Centri antiviolenza, il governo ritarda a mandare i fondi...

Il governo ritarda a mandare i 20 milioni della legge di bilancio 2018 stanziati per i centri antiviolenza.

Centri antiviolenza

La violenza sulle donne non conosce partito o cavillo burocratico, non aspetta le elezioni e non risponde alle ripicche tra i candidati. Non ha il tempo di aspettare perché spesso la differenza tra la vita e la morte la fanno un numero di telefono, una persona paziente che indica una via d’uscita, una soluzione tempestiva che possa essere un’alternativa valida al ritorno a casa dal proprio carnefice. Quello che sta accadendo in questi mesi è triste e preoccupante, nella legge di bilancio del 2018 erano stati stanziati 20 milioni per creare nuovi centri antiviolenza, per finanziare quelli esistenti, i servizi di assistenza e sostegno delle donne vittime e dei loro figli.

Di questi soldi però non c’è traccia, sono passati quasi sei mesi e questi fondi non sono ancora stati erogati a nessuno. I 20 milioni sono stati previsti dal governo Gentiloni per il fondo antiviolenza che dovrebbe tutelare le donne e i bambini in difficoltà. È assurdo che non si percepisca l’urgenza di proteggere le donne, di offrire rifugi, assistenza psicologica e legale, di sbloccare questi soldi che potrebbero davvero salvare delle vite. Tra l’altro il femminicidio in Italia e nel mondo non si ferma, la violenza è all’ordine del giorno e per i casi che conosciamo, chissà quante situazioni al limite che ci sono dietro le mura domestiche.

Dopo aver segnalato problemi di vario tipo con i fondi devoluti, il governo ha avviato un censimento dei centri antiviolenza in modo da creare una mappa delle strutture presenti in Italia. Ma poi tutto si è fermato e i fondi non sono stati divisi.

Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, presidente del Telefono Rosa, ha dichiarato:

“Da novembre si è fermato tutto. Non ci sono state più convocazioni di incontri che prima erano regolari, non si è andati avanti nel lavoro per la mappatura e non c’è stato più alcun segnale di attività. La sensazione è che si sia fermato tutto e che il dipartimento stia perdendo pezzi e quindi quell’importanza che ha avuto nel tempo. Ne ho parlato anche con il responsabile del Dipartimento Pari Opportunità Vincenzo Spadafora che mi ha rassicurato sulla buona volontà di andare avanti ma di concreto non c’è nulla. Forse è colpa delle elezioni? Ma la violenza che c’è contro le donne va avanti, non aspetta mica la fine della campagna elettorale”.

Maria Gabriella Carnieri Moscatelli

via | lastampa

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