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Metis Di Meo è tornata al timone de Il nostro capitale umano come ideatrice, autrice e conduttrice: Metis ci ha portato in viaggio attraverso l’Italia a conoscere i distretti produttivi, le aziende e gli ambiti professionali nei quali si svolgono le storie dei protagonisti. Ecco cosa ha dichiarato in un’intervista esclusiva a Pinkblog.

Metis Di Meo: "'Il nostro capitale umano' mi permesso di parlare delle donne e del lavoro" - INTERVISTA

Come nasce l’idea del programma Il nostro capitale umano?
Dopo essermi occupata per tanto tempo di programmi e progetti per ragazzi, fra eventi legati all’educazione finanziaria, l’orientamento al lavoro e la formazione, girando l’Italia in lungo e largo con la Rai fra le aziende di tutti i settori, incontrando imprenditori e lavoratori, percepivo la necessità di un programma di servizio pubblico che parlasse del mondo del lavoro. Fondamentale è stato l’incontro con Assosomm, l’Associazione Italiana delle Agenzie per il Lavoro, che mi ha permesso di conoscere la rivoluzione del mercato del lavoro dalla sua liberalizzazione ad oggi. Hanno scelto di finanziare il progetto e con la Rai abbiamo dato vita ad un prodotto che sapesse raccontare, grazie a delle storie vere, esempi positivi di orientamento, formazione, welfare e riqualificazione.

Come vedi il ruolo della donna nel mondo del lavoro?
Il programma mi ha dato modo di mettere sotto la lente d’ingrandimento molti temi a me cari, legati al mondo delle donne e del lavoro. In primis ho cercato di affrontare l’eziologia del gap salariale fra i due sessi, poi le difficoltà della riqualificazione per le donne e la necessità di flessibilità che si po’ trovare con i lavori temporanei. Ci tenevo ad affrontare il tema della violenza economica che subiscono le donne, legato a fattori sociali e famigliari così radicati da avere necessità di una una forte presa di coscienza e spinta verso il cambiamento. Donne alle quali viene inibita indipendenza e autonomia, grazie già ad un linguaggio fatto di scelte, costrizioni, subdoli obblighi e vergogne per il quale si è sempre e comunque giudicate. Le donne nei ruoli di potere aumentano, vengono preferite per quelli di precisione come per quelli legati alle ai rapporti umani e gestionali. Ma c’è ancora molto da fare, perché tutti si chiedono cosa ci sia dietro le ambizioni, i successi, i risultati di una donna. Anzi quale uomo si possa nascondere, padre, marito, amante o chi sia. Raccontare l’esempio di donne manager, donne imprenditrici partite dal nulla, donne che hanno combattuto padri, mariti e capi per essere libere di scegliere, crescere, cambiare, essere madri e professioniste, avere passioni e famiglia, riempie di orgoglio, dona forza e coraggio.

Sei uno dei volti di UnoMattina: un consiglio che vuoi dare a chi si sveglia presto come te e non riesce ad alzarsi dal letto?
Sono sempre stata un animale notturno, nonostante la mia solarità, subisco il fascino del buio. Perché quando sorge la luna pian piano il mondo rallenta, il tempo sembra dilatarsi e la frenesia lascia spazio alla creatività, al silenzio, ai pensieri. Unomattina mi ha insegnato ad apprezzare l’alba quanto il tramonto. Anche se ero convinta che i nottambuli insonni come me fossero senza speranze, specie se sono resistenti come la sottoscritta, ho capito che è la forza delle buone abitudini che ci cambia. Senza forzare il nostro corpo, perché le ore di sonno più passano gli anni e più diventano sacre e ristoratrici, si impara a godersi il risveglio a furia di dirette di prima mattina… Quindi il consiglio è sforzarsi, fino a ritrovarsi nella naturalezza del risveglio mattutino. Ma con il segreto in più di prendersi dei momenti di piacere che rendano più efficace il cambiamento.

Come si svolge quindi la tua giornata generalmente?
Difficilmente posso dire che una giornata sia simile all’altra nella mia vita. Quando pensi di fare il lavoro più bello del mondo, ti ritrovi facilmente a lavorare tutti i giorni, senza orari. Sono una creativa, autrice e conduttrice interattiva, il mio lavoro è spesso vivere le vite degli altri per brevissimo tempo, quindi immergermi in una storia, una professione, la conoscenza di un luogo, il provare uno sport, lo scrivere un progetto, cucinare un piatto, disegnare delle idee. Perché le passioni, l’esplorazione, la creatività, gli amici, i luoghi, i viaggi diventano parte del tuo lavoro e non sai più dove sono i limiti a volte. Ho aggiunto sicuramente delle buone abitudini, fatte di gesti e pensieri, che rendono le mie giornate simili fra di loro. Come lo Yoga al mattino, per me un salvavita. Oppure il principio del piacere, che si contrappone alle mie tante ore di lavoro, con le quali spesso mi ritrovo a fare molto tardi la sera. Ovvero godersi dei piccoli momenti di bellezza, condivisione, appagamento con una passione che distolga dal resto, anche semplice. Cerco di bilanciare casa, lavoro, famiglia, amici in un grande equilibrio disordinato ma funzionale diciamo.

