#freenipplesday: il 27 luglio tutte senza reggiseno per sostenere Carola Rackete

Carola Rackete è stata criticata perchè è andata in procura senza reggiseno, se volete sostenerla il 27 luglio aderite al #freenipplesday e lasciate il reggiseno a casa!

Carola Rackete

Carola Rackete ormai la conosciamo tutti, è la coraggiosa capitana dell’organizzazione di soccorso marittima tedesca Sea-Watch che ha sfidato le autorità italiane e Matteo Salvini per salvare dei migranti e farli sbarcare a Lampedusa. Carola è stata arrestata e poi prosciolta da ogni accusa, perché non si lasciano morire le persone in mezzo al mare, per nessun motivo.

Purtroppo Carola Rackete è presa di mira da tutte le frange dell’estrema destra (e anche non estrema!) e viene criticata per qualunque cosa. L’ultima polemica riguarda il fatto che si è presentata in procura senza il reggiseno, questo ha scatenato sterili questioni sull’abbigliamento, su come una donna deve vestirsi per essere rispettosa e altre sterili questioni di difficile comprensione.

Ognuna di noi è libera di fare quel proprio corpo quello che preferisce nella misura in cui non si arreca danno o fastidio a nessuno. Carola è andata in procura con un paio di pantaloni e una t-shirt nera, i più attenti hanno notato l’assenza del reggiseno, ma dato che dietro il collo c’è un laccetto, probabilmente indossa il pezzo di sopra di un bikini. Ma a parte quello che Carola indossa o no, dubito che debbano essere gli altri a dirci cosa indossare.

Per sostenere Carola è partita un’iniziativa con tanto di l'hastag dedicato che si chiama #freenipplesday, le donne sono invitate a non indossare il reggiseno sabato 27 luglio, per affermare con forza il diritto di scegliere cosa indossare e cosa no. Questa giornata è stata lanciata da due ragazze di Torino, Nicoletta Nobile e Giulia Trivero, ma l’invito è esteso a tutti e in qualunque luogo.

“La protesta nasce con ironia ma l'obiettivo non è poi così leggero. Scandalizzandoci per la capitana senza reggiseno si punta a distrarre l'attenzione dai veri contenuti, demonizzando al tempo stesso il corpo femminile. Quando abbiamo letto delle polemiche sul caso siamo rimaste sconvolte e così abbiamo deciso di muoverci. Volevamo fare una protesta che non fosse nulla di violento e così abbiamo scelto la modalità di non indossare il reggiseno. Una scelta che ogni donna può fare senza scandalo né volgarità. Qualsiasi iniziativa non violenta che ci supporti è ben accetta. Chiunque può aderire. Basta non mettersi il reggiseno. Sì, cari uomini, in quel giorno anche voi potrete sentirvi liberi di non indossare quello stretto e scomodo strumento e tuttavia potervi esprimere senza essere giudicati. Rivendichiamo la necessità di un dibattito fondato su argomenti concreti e contestualmente denunciamo l'ennesimo atto di prevaricazione sul corpo femminile”.

Nicoletta Nobile e Giulia Trivero

L’iniziativa è sicuramente carina, ma ricordiamoci che l’obiettivo è rivendicare il diritto di indossare o non indossare quello che ci va. Se avete un seno prosperoso e senza reggiseno non vi sentite a vostro agio, non forzatevi per aderire e seguire la massa… puntiamo alle cose concrete, ai gesti quotidiani che servono a migliorarci e a migliorare il mondo in cui viviamo.

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