
Secondo le stime dell’Istat sull’Occupazione in Italia, diffuse ieri nell’ambito di una indagine nazionale sulla condizione delle famiglie, la condizione occupazionale delle italiane peggiora.
Così Federica Rossi Gasparini, presidente nazionale Donneuropee-Federcasalinghe ha lanciato l’allarme, ricordando che alle donne in cerca di occupazione bisogna sommare tutte coloro che perdono il lavoro a causa della gravidanza e non riescono ad inserirsi nel mercato del lavoro dopo il periodo di maternità. Per il presidente nazionale, che ha chiesto un incontro con il premier e con il Ministro Sacconi, si tratta di una vera e propria emergenza sociale.
Io vi chiedo se nell’anno in cui la crisi ha lasciato a casa migliaia di persone indipendentemente dal genere, tra cui tantissimi lavoratori uomini e padri di famiglia, ha ancora senso parlare di occupazione di genere e mobilitarsi per l’occupazione femminile? O ne ha proprio perché l’Italia che lavora è donna e sarà le leva per superare la crisi?
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Se leggendo il titolo avete strabuzzato gli occhi, non preoccupatevi, non siete finite per caso sui nostri TvBlog o GossipBlog, ma solo incappate nel primo post che noi di Pink dedichiamo alla trasmissione di Maria De Filippi “Uomini e Donne”, un programma amato da molti, ma spesso denigrato dai più, che, però, rappresenta innegabilmente uno squarcio, se apprezzabile o meno non sta a me dirlo, della nostra società.
Chi guarda il programma conoscerà sicuramente la tronista Monica Pisano, ventiseienne romana, parrucchiera di professione e già madre di una bimba, che da ormai quasi sei mesi riconcorre il suo indeciso corteggiatore Emiliano Vannoli, un ragazzo di 28 anni, che, detto onestamente, non è mai sembrato troppo interessato alla donna. Nel corso delle puntate gli ha prima rifilato un bel no, in una finta scelta organizzata da Monica per “tastare il terreno” e poi, per un lungo periodo, ha fatto spola tra lei e l’altra tronista Laura Lella. La cosa che più colpisce di Monica è l’ostinazione con cui di fatto corteggia il ragazzo, ormai soprannominato Emily (forse nome più adatto visto le sue civetterie da damigella di fine ‘700), un’ostinazione che spesso le attirato commenti malevoli dal pubblico e dal popolo di internet.
Per conquistare una donna a volte basta davvero poco, anche se all’apparenza non è così: ognuna ha ben chiara in mente la lista delle parole che vorrebbe sentirsi dire. Il fortunato che le esclamerà - per affinità elettiva o possesso della palla di vetro - avrà vita facile e l’apertura del sesamo sarà immediata. Salvo perdere la posizione alla pronuncia di altre parole e frasi che hanno il potere di far andare su tutte le furie una donna.
Tra queste ultime, secondo un’indagine condotta da AstraRicerche, ci sarebbe l’eterno romantico, indiscusso Ti Amo, valutato anche 188 mila euro. Non va poi così di moda. Pare che al posto di romanticherie e Ti Amo che suonano un po’ vuoti, una donna preferisca sentirsi dire “Hai ragione tu, ti chiedo scusa”, seguito dal “Ti voglio bene”.
Un’altra cosa che pare far imbestialire una donna è anche solo un accenno all’antica idea secondo la quale le donne sono le regine del focolare e devono stare a casa, detestato da quasi 4 milioni di italiane, seguita dalla colossale e maschilista bugia che afferma che “le donne sono cognitivamente limitate”. Ci mancherebbe altro.
I nostri lettori farebbero bene a segnare sul proprio taccuino o iPhone che sia, le frasi che una donna non vorrebbe mai sentirsi dire e fare attenzione a non pronunciarle mai. Per le frasi dell’amore, invece, se è vero che il Ti Amo è ormai superato, ci fidiamo ancora della creatività degli uomini che sapranno trovare le parole giuste per l’apriti sesamo. Sappiamo che quando vogliono, ci riescono benissimo.
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La Costa Rica ha dato una svolta in rosa, eleggendo Laura Chinchilla, la prima donna Capo dello Stato del Paese. Laura Chinchilla è stata eletta con il 46,8% dei voti, battendo i due candidati maschi: Otton Solis (25%), di centro-sinistra e Otto Guevara (21%), di destra nonostante il cognome.
