Marilyn Monroe, il ritratto della diva che è diventata leggenda

Sensuale, femminile, ammiccante, fragile e potente allo stesso tempo. Marilyn Monroe è una delle dive anni 50 più amate ancora oggi, a mezzo secolo dalla scomparsa. Ecco il suo ritratto

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5 agosto 2014: 52esimo anniversario dalla scomparsa di Marilyn - Marilyn, una delle dive leggendarie della storia contemporanea, morì per cause non ancora chiare il 5 agosto del 1962 nella sua casa californiana. Oggi ricorre quindi l'anniversario dei 52 anni dalla scomparsa dell'attrice, icona di bellezza, bravura e seduzione.

Marilyn, diva fragile degli anni 50, ha ammaliato intere generazioni con il suo fascino, diventando musa di registi, musicisti e scrittori. Gli artisti di ogni parte del mondo e di ogni epoca ne hanno celebrato la figura: un po' ruggente pin-up figlia del suo tempo, un po' fanciulla di altri tempi, bisognosa di protezione e guida.

Marilyn Monroe, il ritratto della diva che è diventata leggenda

L'aggettivo che più spesso si associa al nome di Marilyn Monroe, meravigliosa diva degli anni 50, amata ancora oggi a distanza di mezzo secolo dalla sua tragica scomparsa, è certamente "divina". E in effetti la bellissima attrice americana, nata a Los Angeles nel 1926, per molti ha davvero qualcosa di affine agli dei dell'Olimpo: la sua leggenda che è destinata a vivere per sempre.

Ecco il suo ritratto.

Norma Jean

Marilyn, di nascita Norma Jean, viene alla luce il primo giugno del 1926 a Los Angeles, in California. Sua mamma è Gladys Pearl Monroe, una donna di umili origini, lavoratrice presso la Consolidated Film Industries, che per poter partorire in ospedale si era affidata alla generosità dei colleghi, che avevano fatto una colletta per permetterle il ricovero. Il nome del papà di Marilyn non è mai stato noto, perciò il cognome della ragazza, dapprima Mortenson come il secondo marito della madre, fu poi cambiato in Baker, nome da nubile di Gladys.

La mamma di Marilyn, che aveva già avuto due figli da un matrimonio finito male, era una donna mentalmente instabile, incapace di prendersi cura di sua figlia. Perciò l'infanzia della piccola Norma non si può dire sia stata serena, presa in custodia dalle autorità statali dopo che a Gladys fu dichiarata incapace di intendere e di volere e costretta a vivere in varie famiglie affidatarie.

La carriera di Norma nel patinato mondo del jet set inizia come modella nel 1945, quando il fotografo David Conover la nota mentre è occupata a Radio Plan, dove è addetta alle verniciatura delle fusoliere degli aeroplani. Conover si trovava lì per una serie di scatti alle operaie della fabbrica per tenere alto il morale delle truppe al fronte e fu lo stesso a suggerirle di intraprendere la strada dello spettacolo.

Norma diventa Marilyn

Il 24 agosto del 1946, Norma firma il suo primo contratto con la Fox e qui fu il regista Ben Lyon a consigliarle di cambiare il suo nome. Dopo aver scartato l'idea di usare Carole Lind, fondendo i nomi di Carole Lombard e Jenny Lind, la scelta cade su Marilyn Monroe, Marilyn come la Miller, attrice e ballerina statunitense degli anni 20 di indiscussa fama.

La carriera di Marilyn non decollò prima del 1948, quando interpretò la parte di Peggy nel suo primo film da protagonista "Ladies of the Chorus", conosciuto in Italia come Orchidea Bionda. Ma l'anno più fortunato per la Monroe dal punto di vista professionale fu certamente il 1953, in cui uscirono Niagara, Gli uomini preferiscono le bionde e Come sposare un milionario, tre grandi successi che la consacrarono al grande cinema.