Metis, un bilancio di questa seconda edizione de Il nostro capitale umano?

Abbiamo attraversato l’Italia per raccontare come sta cambiando velocemente il mondo del lavoro, quali opportunità ci sono per i giovani e cosa offre il mercato per coloro che hanno bisogno di riqualificarsi. Abbiamo visitato tante aziende italiane per capire come stanno affrontando questo periodo, abbiamo raccontato il supporto ai lavoratori e la formazione per ricollocarsi ed affrontare un mondo che si sta digitalizzando velocemente.
È stato un viaggio intenso e complesso, che ci ha permesso di scoprire storie di determinazione, umiltà, coraggio e passione, storie vere che in questo momento meritando ancor di più di essere ascoltate, per dare, fra consigli utili e riflessioni importanti, un messaggio di speranza. Siamo molto orgogliosi del pubblico giovanissimo che ci segue, per metà è Under 30 e questo ci riempie d’orgoglio!

Tra le tante storie raccontate, quale ti ha colpito di più?
Molte storie mi hanno rapito il cuore… Andrea, che grazie alle agenzie per il lavoro sta trascorrendo la sua pena detentiva lavorando, cambiando totalmente la sua vita grazie a questo impegno. Gianluca, da calciatore di Seria A ad operaio, per rimettersi in gioco con umiltà con un’occupazione onesta senza abbandonare lo sport. Antonio, non vedente, con un corso di tifloinformatica ha trovato lavoro come centralinista, lì dove nessuno si accorge Jessica, con la terza media, ma tanta voglia di imparare e riscattarsi socialmente, ha studiato in un corso gratuito di auto imprenditoria, ha vinto un bando ed aperto il suo caseificio a 29 anni. Alessia, ha combattuto per non soccombere ad un sistema che la obbligava a fare la casalinga, sentendosi dire che le donne non dovevano lavorare, non potevano poi crescere i figli e senza raccomandazioni non poteva fare carriere. Ha abbattuto ogni pregiudizio ed ogni forma di violenza economica che ha subito dagli uomini intorno a se.

Qual è il messaggio che ti piacerebbe lanciare, attraverso il programma, ai telespettatori?
Questo programma è per noi una missione, non sono solo storie da ascoltare, ma consigli di vita da lavoratori, imprenditori, ministri ed esperti autorevoli che vorremmo possano aiutare tutti coloro che hanno bisogno di trovare la loro strada nel mondo del lavoro . Capire quali sono i settori più in espansione, quali sono le nostro competenze, professionali e trasversali, come formarsi e trovare opportunità con le politiche attive, come scegliere il proprio percorso professionale da lavoratore temporaneo a imprenditore. Ci sono dei temi che ho trattato con particolare attenzione, quello del gap femminile sul lavoro, quello dell’inserimento delle categorie protette, l’alternanza scuola lavoro. Ci sono tante opportunità nel mondo del lavoro che meritando di essere più note al grande pubblico.
Basta analizzare le proprie competenze con onestà, capire quale sono le esigenze del mercato, mettersi in gioco con umiltà, sapersi migliorare imparando sul campo. Se le aziende fanno difficoltà a trovare lavoratori e gli studenti si lamentano di non trovare opportunità c’è una mancanza di comunicazione che continua ad ampliarsi. È per questo che considero importante dare spazio a professionisti che si occupano di questo per mestiere, fare incontrare la domanda con l’offerta, come le agenzie per il lavoro. Il nostro più grande orgoglio è sapere che abbiamo migliorato il percorso di vita di alcune persone in difficoltà, perché ci scrivono molti ragazzi e ragazze piene di dubbi, oltre che over 40 che non sanno come trovare il loro spazio nel mondo del lavoro. Ci contattano scuole, convegni virtuali, associazioni, per condividere i nostri contenuti e parlare delle esperienze dei nostri protagonisti!

