
Dopo Roma e Milano, apre ufficialmente oggi anche a Sondrio lo sportello “Stalking e Mobbing” dell’associazione Adoc (Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori). Una scelta dettata dalle molte denunce registrate da quando un anno fa è stata introdotta la nuova tipologia di reato. Stalking e mobbing fanno parte di un mondo sommerso in cui molti sono vittime di paura e mala informazione, i due motivi principali per i quali gli episodi non vengono denunciati.
Stalking e mobbing sono un tema di estrema importanza e delicatezza. Nella provincia di Sondrio alcuni gruppi di volontari stanno già lavorando attivamente in collaborazione con gli enti pubblici su forme di maltrattamento del genere. Tra i vari progetti è in atto la realizzazione di un centro d’accoglienza per le donne vittime di violenza. Con il debutto di questa nuova iniziativa si auspica la viva collaborazione tra tutte le forze scese in campo, evitando il sovrapporsi di competenze al fine di costruire una rete efficiente e differenziata.
Oggi il primo passo per chi ha subito o subisce tuttora persecuzioni di questo genere è una telefonata ai numeri 0342/214586 – 338042735 dai quali riceverà immediata assistenza psicologica e legale. Ovviamente per chi risiede a Sondrio e nella sua provincia.
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L’iniziativa è stata voluta dalla Camera dei Deputati attraverso la delegazione parlamentare presso il Consiglio d’Europa e da YouTube in collaborazione con Cinecittà Luca e Csc Production e intende coinvolgere aspiranti registi e chiunque voglia cimentarsi con un corto nella lotta contro la violenza sulle donne, un problema sociale che non si limita solo alle aggressioni fisiche e sessuali, ma si estende anche all’abuso psicologico, lo stalking, il mobbing, la discriminazione, l’intimidazione e le privazioni economiche.
Chi desidera mostrare il proprio talento e chi vuole cimentarsi con un compito del genere per una giusta causa avrà tempo fino al 15 febbraio 2010 di realizzare e caricare sul canale YouTube di Action for Women un corto originale della durata massima di 5 minuti. Tutti i candidati devono andare su www.youtube.com/actionforwomen e leggere con attenzione il regolamento, che fornisce tutte le indicazioni sui requisiti dei video da sottoporre per il concorso.
Il cortometraggio vincitore del concorso, valutato da una giuria di esperti tra cui Jago Van Dormael (Presidante), Giuseppe Tornatore, Francesca Comencini, Roberta Torre, Renata Litvinova ed Enrico Magrelli, verrà premiato con una proiezione speciale durante la 67a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia 2010.
Ieri mattina la trasmissione di Rai 3 “Cominciamo Bene” parlava di donne e lavoro, e mi va di condividerne i temi con voi. Nella prima parte della trasmissione, hanno intervistato donne discriminate per problemi di salute, donne vittime di mobbing al ritorno dal periodo di maternità ; ma anche donne che “ce l’hanno fatta”: una dirigente d’azienda, un chirurgo…
Però, nonostante la computa di risultati e successi, a rimanere sono i brividi, perchè, come ha giustamente detto Paola Agnello Modica, segretario confederale della CGIL, se è vero che nel mondo esistono paesi in cui la condizione della donna è a un livello di arretratezza spaventoso, è anche vero che in Italia il fatto che le cose vadano “meglio” non vuol dire affatto che vadano “bene”. Mi si è stretto il cuore a vedere la faccia del basito e quasi muto Frizzi che scopriva l’esistenza di una pratica come la firma delle “dimissioni in bianco” nel momento di un’assunzione. Un’assurdità (ma cosa è assurdo in questo mondo precario?) che conosciamo bene e che colpisce stile incudine maggiormente le donne. Fragili per quei mesi di assenza che servono a mettere al mondo un figlio e per quegli orari senza orario che servono a crescerlo.
Sempre Agnello Modica ha rassicurato Frizzi e noi tutte che le dimissioni in bianco sono state abrogate da poco dal governo: ora vanno informati i datori di lavoro. Insomma, c’è ancora tanto, troppo da fare. E se la cara Elsa Di Gati auspicava un futuro senza più la necessità di un Ministero per le Pari Opportunità , le esperte rispondevano, non senza un luccichio di speranza negli occhi: “In questa vita? Non è possibile…”
Foto| Flickr
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Uno studio dell’Università di Milano-Bicocca, effettuato su commissione di Manageritalia, la Federazione nazionale dei dirigenti, quadri e professionali del terziario, ha rivelato quello che tutte noi sospettavamo già : matrimonio e carriera mal si conciliano.
L’infame indagine infrange i sogni di tutte coloro (me inclusa) che anelavano ad emulare Melanie Griffith nel mitico “Una donna in carriera“, film cult degli anni Ottanta in cui la protagonista - dosando magistralmente testa e cuore - si eleva da segretaria bona a donna bella, di successo e munita di uomo addirittura più figo e di successo di lei.
La ricerca ha infatti ha scoperto che le donne che ricoprono posizioni di rilievo sono quelle che divorziano di più, in quanto spesso gli oneri familiari ostacolano lo sviluppo professionale, così come le scelte lavorative possono influire sul privato al punto da mandare in crisi irreversibile le relazioni di coppia.
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Ana Paula de Oliveira è una guardalinee del campionato brasiliano, 29enne di bell’aspetto che ha posato per un servizio fotografico di Playboy. Di lavoro fa la guardalinee, non la modella, ma come altre sportive avvenenti (Amanda Beard), ha strizzato l’occhio alla celebre rivista.
Soldi, fama, fortuna, o almeno così sembrava, se non che nel servizio fotografico che ha girato, oltre che i vestiti a quanto pare c’ha lasciato il lavoro. Si, perché dopo l’uscita di quelle foto Ana Paula è stata ritenuta inadatta dalla “Confederaction Brasilena del Futbol”, a ricoprire incarichi internazionali perché “più preoccupata di farsi vedere che di svolgere il suo lavoro”. […]
Prima che si abbattesse su di lei l’ira funesta della Fifa, la Oliveira aveva dichiarato “Se mi punissero, sarebbe un gesto di discriminazione, perché questa cosa non ha nulla a che vedere con il calcio”. Al di là della iattura che si è portata con l’ intervista menagrama, io le do perfettamente ragione.