Care amiche e amici di Pinkblog. Avete mai sentito parlare di binge drinking? Se sì, ma non ne sapete molto, eccoci a darvi qualche delucidazione. Prima di andare a vedere di cosa si tratta vogliamo prima premettere che stiamo parlando del rapporto che una donna ma in generale un individuo ha col bere e nello specifico con l’alcol.

Cosa è il binge drinking: cosa bisogna sapere

Il binge drinking è un fenomeno che prevede il consumo di diverse bevande alcoliche in un breve lasso temporale. Un episodio di binge drinking può portare il tasso alcolemico nel sangue (BAC) a livelli pericolosi. Ma stiamo parlando di una malattia? Non siamo degli esperti ma di sicuro si tratta di un disturbo.

Il disturbo da uso di alcol (AUD) fa riferimento ad un modello di consumo di alcol a lungo termine che diventa difficile da controllare. Nel caso del binge drinking, stando al National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism (NIAAA), si parla di un episodio di assunzione di bibite alcoliche che porta la concentrazione di alcol nel sangue (BAC) allo 0,08% (0,08 grammi di alcool per decilitro) o superiore.

Gli esperti in genere considerano questo disturbo in base al numero di bevande standard consumate in un singolo periodo di 2 ore o meno. L’età e il sesso ne determinano la soglia.
Per un uomo adulto, ad esempio, un episodio di binge drinking corrisponde ad un periodo di 2 ore in cui si consumano 5 cocktail, mentre per una donna adulta il numero di drink scende a 4. Per un ragazzo adolescente tra i 13 e i 18 anni la soglia è di 4 cocktail, e di 3 per un’adolescente di sesso femminile.

Il binge drinking è meglio inteso, quindi, come un comportamento, non come una condizione di salute mentale. Questa abitudine è considerata uno dei maggiori problemi di salute attuale delle persone, soprattutto per l’abbassamento della percezione del rischio correlata all’ubriacatura

Inizialmente, il binge drinking determina una depressione dell’attività del sistema nervoso centrale, facendo diminuire l’ansia, la tensione e le inibizioni comportamentali. Al contempo, però, calano l’attenzione e la capacità di giudizio e di concentrazione. Tale disturbo provoca anche problemi di memoria, incoordinazione motoria, vertigini e alterazioni dell’umore e rallentamento delle percezioni.

Se vi state chiedendo se esista una strategia per contrastare questo problema, la risposta è assolutamente sì. Essa parte dalla diffusione di messaggi d’allerta rivolti all’opinione pubblica e di informazioni sui rischi potenziali del fenomeno. Diventa ancora più efficace se venissero messi a punto programmi di educazione e/o assistenza.

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ultimo aggiornamento: 12-09-2022