Nel frattempo, prosegue il tuo impegno legato a UnoMattina…
Il mio rapporto con la Mattina di Rai1 prosegue con passione dal 2012 oramai. È un luogo che mi permette di continuare ad osservare da vicino l’Italia, fra arte, natura, animali, benessere, inchieste enogastronomia, territorio, musica, cinema e spettacolo. Unomattina è poi il contenitore per eccellenza del mattino, che unisce informazione ed intrattenimento grazie al direzione condivisa fra intrattenimento ed informazione, con il Tg1.

A livello lavorativo, qual è il prossimo step che non vedresti l’ora di affrontare?
Ho avuto la possibilità di lavorare con tantissimi professionisti, ho cambiato molte reti ad inizio carriera, televisioni private e satellitari, ho lavorato per una televisione americana e dopo più di 50 format da autrice, conduttrice, creativa e inviata, ho davvero portato a termine alcune sfide personali, ho provato tanti esperimenti e realizzato molti sogni. Ho creduto e lavorato molto nella televisione dei Ragazzi, sia in Mediaset che in Rai, mi piacerebbe sperimentare ancora nuovi linguaggi e tanti format che ho nel cassetto per raccontare storie che meritano di essere ascoltate. Nuovi format e Nuovi orari. Ma vorrei parlare ai ragazzi, a coloro che non guardano ne credono più nell’autorevolezza della Tv, bensì vagano nel grande mare della rete dando retta ad ogni post come se ci fosse dietro una deontologia professionale o veridicità garantita dall’azienda di stato dietro. Ho intrapreso questa professione perché credo nel servizio pubblico, credo che i media come la Tv debbano insegnare, intrattenere ed informare. Quindi vorrei trovare chi ha il coraggio di investire in sperimentazione, sapendo di creare programmi tv che hanno valore, senza i limiti del confronto con chi vuole fare ascolti senza arte, decenza, obiettivi ne valori.

Finora hai condiviso il palco con tanti Big dello spettacolo. Chi ti ha colpito di più e perché?
Ognuno a modo suo ha influenzato il mio comportamento professionale. A Ballando con le Stelle ho scoperto che Milly è un generale, la prima ad arrivare e l’ultima ad uscire, controlla ogni cosa ma sempre con il sorriso. Di Paolo Bonolis mi ha colpito la sua ricerca nel linguaggio, per sofisticare senza mai rendere complesso al grande pubblico il suo modo di esprimersi. Ho imparato molto da Nino Marazzita, le doti dialettiche di un avvocato principe del foro come lui, con il quale ho condiviso a lungo un programma, mi hanno insegnato molto. Fabrizio Frizzi mi ha insegnato un garbo, una gentilezza ed educazione che mi ha profondamente colpita, doti d’animo che trasparivano nel suo modo di condurre, di chi accompagna gli altri senza essere protagonista assoluto. Ci sono incontri professionali che rimangono indelebili, come con Andreotti. O programmi televisivi epici, con Vittorio Sbarbi, dove l’estro e l’ispirazione sovrastano tutte le buone abitudini lavorative, lasciandoti sempre degli insegnamenti da non dimenticare. Ho imparato molto da Renzo Arbore, da Pippo Baudo, da Gianni Boncompagni, coloro che hanno influenzato sicuramente il mio atteggiamento professionale.

C’è un/a collega con cui non hai mai diviso il palco e con cui, un giorno non troppo lontano, ti piacerebbe farlo?
Mi affascina l’idea di farlo con personaggi esterni all’ambito televisivo, magari con delle donne.

Nella vita di tutti i giorni, quando non lavori, come trascorri le tue giornate?
Specialmente in questi mesi ho lavorato senza sosta tutti i giorni, quindi tempo libero non pervenuto, ma le mie passioni si tramutano in lavoro e viceversa molto spesso. Pandemia a parte, dopo il noto attacco collettivo di giardinaggio, i miei hobby maschili prendono il sopravvento, dagli sport adrenalinici ai lavori manuali, che adoro. Ho una passione per l’arte urbana spropositata, che si nota nel programma, dove cerco di dare spazio alla periferia, alla street art e all’archeologia industriale. Cinema, danza e teatro sono delle mie buone famigliari. Poi dedico, appena posso del tempo al buon cibo. Sono molto golosa. Alla mia famiglia numerosa e ai miei amici. La mia cura sono le lunghe passeggiate notturne. Le buone letture del passato non recente. I cartoni animati ed i fumetti.

Nel privato, attualmente, qual è il tuo sogno nel cassetto?
Prendermi tempo e spazio per completare alcuni progetti, personali, alcuni legati alle mie passioni altri alla famiglia ed infine molti alla mia casa. La vita da viaggiatrice spasmodica rende tutto più lungo e complesso…

PH. Alessandro Bachiorri

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