Violenza sulle donne, il decreto contro il femminicidio passa anche al Senato

È stato approvato anche dal Senato il decreto sul femminicidio e ora è ufficialmente legge. Dopo il primo sì di mercoledì alla Camera, il provvedimento a Palazzo Madama ha ottenuto 143 sì, 3 no e nessun astenuto. Lega, Sel e M5S non hanno partecipato al voto


Il Senato è stato rapidissimo. Sono passate 24 ore da quando la Camera aveva approvato il decreto legge sul femminicidio e Palazzo Madama aveva tempo fino al 14 ottobre per trasformare il testo in legge. Il voto è avvenuto proprio oggi e finalmente le donne hanno uno strumento in più per proteggersi dalle violenze di genere, dai maltrattamenti al femminicidio. Il testo è stato approvato con 143 sì, solo 3 voti contrari e nessun astenuto. Non hanno partecipato al voto, e sono quindi usciti dall'aula, i senatori di Lega, Sel e M5S.

Non è tutto, perché la legge mette in campo anche risorse finanziarie per realizzare una rete antiviolenza e delle case di rifugio. Come abbiamo detto in passato, i principali ritardi sono stati causati dal dubbio che questo testo fosse troppo repressivo nei confronti degli uomini o degli autori della violenza. Ora, da un punto di vista penale, non c’è più una distinzione tra convivenza e vincolo matrimoniale. Inoltre, per la violenza assistita, il codice si arricchisce di una nuova aggravante comune applicabile al maltrattamento in famiglia e a tutti i reati di violenza fisica commessi in danno o in presenza di minorenni o in danno di donne incinte.

Sono poi ben considerate anche le aggravanti di stalking (non importa che si sia divorziati o in fase di separazione) e di violenza sessuale. Il nuovo dl aggiunge anche delle novità alla querela nel reato di stalking in materia di revocabilità-irrevocabilità. Per esempio, se si è in presenza di gravi minacce diventa irrevocabile, mentre negli altri casi è revocabile. È possibile però la remissione solo in sede processuale.

Per proteggere la vittima non è accettata la denuncia anonima, ma è garantita la segretezza del segnalante. E non è tutto. è previsto l’arresto nei casi in cui l’aggressore sia beccato su faro, la polizia giudiziaria può applicare la misura 'precautelare' dell'allontanamento d'urgenza dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. La persona allontanata potrà essere controllata con braccialetto elettronico ed essere intercettata telefonicamente.

Saranno più veloci anche le indagini preliminari, che non dovranno durare mai più di un anno. Infine, aggiungiamo che con questo testo si formalizza anche l’impegno di recuperare le persone maltrattanti oltre che sensibilizzare gli organi di comunicazione ad adottare odici per informare le donne nel rispetto della persona.

Via | Corriere

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