Violenza sulle donne, l'importanza di una rete di aiuto. Intervista alla psicologa Erica Cossettini

Le donne vittime di violenza hanno bisogno di aiuto, di una rete che possa dar loro una mano a denunciare e ad affrontare psicologicamente quanto subito. In merito alla questione, abbiamo intervistato Erica Cossettini, psicologa e psicoterapeuta.

Violenza sulle donne

Le donne che subiscono violenza hanno bisogno di una rete di sostegno, hanno bisogno dell'aiuto di personale formato ed esperto, di psicologi che permettano loro di affrontare quello che hanno subito e che possano permettere loro di affrontare il lungo e difficile percorso della denuncia e, si spera, della ripresa di una vita normale. Denunciare è sempre la risposta giusta quando si subiscono violenze fisiche e psicologiche.

Purtroppo il fenomeno della violenza sulle donne è in espansione a livello mondiale: nel 2013 128 donne sono state uccise e nell'83% dei casi l'omicidio è avvenuto tra le mura domestiche. Ma sono, purtroppo, tantissime le donne che ogni giorno subiscono violenze di tipo fisico, psicologico e sessuale (i dati per l'Italia emersi da una ricerca dell'Unione Europea parlano di una percentuale del 19% di donne che hanno subito nel corso della vita violenze di ogni tipo, mentre il 38% ha subito abusi psicologici e il 9% ha subito stalking).

Una rete di aiuto, interventi specialistici da parte di psicologi preparati, sono di fondamentale importanza, come sottolineato da Roberto Calvani, presidente dell'Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia, in occasione di un convegno che si è svolto a inizio novembre 2014:

Lo psicologo, in queste situazioni, ha un ruolo centrale: accoglie e accompagna la donna lungo tutto il suo percorso di uscita dalla violenza, dai meccanismi di controllo e manipolazione, nonché dal trauma. Nell’intervento finalizzato all’autoprotezione e al benessere della donna maltrattata, lo psicologo deve avere delle competenze specifiche per riconoscere la violenza e i danni che essa provoca, non solo a se stessa, ma a tutto il contesto che la circonda ed in particolare ai figli. Nel caso in cui un genitore, di solito il padre, eserciti violenza sull'altro, infatti, i figli sono sempre colpiti dai danni da violenza assistita, che non è meno grave di quella diretta. Del resto, secondo i dati dell’Oms (2010) i bambini maschi che assistono o subiscono violenza nella famiglia d’origine hanno maggior probabilità di diventare violenti in età adulta.

Proprio in merito alla questione, abbiamo intervistato Erica Cossettini, psicologa e psicoterapeuta consigliere dell’Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia.

Quanto è importante una rete di aiuto a livello psicologico?

Grazie ad una rete d'aiuto una donna, prima di tutto, non è più sola: ricordiamo infatti che le vittime di violenza vengono spesso circondate dalla solitudine poiché questo meccanismo fortifica chi agisce i soprusi.Una rete d'aiuto è necessaria per poter apportare il contributo di più figure professionali che diano supporto, informazioni e protezione alle vittime.

Quanto è importante anche il supporto delle persone che vivono con le donne vittime di violenza?

In questo caso, nella maggior parte dei casi si tratta dei figli: essi purtroppo sono coinvolti e vittime a loro volta delle violenze, se non in modo diretto, indirettamente. La violenza assistita lascia una traccia indelebile sui bambini, che, se non adeguatamente supportati in un percorso di "uscita dalla violenza", saranno degli adulti vittime o carnefici (Secondo i dati dell’Oms (2010) i bambini maschi che assistono o subiscono violenza nella famiglia d’origine hanno maggior probabilità di diventare violenti in età adulta).

La situazione in Italia, in quanto supporto psicologico, qual è?

In Italia esistono centri e sportelli antiviolenza: i dati dicono che le donne che si rivolgono a queste strutture sono in aumento. Possiamo dedurre che i casi di violenza stiano aumentando o che le donne riescono a parlarne di più rispetto al passato

Da quali segnali si può capire o comunque sospettare che una donna è vittima di violenza fisica o psicologica?

Può non essere semplice distinguere e definire la violenza psicologica: si tratta spesso di atteggiamenti che si insinuano gradualmente nella relazione e finiscono per privare la vittima del proprio valore, riducendola ad un oggetto. Questi atteggiamenti si insinuano lentamente e sono spesso difficili da cogliere e rilevare in modo chiaro: il maltrattamento procura sofferenza e corrode, influenzando l’autostima della vittima, manipolandone lo stato psichico, restringendone la libertà d’azione e spaventandola. Tra le violenze psicologiche, le forme più diffuse sono l’isolamento o il tentativo di isolamento, il controllo, la violenza economica, la svalorizzazione e le intimidazioni.

Che tutele ha oggi in Italia una donna che denuncia violenze (di qualsiasi tipo e in qualsiasi contesto)?

E' importante che una donna che decide di denunciare, sia convinta di farlo (e non venga obbligata) perché un ritiro della denuncia, un passo indietro, le fa perdere la credibilità dal punto di vista legale. In seguito ad una denuncia ci possono essere diversi risvolti, legati ai fatti, alla situazione e al territorio di appartenenza: la donna può venire ospitata in una struttura protetta, ad esempio, oppure l'uomo può avere un'ordinanza di allontanamento dalla casa o dalla zona in cui vive la donna.

In cosa una donna vittima di violenza può trovare la forza di denunciare?

Spesso le donne trovano la forza nell'istinto di protezione verso i propri figli.

Come sono tutelate le donne vittime di stalking e come ci si può muovere se sono perseguitate da qualcuno?

Se si presume di essere vittima di stalking (come per abusi e violenze) è importante documentare ogni situazione, messaggio, telefonata o atteggiamento reputato persecutorio: se giudicata colpevole, la persona può avere una restrizione sui luoghi che può frequentare (diversi da quelli frequentati dalla vittima), ma per reati più gravi (o accumuli di pena) è prevista anche la detenzione.

Erica Cossettini

Erica Cossettini

Erica Cossettini è una psicologa psicoterapeuta, consigliera dell'Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia; dopo aver lavorato presso centri di ascolto e di accoglienza per le vittime di violenza, da anni si occupa e propone attività a sostegno delle donne, in ogni fase della loro vita.

 

 

Foto | da Flickr di javacolleen

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