’essere donna. Le donne vorrebbero meno file e pediatri disponibili nelle ore notturne, esami più veloci ed approfonditi da subito - perchè le donne si informano sui sintomi e sulle malattie - ma spesso si sentono trascurate e insoddisfatte del lavoro svolto dal proprio medico curante.
Quante volte vi siete sentite trascurate o non capite dal SSN? Quante volte vi siete sentite liquidare, proprio perchè siete donne, con uno sbrigativo “sarà solo un po’ di stress”? A me è successo più di qualche volta e sì, sono pienamente d’accordo con la ricerca: il SSN dovrebbe aver più cura di noi donne. Voi?
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L’infezione da Candida, le cui caratteristiche sono ben descritte qui su pink da Martast, è una tra le più comuni infiammazioni che possono colpire una donna. Soprattutto, è tra le più comuni ad essere recidiva, il che significa che se l’avete avuta una volta, probabilmente vi ritornerà. Nel peggiore dei casi, c’è anche il rischio che diventi cronica.
La cura più comune prescritta dai ginecologi prevede l’uso integrato di ovuli e creme vaginali, ma spesso sembra non far effetto e tante ragazze si stancano di assumere medicinali senza poi vedere i risultati, o preferiscono provare con i rimedi naturali. Da una lettura approfondita su diversi Forum, là dove le donne condividono soluzioni e problemi, scopro che vi è tutta una serie di rimedi naturali che, per alcune donne, funzionano meglio contro la Candida rispetto alle medicine, integrandole o eliminando la necessità di prenderne.
Il primo, tra tutti i consigli, è quello di indossare biancheria intima di cotone bianco, sia perchè i tessuti sintetici creano un ambiente umido che fa proliferare la Candida, sia perchè spesso i coloranti del cotone possono causare dermatiti o aumentare la secchezza vaginale. Secondo, tra tutti i consigli, e cura naturale che sembra funzionare meglio di qualsiasi altra cosa, è mantenere uno specifico regime alimentare per sconfiggere la Candida. Per un periodo di circa un mese eliminare gli zuccheri, il caffè e l’alcool dalla propria dieta. Sostituire la pasta ed il pane quotidiani con pasta e pane integrali, e cercare di evitare del tutto i cibi confezionati a favore di quelli freschi. Aumentare il consumo dei latticini e votarsi allo yogurt. Nella questione yogurt rientra anche il consiglio di consumare lo yogurt probiotico, ricco di fermenti lattici, sia per via orale, sia usandolo come fosse una crema vaginale da notte, per ricreare la flora vaginale. Ne sapete qualcosa?
Ricordando che la Candida recidiva può essere causata da effetto ping-pong col partner o da uno stato di stress continuo a cui noi non facciamo caso perchè parte della routine quotidiana - ma il nostro corpo sì, e lo scarica così - vi chiedo se avete avuto esperienze di terapie naturali contro la Candida, se hanno funzionato e quanti e quali altri rimedi naturali conoscete.
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Un team di ricercatori della Jiao Tong University di Shanghai ha scoperto, nei topi, una fonte inesauribile di cellule staminali germinali. Lo studio, pubblicato su Nature Cell Biology, dimostra come, nei topi, le cellule siano la soluzione a problemi di sterilità o menopausa, riuscendo a produrre nuovi ovociti anche dove non vi sono le condizioni. In esemplari adulti sterili, a cui sono state impiantate questo tipo di cellule, le germinali sono tornate ad essere fertili e dall’esperimento sono nati dei topolini sani.
Come vedete questa ricerca applicata all’essere umano? Se le cellule funzionassero anche nella donna, ci sarebbe la possibilità di poter avere figli anche dopo la menopausa, con tutte le complicazioni del caso per una donna che partorisce dopo i cinquant’anni e per un bambino che viene al mondo con dei genitori-nonni. Che ne pensate?
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La Cistite è un’infezione alle vie urinarie molto comune, è dovuta ad un attacco batteriologico e, ogni anno, colpisce una donna su tre. Porta con sè il costante stimolo ad urinare e un forte senso di bruciore, a cui a volte si aggiungono anche dei dolori al basso ventre e dolore nei rapporti sessuali. Non è un’infezione grave in sè per sè, ma può avere conseguenze gravi se non curata bene.
