Le Barbie sovversive di Mariel Clayton tra violenza e realtà

Dimenticate le Barbie principesche e sognanti con cui giocavamo da bambine e vediamo insieme le nuove versioni di Mariel Clayton, un’artista contemporanea e sovversiva che ci propone un nuovo modo di concepire queste tenere bambole. Mariel Clayton ci presenta le Barbie inserite in contesti più moderni, metropolitani e reali, forse un po’ troppo borderline per essere accomunati alla vita di tutti noi, ma sicuramente vicini a tante realtà.

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Mariel Clayton trasforma la donna Barbie, asessuata, sorridente e ammaliante in una tossica, in una donna che vive tra sesso spinto e sadomaso, tra orge e violenza, la 31enne fotografa dell’Ontario profana il mito di Barbie dopo 52 anni. La Barbie di Mariel decapita il povero Ken, prima ci fa sesso e poi gli taglia i genitali, partorisce e non se ne accorge perché impegnata al telefono, uno spaccato della realtà di oggi che viene enfatizzata e portata ai limiti più estremi.

Mariel Clayton ha dichiarato:

"Ero in un negozio di bambole tradizionali e mi si è aperto un mondo: con quelli che consideriamo giocattoli per bambine è possibile immaginare, e raccontare, tante storie".

Mariel Clayton

La Barbie è senza dubbio un giocattolo stucchevole e sopravalutato ma si rivolge ad un target ben preciso, forse accanirsi così tanto non ha tutto questo senso. Voi che ne pensate?

Qui potete vedere tutte le foto del progetto.

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