Perché le imprese femminili non sfondano ancora sul mercato

Le aziende femminili spesso non si affermano come dovrebbero perché hanno capitali inferiori e spesso non producono beni di consumo, ma servizi. Ecco qualche consiglio per incrementare il fatturato e avere un giro d’affari più ricco.

Le imprenditrici sono numerose: molte signore decidono di mettersi in gioco e aprire un’attività in proprio. Come mai? prima di tutto per evitare la discriminazione di genere all’interno dell’azienda e poi perché c’è un vero e proprio talento femminile nell’amministrare un’attività, soprattutto se di carattere sociale. C’è però un problema, secondo alcuni dati rapporto 2014 di Ernst & Young, le aziende “rosa” non sfondano sul mercato.

donna-impresa

Le imprese familiari a conduzione maschile hanno 3,5 volte in più la probabilità di superare il milione di dollari in vendite e solo il 2 percento delle imprese femminili sfonda il muro del milione. Come mai? prima di tutto perché le aziende guidate da donne di solito sono più piccole e sono specializzate in servizi, più che in vendite, di conseguenza hanno ricavi minori. Il 30% delle aziende di proprietà privata è gestito da donne e rappresentano, in questa fetta di mercato, solo il 11% del fatturato e il 13% dell'occupazione.

Si aggiunge poi un altro dato: le donne che decidono di avviare un’azienda partono sempre con meno soldi rispetto agli uomini e hanno meno probabilità di aumentare il debito e di conseguenza investono meno per far crescere l’attività. Per arrivare in alto, quindi è necessario stabilire per l’impresa obiettivi più ambiziosi e non farsi problemi a chiedere credito.

Via | Fast Company

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