Politologa, master a Georgetown, cinquant’anni, divorziata con un figlio, questa è Laura Chinchilla, Presidente con una lunga carriera nelle stanze della politica. Due i punti principali del suo programma: la lotta al narcotraffico e il risanamento dell’economia della Costa Rica.
Laura Chinchilla ha dichiarato che il suo governo avrà un’anima femminile: punterà all’attenzione verso le donne non sposate e alla tutela dei bambini, lotterà contro il problema della violenza domestica e aiuterà le donne a farsi strada nella società. Ci congratuliamo con la Costa Rica per la scelta in rosa e diamo il benvenuto alla nuova Presidenta!
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Le palestre sono luoghi senza pudore, per donne senza morale. Almeno in Arabia Saudita dove hanno dovuto vietarle perché le donne non s’innamorassero l’una dell’altra a causa della tuta indossata per allenarsi o perché non lasciassero soli i mariti e smettessero di badare ai figli pur di correre in palestra per l’ora di aerobica, queste svergognate.
Può sembrare assurdo ma queste sono le motivazioni con cui in Arabia Saudita si decide di chiudere le poche palestre per donne esistenti, com’è successo a Riad e a Jedda, mentre aprire un centro di fitness privato per sole donne, indipendente dalle autorità sanitarie del paese, è impresa impossibile, alla quale non si deve nemmeno pensare.
Eppure le donne dell’Arabia Saudita, che non possono guidare, né lavorare senza il permesso di un uomo, né entrare nelle piscine e nelle palestre degli hotel o dei club, perché riservate solo agli uomini, vorrebbero poter andare in palestra, anche per compensare l’obesità, sempre più diffusa sotto il pesante abito nero. I 2/3 delle donne dell’Arabia Saudita sono sovrappeso, e nemmeno a scuola alle ragazzine è consentito fare educazione fisica, perché dovrebbero spogliarsi e cambiarsi in luogo pubblico, cosa non ammessa.
Per protestare contro la decisione di chiudere le poche palestre per donne, un gruppo di donne saudite ha lanciato la campagna “Let Her Get Fat - Lasciate che diventi Grassa”, perché è un diritto della donna prendersi cura della propria salute e di quella delle proprie figlie, e fare sport è il primo modo per mantenersi in forma.
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C’è un concorso di bellezza vietato alle taglie inferiori alla 42: è Miss Pin Up, il concorso per donne in carne e con le curve, che si piacciono e piacciono, proprio come le dive degli anni Quaranta e Cinquanta Marilyn Monroe, Betty Page o Jane Russel.
Miss Pin Up 2009 è Giusi Cosentino, detta “la Pupa”, che ha conquistato il titolo con la sua bellezza mediterranea e la sua provocante femminilità. Durante il concorso sono stati assegnati a donne con taglie dalla 44 in su anche il titolo di Miss Taglia 48, Miss Femmina Pin Up e Miss Signorina Grandi Forme.
L’idea del concorso di bellezza per valorizzare ragazze dalla taglia 44 alla 50, sexy come le dive degli anni Cinquanta, è venuta a Simona Sessa, giornalista ed esperta di seduzione e femminilità, che ha voluto creare il concorso Miss Pin Up per combattere anoressia, bulimia e disturbi alimentari.
E a voi, personalmente, piacciono le Miss Pin Up, le Lizzie Miller e l’immagine di una donna in carne o preferite comunque Kate Moss e le modelle da passerella?

I-Nail sembra essere la soluzione per amanti della Nail Art fai-da-te e non, perché permette di stampare qualsiasi immagine sulle unghie, anche una diversa dall’altra. Proprio come una stampante vera, i-Nail stampa in pochi secondi con chiarezza fotografica, ma invece della carta lo fa sulle unghie.
La stampante per la Nail-Art è l’unione perfetta tra semplicità tecnologica e creazione artistica, perché con la stampante è incluso il programma che gestisce disegni, clip art e foto, pronti per essere adattati alla forma delle unghie. Dalla riproduzione delle monete ai mostri di Halloween, dai manga giapponesi ai calici per Capodanno, sono davvero infinite le possibilità di decorazioni per unghie possibili con la stampante.
