
Tra leggenda e bellezza, in Italia, nascosto tra le montagne si trova il Lago del Diavolo - pinkblog.it
Alla scoperta del Lago del Diavolo a Carona, tra leggende, sentieri di montagna e panorami unici della Val Brembana.
Un piccolo lago alpino avvolto da leggende e circondato da cime imponenti: il Lago del Diavolo di Carona è una delle mete più affascinanti della Val Brembana. A metà strada tra mito e natura incontaminata, questo specchio d’acqua attira escursionisti, curiosi e amanti delle alte quote. Situato a quasi 1.840 metri nel cuore delle Orobie bergamasche, il lago sorprende per l’atmosfera sospesa, i riflessi cupi delle sue acque e i sentieri che lo collegano ai rifugi più celebri della zona. Una destinazione che unisce il fascino del racconto popolare alla bellezza autentica della montagna lombarda.
Il nome e la leggenda del Lago del Diavolo
Il toponimo “Lago del Diavolo” non passa inosservato. Il racconto che lo accompagna ha radici antiche e richiama storie simili a quelle dei numerosi “ponti del diavolo” sparsi in Italia. La tradizione orale narra che un pastore, durante un’escursione, si sia smarrito lungo le sponde del lago e non abbia mai fatto ritorno. Secondo i racconti popolari, fu il diavolo stesso a trascinarlo nelle profondità delle acque scure.

Questa leggenda, tramandata di generazione in generazione, ha trasformato il piccolo bacino glaciale in un luogo di mistero, teatro di narrazioni attorno al fuoco e di suggestioni che resistono ancora oggi. Non a caso, molti visitatori vi si recano spinti non solo dal desiderio di fare trekking, ma anche dall’atmosfera enigmatica che avvolge il lago. Collocato nel Parco delle Orobie Bergamasche, il lago si offre come meta perfetta per chi cerca una natura selvaggia. Il silenzio delle montagne, rotto solo dal vento o dal richiamo degli animali alpini, contribuisce a mantenere vivo il fascino di questa località.
Come arrivare e cosa vedere nei dintorni
Per raggiungere il Lago del Diavolo, il punto di partenza è sempre Carona, piccolo borgo montano in provincia di Bergamo. Da Bergamo città occorre percorrere la SS470 della Val Brembana passando per San Pellegrino Terme e Branzi, fino a Carona, distante circa 60 km. In paese sono presenti parcheggi pubblici, da cui partono i sentieri per il lago. Il percorso più frequentato è il sentiero CAI 211, che collega Carona al Rifugio Longo. L’escursione si snoda tra boschi di larici e pascoli d’alta quota, con tratti che costeggiano ruscelli alpini. Dal Rifugio Longo, una camminata di circa un’ora porta al lago, attraversando valloni panoramici popolati da stambecchi e marmotte.
Un’alternativa è il sentiero CAI 209 che conduce al Rifugio Calvi. Da qui, un ulteriore tratto di circa un’ora regala viste mozzafiato sulle cime più alte delle Orobie e conduce fino al lago. Entrambi i percorsi richiedono un buon allenamento e calzature adeguate, ma la ricompensa è uno spettacolo naturale che non delude. Chi visita la zona non dovrebbe trascurare i dintorni di Carona. La Val Brembana è ricca di borghi autentici come Foppolo e Branzi, luoghi che raccontano storie di alpeggi, miniere e tradizioni montane. A breve distanza dal Rifugio Calvi si trova il Lago del Fregabolgia, un altro gioiello alpino che offre scenari ideali per chi ama la tranquillità.
Per chi vuole ampliare l’escursione a una gita di più giorni, vale la pena raggiungere il Lago d’Iseo, a circa un’ora e mezza di strada, con borghi pittoreschi come Lovere e la celebre Monte Isola. Da Carona è semplice anche spostarsi verso la Valtellina e la città di Sondrio, dove si uniscono cultura, enogastronomia e paesaggi vitivinicoli. Oltre all’escursionismo, vivere l’esperienza di Carona significa immergersi in una comunità che conserva la propria autenticità. Il borgo ospita eventi culturali e mantiene viva la tradizione casearia degli alpeggi, dove è possibile assaggiare formaggi prodotti in loco. Un ambiente che invita non solo a passare qualche giorno, ma anche a considerare l’idea di fermarsi più a lungo.