Laparoscopia ginecologica, quando fare questo test e a cosa serve

La laparoscopia ginecologica è un esame endoscopico che consente di individuare patologie a carico degli organi riproduttivi. Vediamo come si esegue e quando è consigliato


La laparoscopia ginecologica è un esame endoscopico diagnostico mininvasivo ma comunque di tipo chirurgico, che serve per individuare patologie e neoformazioni a carico degli organi della riproduzione, come ovaie, utero e vagina, ma anche dell'apparato urinario.

Questo tipo di test si esegue con la tecnica, relativamente nuova (risale agli anni ottanta del Novecento) della laparoscopia, che attraverso micro incisioni addominali consente di introdurre l'endoscopio e gli strumenti chirurgici.

In questo modo si evita la laparotomia, ovvero l'incisione di tutta la parete addominale che provoca certamente un maggior trauma anche agli organi interni, un maggior versamento di sangue e tempi di recupero più lunghi. Attraverso la tecnica laparoscopica, invece, è possibile esplorare l'addome e gli organi riproduttivi senza provocare particolari disagi.

Il laparoscopio, un tubicino rigido dotato di fibre ottiche che proiettano le immagini interne sullo schermo di un pc in tempo reale, viene introdotto attraverso un'incisione piccolissima in prossimità dell'ombelico. Il test si esegue in anestesia generale e in regime di ospedalizzazione (di un solo giorno, massimo due), e prevede una preparazione specifica (ad esempio una profilassi antibiotica di prevenzione) ed esami pre ricovero tra cui: elettrocardiogramma, radiografia del torace ed esami del sangue.

La paziente dovrà inoltre restare a digiuno dalla mezzanotte del giorno che precede l'esame e sottoporsi ad un clistere per eliminare tutte le tracce di feci da colon. L'esame in sé dura circa 15-20 minuti se si tratta solo di una esplorazione dell'addome, mentre potrebbe richiedere anche più di un'ora se la laparoscopia fosse anche operativa, ovvero se si intervenisse su qualche patologia. Quando è indicato questo esame? Vediamo tutti i casi in cui si consiglia:


  • Problemi di infertilità (per scoprirne le cause organiche)
  • Presenza di cisti ovariche di cui non si conosce la natura
  • Endometriosi
  • Fibromi uterini
  • Disturbi di incontinenza urinaria (che si possono correggere in sede di intervento)
  • Chiusura delle tube
  • Malattia infiammatoria pelvica (per capirne l'origine)
  • Aderenze (che si possono eliminare)
  • Gravidanza extrauterina

Dopo l'intervento in genere ci si riprende senza problemi, e anche l'alimentazione torna subito normale. Per qualche giorno potrebbero esserci piccole perdite di sangue dalla vagina e disturbi dell'attenzione dovuto all'anestesia.

Foto| di Dina Malgieri per Pinterest

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