A 14 anni Carolina si uccide vittima del bullismo in rete, le polemiche su Twitter


A 14 anni decide di farla finita. Questa è la storia di Carolina. Bella come il sole, estroversa e sportiva (campionessa di salto in lungo alla Libertas di Oleggio). Un volto luminoso, capace di raccontare con un sorriso la leggerezza dei suoi 14 anni. Eppure di leggero nella sua morte non c’è nulla, solo quel volo spiccato per togliersi la vita. Si è lanciata dalla finestra del terzo piano. I primi rilievi confermano sia un suicidio. Ma per quale motivo? Come mai una ragazza così giovane decide di morire?

Non esiste ancora una causa certa. Carolina non si era confidata con nessuno, nemmeno con gli insegnati. Una lettera, ora all’analisi dei Carabinieri, fa sospettare fosse vittima di bullismo, persecuzioni e soprattutto chiacchiere diffamanti. Il cambio di scuola, inoltre, potrebbe confermare il sospetto. L’anno scorso si era iscritta all’Istituto Magistrale Bellini e un mese fa l’aveva lasciato per il liceo Pascal a Romentino, a sud di Novara.

La Stampa riporta interessanti dichiarazioni di amici e conoscenti. