Come si cucina il farro perlato, spezzato o secco


Come si cucina il farro? E’una domanda che un po’ tutti ci siamo fatti di fronte ad un pacchetto di farro nello scaffale del supermercato. Il farro è stato dimenticato per molti anni, da qualche tempo è tornato alla ribalta grazie alle sue proprietà nutritive ed alla ricerca di un’alimentazione sana e bilanciata che è di nuovo (giustamente) al centro dei nostri bisogni.

Il farro è un cereale che vive in terreni poveri e resiste al freddo, l’unico difetto è che è un po’ laborioso da raccogliere. Questo cereale lo trovate in commercio come farro decorticato o farro perlato, ma anche spezzato, le uniche differenze stanno nella quantità di fibre e nei tempi di cottura. E’ preferibile acquistare il farro decorticato, che presenta ancora la glumetta (la pellicola esterna del chicco), contiene più fibre ma ha tempi di cottura più lunghi, è meno raffinato quindi più sano. Il farro è il cereale meno calorico con 335 calorie per 100 gr, presenta il 15% di proteine e in cotture assorbe molta acqua (circa 2,5 volte del suo peso) e quindi ha anche un ottimo potere saziante.

Il farro va tenuto ammollo in acqua per un tempo che va dalle 4 (per il perlato) alle 12 ore (per il decorticato), per quello secco e spezzato potete considerare circa 6 ore. In generale l’ammollo serve per facilitare la cottura. I tempi di cottura sono in media quelli dei legumi, il farro decorticato cuoce in media in un’ora, quello perlato circa 30 – 35 minuti, il farro spezzato cuoce in 40 minuti e assume una consistenza cremosa.

Il farro lo potete cuocere con le verdure come un minestrone o con altre verdure oppure lessarlo e poi scolarlo e trasformarlo in un’insalata oppure fare i farrotti, ovvero i risotti al farro.

Foto|da Flickr di dailyfood

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