Parcheggi più grandi per donne in Corea del Sud e le femministe sbottano

La Corea del Sud promuove parcheggi più ampi per le automobiliste. Ma le femministe di mezzo mondo non ci stanno proprio. È davvero discriminazione?

Parcheggi_per_donne

Mettiamoci il cuore in pace, tutto il mondo è davvero paese. Quantomeno per ciò che riguarda l'idea che vuole la donna media un po' imbranatella al volante. Per rispondere a questo stato di cose con un provvedimento concreto, la Corea del Sud ha deciso di creare parcheggi extra large per donne, in modo da agevolare le classiche manovre al volante e rendere al gentil sesso più facile l'operazione.

Inutile dire che la notizia non è proprio passata inosservata, tanto che è in corso una vera e propria mobilitazione sui social network da parte delle femministe del mondo, per bollare come sessista questa decisione. I parcheggi più grandi in verità sono solo la "punta di diamante" di un programma costato ben 100 milioni di dollari per rendere la città di Seoul più a misura di donna.

Ma se la costruzione di più bagni pubblici e di pavimentazioni spugnose per poter camminare comodamente coi tacchi, sono altre parti del piano coreano female-friendly elegantemente passate sotto silenzio, il provvedimento dei parcheggi a prova di gentil sesso ha letteralmente scatenato una polemica planetaria.

Già da giorni infatti Twitter è diventato una rovente agorà pubblica dove dire peste e corna delle strisce rosa per signore al volante. E contemporaneamente è sorta una contropolemica per ridimensionare l'ira esasperata delle femministe e far notare anche gli aspetti più positivi della faccenda: più spazio disponibile per fare manovra ma anche per caricare e scaricare l'auto dalla spesa, maggiore vicinanza dei parcheggi alle entrate dei negozi.

Inutile dire che non esiste donna che un minimo non si sia sentita punta sul vivo dall'idea di non essere in grado di parcheggiare come un uomo. Ma, dati statistici alla mano, è anche vero che i maggiori incidenti fatti da noi signore sono proprio quelli "piccoli" di distrazione, che di fatto rovinano la carrozzeria e forse anche muri e segnaletica verticale (non sogghignino gli uomini, cui va il primato invece di quelli con più alto tasso di mortalità).

Certo, fa decisamente innervosire il solito cliché sessista che ci vede come impedite nell'abitacolo, ma nonostante tutto bisogna ammettere che dei parcheggi più ampi portano anche dei benefici alle gentlewomen. Ad esempio ci viene da pensare alle mamme che possono contare su più spazio per far salire e scendere i bambini o armeggiare più comodamente con passeggini e ovetti. Quante volte si è dovuto abbandonare un posto perché i vicini avevano parcheggiato "all'americana" riducendo la possibilità di aprire in modo agevole la portiera?

Forse il provvedimento coreano, pur female-friendly, magari non sarà proprio politically correct, ma ci conferisce comunque dei privilegi da non sottovalutare. Di fatto si potrà poi davvero parlare di discriminazione in questo caso, visto che non ci viene negato il diritto di fare qualcosa, ma anzi ci vengono riconosciuti dei benefici? Voi che ne pensate?

Via | Tempi

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