Il fondotinta minerale Kiko: opinioni, ingredienti e prezzo

Minerale si, verde neanche un po', prezzo nella media. Eppure le donne che hanno provato il fondotinta Soft Focus Kiko ne dicono meraviglie.

Se c'è una cosa a cui una donna non può rinunciare quando si trucca e vuole sembrare subito bella è in ordine è il fondotinta. A maggior ragione, se sceglie la versione minerale, lo fa per garantirsi un maquillage molto naturale sulla pelle del viso, che uniforma l'incarnato ma non crea l'effetto maschera. Uno dei fondi minerali più scelti, grazie alla sua altissima reperibilità nei negozi, è il Soft Focus del marchio Kiko, di cui oggi parleremo un po'.

Iniziamo col dire che Pinkblog, sempre molto pignolo nei suoi giudizi e prudente nei consigli per gli acquisti alle sue lettrici, l'aveva tenuto fuori dalla lista magica delle migliori basi minerali disponibili in Italia. E in verità senza alcun rimorso! Infatti, parlando di purezza di INCI, i minerali ci sono, ma hanno come compagni di banco degli ingredienti piuttosto indesiderati.

Partiamo dal primo, il talco, che sul Biodizionario è a doppio pallino verde ma che fa inorridire qualsiasi amante del minerale. Il talco viene impiegato in cosmetica per il suo potere assorbente, ma in verità questa azione andrebbe compiuta dalla mica e dall'ossido di zinco, che sinergicamente eliminano l'unto superficiale, disinfettano la cute e lasciano respirare i pori. Di fatto, quindi, l'effetto opaco dato dal talco è unicamente estetico, ma per nulla curativo, cosa che invece un fondo puro dovrebbe soddisfare.

Secondo posto BORON NITRIDE, pallino rosso, altro ingrediente assorbente che però può dare problemi cutanei; sesto posto PEG-150 PENTAERYTHRITYL TETRASTEARATE, pallino rosso, trattasi di un addensante ma anche di un tensioattivo, quindi potenzialmente aggressivo sulla pelle; settimo posto DIMETHICONE, doppio pallino rosso, emolliente dall'indubbia salubrità (sono in corso test su una sua presunta cancerogenicità); nono posto NYLON-12, un opacizzante chimico valutato pallino giallo; decimo posto DIISOSTEARYL MALATE, di cui non è specificato se la fonte sia vegetale, animale o sintetica e nel dubbio si merita un pallino rosso; dodicesimo posto CHLORPHENESIN, pallino rosso per questo conservante chimico che in concentrazioni superiori allo 0,3% può provocare irritazioni cutanee.

Gli ingredienti al terzo, quarto, quinto, ottavo, undicesimo posto, più i 5 "may contain" posti alla fine della lista, sono invece tutti verdi. Il prodotto in questione si presenta sotto forma di jar semi-trasparente, con un tappino dotato di spugnetta per l'utilizzo delle polveri. Il peso è di 10,5gr per 13,50 euro di costo, decisamente nella media.

Le opinioni che si scovano in rete da parte delle consumatrici sono tutte molto positive: pelle opacizzata per tutto il giorno, effetto finale leggero e naturale, coprenza media, resa ottimale dall'uso contestuale di una variante liquida. Le donne che lo hanno provato lo promuovono quindi. In fondo un dato veramente positivo va riconosciuto a Kiko: che i suoi prodotti sono alla portata di tutti e reperibili ovunque. Fosse solo un po' più attento alle sue liste INCI spesso inguardabili sarebbe perfetto, ma forse anche meno a buon mercato.

Foto | Shoots from Kikocosmetics

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