Dopo la donna "sottomessa" Costanza Miriano prende di mira aborto e gay

La giornalista Costanza Miriano, autrice del controverso "Sposati e sii sottomessa", stavolta nelle sue esternazioni se la prende con i gay e con le donne che abortiscono


Torniamo, nostro malgrado, a parlare della giornalista Costanza Miriano, l'autrice del super contestato (in Spagna), manuale per donne "Sposati, e sii sottomessa", pubblicato con molto meno clamore in Italia nel "lontano" 2011.

Stavolta nel corso di una intervista rilasciata al programma radiofonico "La Zanzara", la Miriano, che si definisce fervente cattolica e come tale - evidentemente - depositaria della "verità" sul senso della vita e sulla natura di uomini e donne, esprime in modo categorico il suo dissenso nei confronti della pratica dell'aborto, ma anche il suo rifiuto dell'omosessualità in quanto condizione contronatura.

Ecco le affermazioni rilasciata ai microfoni di Radio24 dalla giornalista del tg3 a proposito dell'aborto:

La legge che consente l’aborto va eliminata. Adesso ci sono i mezzi per decidere prima e se una donna non vuole più il figlio può abbandonarlo dopo la nascita, ci sono famiglie in fila per l’adozione. E’ possibile abbandonarlo in ospedale senza riconoscerlo

E ancora:

Una donna incinta deve essere costretta a partorire. Dobbiamo essere tutti costretti ad aiutarla ad accogliere il figlio. Va eliminata la possibilità di abortire. Il bambino è un essere umano da subito

Se già siete rimaste attonite, sappiate che il "peggio" deve ancora venire. Ecco, con buona pace di papa Francesco che aveva testualmente affermato - "Chi sono io per giudicare un gay" ? - il giudizio molto più tranchant della Miriano:

Noi ci curiamo tanto della mozzarella che sia DOP, ma l’uomo e la donna DOP sono un maschio ed una femmina che generano una vita. Gli altri sono geneticamente modificati. Il progetto naturale sull’essere umano è che un maschio e una femmina generino una vita. Putin mi piace. E’ l’uomo dell’anno. Le leggi sui gay sono giuste. Putin è contro la propaganda degli omosessuali, lui non permette la propaganda perché vuole difendere i minorenni

Come a dire: più "papista" del papa. Alla luce del vespaio di polemiche suscitato in Spagna e in Italia dal saggio sul perfetto matrimonio frutto di notevole arguzia (perché di tale qualità è senza dubbio abbondantemente fornita) la Miriano, forte più che della sua esperienza di madre-moglie-lavoratrice felice, del suo fiuto giornalistico, ci vien da maliziare che la "nostra" abbia ben trovato una gallina dalle uova d'oro.

La ricetta è molto semplice: trova un tema "scomodo" e attuale che possa suscitare interesse a livello globale (il ruolo femminile nella società e il disfacimento della famiglia, ad esempio), fatti forte di inoppugnabili tesi e argomentazioni di stampo cattolico-paternalistico (anzi, maternalistico), e "sparala" grossa (ma con inchiostro intinto nell'ironia e uno stile "ammiccante" che faccia riferimento ai capisaldi culturali di ogni donna moderna, incluse serie tv cult come Sex&the City e Desperate Housewives).

Poi aspetta che la miccia si accenda, e batti il ferro finché è caldo. La miccia, chissà perché, si è innescata in Spagna, poi la polemica si è viralmente propagata a noi, e staremo a vedere dove ancora arriverà. Perché la Miriano, lo sappiamo, non si fermerà qui, con le sue esternazioni urticanti. Continuerà perché ha individuato il filone giusto, aureo, diremmo, che attualmente va molto di moda: quella della provocazione pretestuosa e furba che mira a scardinare ruoli e modelli percepiti come ormai acquisiti usando un'anti-retorica "spicciola" in grado, però, di spiazzare, perché lavora sulle zone d'ombra dell'etica puntellandosi sulle certezze millenarie della religione (cattolica, in questo caso).

Ci crediamo che la Miriano "creda" davvero in ciò che scrive e dice? Non sappiamo se vi sia malafede o vero intento "didattico" nelle posizioni della giornalista. Sappiamo, però, di essere abbastanza avvedute da non cadere nelle sue provocazioni, seppure siamo qui a scriverne. Sappiamo che possiamo ribaltare tutta la sua logica, volendo, ma forse la tattica migliore è quella di spegnere i riflettori su di lei e veleggiare oltre. Oltre parole come "sottomissione", oltre l'acronimo D.O.P. associato all'essere umano maschio e all'essere umano femmina. Oltre qualunque stereotipo pre definito. Oltre qualunque furbata mediatica, soprattutto, più di tutto.

Foto| via Pinterest

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