Il comico Checco Zalone ha raccontato alcuni aspetti della sua vita, professionale e privata. Dall’orientamento politico all’ansia.

Intervista al Corriere della Sera per Checco Zalone, noto comico, attore e presentatore. Tantissimi gli argomenti affrontati di cui noi vi riporteremo solo uno stralcio e alcuni passaggi particolari. Dal pasto con Giorgia Meloni, fino ai problemi di ansia.

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Checco Zalone: gli inizi, la politica e Giorgia Meloni

Checco Zalone
Checco Zalone

Sugli inizi con l’arte dello spettacolo, Checco Zalone ha raccontato di aver intrapreso questa via a 12 anni: “Suonavo le tastiere ai veglioni di San Silvestro con mio padre, in un gruppo chiamato Gli Amici del Sud. Sono sempre stato convinto di essere più bravo come musicista che come attore. Il massimo fu quando Pippo Baudo a Domenica In, anziché le solite nullate, mi fece suonare il jazz: Spain, di Chick Corea”.

Nell’intervista anche alcuni passaggi a sfondo politico: “Di chi sono? Dei perdenti. Sono del 1977, votai per la prima volta nel 1996: Berlusconi secco. Perse. Poi non mi ricordo: ho rimosso. Di sicuro ho votato Renzi, e ha perso pure lui. L’ultima volta ho votato Pd, e ha straperso”.

Da qui il retroscena con Giorgia Meloni: “Un’estate ero in vacanza in Puglia con gli amici delle mie figlie, tutti fascistoni, quindi fan di Giorgia. Pure lei era in vacanza lì vicino. E mi mandò un WhatsApp chiedendo di incontrarmi”.

“Io non incontro mai politici, però non volevo deludere i miei amici. Pensai a un caffè in gran segreto, ma loro si ribellarono: ‘La devi invitare a pranzo a Giorgia!’. Così le ho mandato questo WhatsApp, legga: ‘Abbiamo affittato un villino anni 80 (condonato). Ci sono panzerotti, riso patate e cozze, parmigiana, latticini… Hai allergie e intolleranze, oltre a quelle che già conosciamo?'”.

Ma dopo quell’episodio: “Non ci siamo più visti né sentiti. Mi ha mandato un messaggino per chiedermi come andava lo spettacolo, e io le ho risposto. Tutto qui. Dalla politica mi tengo lontano”.

I problemi con l’ansia

Parla di lettura, Zalone ha ammesso di leggere la notte perché non riesce a dormire: “Per quale ragione non dormo? Per l’ansia. Di deludere, di fallire. Così mi aiuto con le pillole. Ansioso come me c’è solo Fiorello, Amadeus invece è così calmo… Durante la lavorazione di “Tolo Tolo” ho provato pure lo Xanax. Una volta all’Arena di Verona, mentre aspettavo di salire in scena per promuovere “Sole a catinelle”, stavo piangendo per la tensione. Arriva Gianni Morandi, che conduceva la serata, mi accarezza, mi tranquillizza: ‘Che vuoi che sia?’. Un grandissimo. Del resto se arrivi a 75 anni, dopo 70 anni di carriera, vuol dire che hai qualcosa dentro. E la gente lo sente”. […].

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ultimo aggiornamento: 17-03-2023