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Esce uscito lo scorso 27 novembre il nuovo singolo di Biba, “Senza Paura”, per Romolo Dischi, distribuito da Pirames International. Biba perché è il nome con cui la chiamavano i suoi genitori da piccola. Ormai la caratterizza da troppo tempo, per cui tutti hanno iniziato a chiamarla così. Ha un grande valore simbolico per lei. Ma quali sono le sue origini come cantante?

Pink Music: alla scoperta di Biba

Le origini

Biba è una giovane cantautrice romana: studia visual design e “odia il mare ad agosto”, si legge nella sua biografia ufficiale. Comincia a suonare la chitarra con il sogno di diventare una rockstar, come quelle degli anni Novanta. Con il passare del tempo si accorge che scrivere è una necessità che va ben oltre il bisogno di farcela, è la maniera più immediata per dire quello che pensa, ad ogni costo.

Ha sempre ascoltato tanta musica, molto eterogenea. Da adolescente aveva la fissa per le rock band, in rotazione nelle cuffiette del suo iPod c’erano sempre: Guns N’ Roses, Aerosmith, Skid Row, Queen, Mötley Crüe, Pantera.. Crescendo poi si è avvicinata alla musica italiana, al cantutorato, anche a quello femminile. La produzione dei suoi brani è stata influenzata da tanti elementi, sono un team quindi ognuno ha lasciato il suo segno. Dall’underground italiano all’elettronica, gli input sono stati tanti.

“Avevo 14 o 15 anni forse – dichiara l’artista a Pinkblog in merito al primo brano cantato in assoluto – Cantai Blackbird dei Beatles, chitarra e voce da sola. Mi lanciò il mio insegnante di chitarra che è stato il primo in assoluto a vedere qualcosa in me e a spingermi a scrivere le mie canzoni. Ricordo quel giorno come uno dei più importanti per il mio percorso musicale, avevo l’adrenalina che scorreva velocissima ovunque”.

La produzione attuale

Senza paura” è uno dei pezzi più intimi e personali che ha scritto negli ultimi tempi. Le ricorda un periodo molto buio in cui ha lottato con tanti piccoli problemi che le sembravano irrisolvibili. Riascoltarla oggi non fa poi così male, è come guardare una ferita cicatrizzata male, ma che si è comunque rimarginata. Attualmente ha altri brani già pronti e altri in fase di chiusura, perché non ci si ferma mai.

E mi chiedevo se

la sera pensi ancora a me

non credo dormirai serena

sai la coscienza non perdona

e urlerai, urlerai dicendo guarda che

non ci siam capiti mai

e urlerai, urlerai amore dove sei

Biba parla sempre in prima persona, non riesce ad evitarlo. Ogni brano è uno spaccato di vita, qualcosa in cui si è imbattuta e che ha vissuto. Parla d’amore, quasi sempre, lo dice senza vergogna. Spesso si pensa di essere banali, sdolcinati, ripetitivi, ma è così. Lei è così e non se ne vergogna. Le piace molto raccontare anche storie che abbiano un’importanza sociale ma di certo le viene meno naturale come tipo di scrittura.

“Un sogno nel cassetto? – ha concluso – Cantare un mio brano o condividere il palco con Carmen Consoli. Forse non ci riuscirò mai, ma sognare è una delle cose più belle”.

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