I 10 paesi dove il lavoro femminile è valorizzato

Norvegia, Finladia e Svezia sono i Paesi women friendly per The Economist. L'Italia non rientra nella top ten ed è in fondo alla classifica dei primi 25.

Il lavoro femminile è da sempre una questione spinosa. Le donne spesso faticano ad affermarsi professionalmente perché non esiste una rete sociale che permetta alle signore di non dover scegliere tra la famiglia e il proprio impiego. E non è tutto, sono vittime in molte aziende di discriminazione: non riescono ad arrivare a ricoprire ruoli dirigenziali e quando ben ce la fanno hanno stipendi nettamente inferiori a quelli dei colleghi uomini. The Economist si è chiesto quali siano i Paesi migliori in termini di occupazione in rosa?

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L’inchiesta si basa su dei parametri oggettivi, che sono i seguenti: istruzione, partecipazione in termini di forza lavoro, salario, costo degli asili, congedi parentali, numero di iscrizioni nelle business school e rappresentatività nelle posizioni dirigenziali. Che cosa è emerso? È una sorpresa, ma nessuno dei Paesi del Nord ha ottenuto una buona posizione in termine di istruzione e partecipazione al lavoro. Filandia e Svezia sono state però tra le prime nazione a permettere il voto alle donne e a favorire le candidature femminili, però proprio qui le signore hanno salari inferiori rispetto agli uomini.

Nelle posizioni intermedie troviamo la Polania (quarta), la nuova Zelanda (quinta), in crescita in termini di pari opportunità. Scivolano verso il basso Svizzera e Regno Unito, a causa dei costi assistenziali: i nidi hanno prezzi simili a spa a cinque stelle, e sono sempre meno le donne dirigenti. I peggiori in assoluto sono il Giappone e la Corea del Sud. Purtroppo l’occupazione femminile è ai minimi e i salari sono il 30 percento più bassi di quelli dei colleghi uomini in analoghe posizioni.

E l’Italia? Il nostro Paese è sempre al centro del dibattito quote rosa, perché non brilla per le pari opportunità. L’Italia si trova in fondo alla classifica, dopo la Grecia e poco prima di Giappone Sud Corea e Svizzera, a dimostrazione che anche guardando oltre il nostro orticello, la situazione lavorativa delle donne nel Belpaese non è per nulla rosea.

E' molto interessante anche la posizione della Germania: l'egemonia tedesca vacilla quando si parla di lavoro femminile, nonostante il Paese da anni sia guidato da una donna, la cancelliera Angela Merkel. La Germania, infatti, si trova al primo posto, degli ultimi 10, e la media delle quote rosa non rispetta le indicazioni dell'Ocse.

Ecco i primi 10 Paesi:


  • Norvegia
  • Svezia
  • Finlandia
  • Polonia
  • Nuova Zelandia
  • Francia
  • Danimarca
  • Ungheria Canada
  • Spagna
  • Israele

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Via | The Economist

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