Per prevenire la cistite, soprattutto nei cambi di stagione, evitate di indossare indumenti e biancheria intima troppo stretti, e preferite il cotone ai tessuti sintetici. Rispettate un regime alimentare sano, in cui non deve mancare lo yogurt cha fa bene alla flora intestinale, e aggiungete alla vostra dieta il succo di mirtillo, che protegge dalle infezioni delle vie urinarie.
Se per prevenire è ormai tardi ed avvertite i primi sintomi della cistite, attaccatevi letteralmente alla bottiglia d’acqua: bevete, bevete, bevete, almeno 2 litri d’acqua al giorno, e non trattenetevi quando avvertite lo stimolo. Rivolgetevi al vostro medico per una cura specifica e non disperatevi, passerà. Oltre a quelli qui elencati, conoscete altri rimedi per prevenire e curare la cistite?
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Stamattina pink apre con un’immagine forte e con un argomento che tocca nel profondo tante donne in gravidanza, sebbene sia legato a due esami di controllo comuni, dietro ai quali si celano confusione e dubbi. L’amniocentesi e la villocentesi sono due esami invasivi, che comportano il prelievo di materiale dall’interno dell’utero della donna incinta, per determinare eventuali anomalie o malattie del feto. L’esecuzione di entrambi gli esami comporta un rischio di aborto pari all’1%, ed è per questo che ad ogni donna che si sottopone ad uno dei due esami, viene chiesto di valutare attentamente il rapporto rischio/beneficio.
Brevemente, prima di lasciare alla vostra esperienza la parola, illustrerò le differenze tra i due tipi di prelievi, perchè spesso si confondono come se fossero equivalenti. L’amniocentesi consiste nel prelievo di liquido amniotico dall’utero ed è un esame che viene effettuato in ambulatorio, tra le 15 e le 18 settimane. Non è doloroso per la donna e serve a rilevare la presenza di anomalie cromosomiche del feto, quali, ad esempio, la Sindrome di Down. Viene suggerito alle donne che hanno superato i 35 anni di età, consigliato a pazienti nel cui feto siano state rilevate anomalie tramite ecografia e a mamme che hanno figli con delle anomalie.
La villocentesi è un esame attraverso il quale viene prelevata una piccola quantità di tessuto coriale (i villi coriali sono presenti nella placenta fetale) e serve ad individuare una patologia cromosomica nel feto. Al pari dell’amniocentesi è un esame invasivo, che si fa in ambulatorio, consigliato alle mamme con le caratteristiche di cui sopra ed in caso di malattie ereditarie.
Entrambi gli esami presentano risultati altamente attendibili e sono esami che vengono consigliati alle pazienti in gravidanza, per accertarsi dello stato di salute del feto. L’unica differenza, a mio avviso, è che la villocentesi avviene in un periodo in cui è ancora probabile l’aborto spontaneo, mentre con l’amniocentesi si mette sulla bilancia l’1% di probabilità di causare l’aborto contro la possibilità di scoprire l’anomalia cromosomica del feto. Avete esperienza con questi tipi di esami, vi siete ma sottoposte ad un’amniocentesi o ad una villocentesi? Come si valuta il rischio di un aborto derivante da un controllo forse inevitabile?
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In estate tra spiaggia, acqua e sabbia, il microclima delle zone intime può subire delle variazioni, e possono sorgere irritazioni e fastidiosi pruriti. In più, spesso, anche le mucose vaginali risentono delle lunghe giornate tra sabbia e acqua e l’alterazione dovuta alla secchezza, causa forti bruciori.
Ora, bastano piccoli accorgimenti per evitare di soffrire, tipo usare un detergente intimo delicato, arricchito con estratto di malva, rinfrescanti e lenitiva. In più un lubrificante alla camomilla prima di un rapporto per non sentire bruciore o, nel caso di fastidio persistente, si può ricorrere ad una cura a base di ovuli di calendula e propoli, da applicare per un mese a giorni alterni.
Conoscete altri rimedi o suggerimenti per prevenire o evitare quei fastidiosi pruriti e bruciori intimi?
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