Il successo prosegue nel 55 con Quando la moglie è in vacanza, sotto la regia di Billy Wilder, film di cui ancora oggi si ricorda la celebre scena del vestito bianco svolazzante tirato su da un getto di aria calda. È del 58 invece il movie romantico Fermata d'autobus insieme a un giovane Don Murray e del 59 A qualcuno piace caldo, diretto ancora da Billy Wilder.

La pellicola è una vera icona del cinema di fine anni 50, ironica, sagace e innovativa con degli irresistibili Tony Curtis e Jack Lemmon. Per il ruolo di Zucchero Kandinsky la Monroe vinse il Golden Globe come migliore attrice in un film commedia o musicale.

La carriera di Marilyn, sebbene fulgida grazie ai suoi grandi successi e alle acclamazioni della critica e del pubblico, sempre più innamorato di lei, fu anche costellata di molti problemi. L'insicurezza che non l'aveva mai abbandonata sin da ragazzina, la portava a fare tardi sul set a causa della paura da palcoscenico. A completare il tutto un abuso di farmaci per calmare i nervi, da cui aveva iniziato a dipendere e che peggioravano il suo stato d'animo.

Marilyn Monroe

I mille amori di Marilyn

Oltre che per la sua bravura, bellezza e fascino, Marilyn è divenuta famosa per i suoi mille amori. Il primo marito della diva fu James Dougherty, che la sposò nel 42, quando lei aveva solo 16 anni su suggerimento dell'allora tutrice Ana Lower. Il matrimonio, a quanto pare solo di convenienza, si chiuse nel 46 quando lei iniziò la sua carriera di foto modella.

Nel 1951 la talentuosa stella dello sport Joe DiMaggio, chiede a Marilyn un appuntamento galante, colpito dalla bellezza di una sua fotografia. L'anno successivo i due si sposano, ma il matrimonio dura solo nove mesi. Tuttavia, fra Marilyn e Joe il rapporto di amicizia e fiducia prosegue anche negli anni successivi, durante i quali lui le è di sostegno nell'affrontare i suoi demoni.

Dopo la morte della diva il giocatore degli Yankees ha continuato a lasciare per 20 anni un mazzo di rose rosse sulla sua tomba tre volte a settimana.

Il terzo marito di Marilyn fu il drammaturgo Atrhur Miller che sposò con cerimonia civile nel 56. Ma dopo un matrimonio burrascoso, segnato dalle molte assenze di lui e dai crescenti problemi psichici di lei, anche a seguito di alcuni aborti che l'avevano resa ancora più fragile, l'unione si interruppe nel 1961.

Il nome della Monroe, oltre ad essere legato a quello dei suoi mariti, è in verità associato anche a quello della famiglia Kennedy. Amante del Presidente John Fitzgerald, in verità intrattenne una relazione anche con il fratello Bob. Celebre è il suo "Happy Birthday Mr President" cantato al Madison Square Garden per la festa di compleanno del Presidente, in cui appare sensualissima in un abito creato per lei da Jean Luis, famoso costumista di Hollywood.

La tragica scomparsa

Sulla morte di Marilyn è stato detto tutto e il contrario di tutto. Quello che si sa per certo è che il corpo senza vita della donna fu trovato il 5 agosto del 1962 nella camera da letto della sua casa di Brentwood, a Los Angeles. Il referto dell'autopsia parlò di suicidio a seguito di un cocktail di barbiturici, ma in molti credono che Marilyn sia stata vittima di ritorsioni da parte della famiglia Kennedy.

Si dice che la ragazza fosse pronta a rendere pubbliche le relazioni sentimentali con l'allora Presidente JFK e con il fratello Bob, mettendo i due politici in una posizione difficile. Una scuola di pensiero invece vuole Marilyn vittima di ritorsioni da parte mafiosa contro i Kennedy, a causa di promesse elettorali non mantenute.

La salma della grande diva riposa presso il Westwood Village Memorial Park Cemetery, dove la sua tomba viene ancora oggi visitata dai fan di ogni età. Il suo mito resiste agli anni che passano e star di ogni epoca usano colei che Elton John chiamò "candle in the wind" nella sua celebre canzone del 73, come modello di bellezza e femminilità cui ispirarsi.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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