Dopo la stampa del disegno sull’unghia, che viene prima preparata con la manicure e protetta da un gel base, è possibile applicare sul disegno glittter, strass e decorazioni a proprio piacimento per completare l’opera. Che dite, l’aggiungiamo alla lista delle 50 migliori idee reagalo per donna per Natale 2009 o no?
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Abbiamo sempre saputo che le donne sono più sensibili degli uomini, senza però sapere verso chi o cosa puntare il dito per spiegare questa differenza. Uno studio rivela adesso perché una donna è più sensibile rispetto ad un uomo: il dito si può puntare sulle dita delle donne, tanto più piccole, tanto più sensibili.
Le dita minute hanno un tatto più sviluppato ed una sensibilità maggiore, riescono a sentire meglio le sensazioni tattili e inviano più segnali. Lo studio, pubblicato su The Journal of Neuroscience ha analizzato 100 casi per evidenziare le differenze di sensibilità al tatto tra uomini e donne: le donne riescono a sentire con i propri polpastrelli anche cambiamenti di texture sottilissimi, che le mani dell’uomo non avvertono, perchè nelle dita piccole vi è una maggiore densità di recettori.
Attenzione alle dita quindi, perché possono trasformarsi in un veicolo d’informazione tattile molto importante, e data la loro estrema sensibilità, possono anche inviare al cervello messaggi di piacere. Confermate?
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Conoscerete di sicuro il detto “l’amore ti fa bella”, e qui si spiega perchè tale detto dev’essere un derivato del fatto, scientificamente provato, che è il sorriso il responsabile di tanta bellezza, e sì, tutte le donne innamorate sorridono, senza nemmeno accorgersene. Il segreto della bellezza delle donne è il buonumore che si esprime attraverso il sorriso, questo secondo uno studio pubblicato sul Journal of Vision, che ha la percezione dell’attrattività dei due sessi.
I volti che esprimono sentimenti negativi quali rabbia, tensione, attraverso labbra tese e sopracciglia arcuate sono associati più spesso agli uomini, mentre alle donne vengono associate inconsciamente espressioni di gioia e buonumore, legate ad espressioni di distensione: sorrisi, sopracciglia alte, volto rilassato.
Secondo i ricercatori dell’Università del Quebec la diversa percezione dei sentimenti nei due generi è da attribuirsi ad un retaggio culturale e sociale della società moderna: storicamente l’uomo era colui che proteggeva la coppia e diveniva aggressore in caso di attacco, mentre la donna, più remissiva, era colei che addolciva, comprendeva e smorzava le tensioni.
Le superdonne, le tensioni interne ed esterne a cui la donna è moderna è continuamente sottoposta non hanno scalfito l’immagine della femminilità legata al buonumore, alla tenerezza, alla felicità. Sorridiamo allora, servirà a far tornare il buonumore a noi stesse e a conquistare chi ci sta accanto.
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Per prevenire la violenza sulle donne in Danimarca sfidano i teenager a Colpire la Sgualdrina, traduzione di Hith the Bitch, nuovo gioco - campagna sociale online contro la Violenza sulle Donne.
Per educare spingono a picchiare: tanto più si colpisce la sgualdrina, tanto più questa sanguina. Alla fine si è 100% gangsta, ma anche 100% stupidi. Il che non è abbastanza per educare, e il giochino in questione avrà comunque istigato il giocatore alla violenza, perchè solo picchiando e picchiando si raggiunge il risultato: che alla fine si sia 100% idoli o 100% idioti, ciò non cambia che gli schiaffi - pur se virtuali - siano stati dati.
Il gioco, momentaneamente sospeso per il troppo traffico, si conclude con un messaggio eloquente, che ricorda al giocatore che colpire la ragazza non è stata una cosa da duri e che il gioco lo ha perso in partenza, la prima volta che ha alzato le mani per colpirla. Ma per me non è abbastanza a giustificare l’istigazione alla violenza anche s eper una giusta causa.
Il problema della violenza sulle donne in Danimarca è molto sentito, perchè 1 donna su 3, come in Italia, è vittima di violenza domestica. La campagna Hith the Bitch, vista da circa 72.000 utenti, fa comunque discutere: forse qualcosa è andato perso nella traduzione dal danese, forse i creativi hanno perso il lume ideando questa campagna “sociale”, forse tutti abbiamo perso il controllo se iniziamo un gioco chiamando una donna sgualdrina e picchiamo di più per vedere come va a finire.
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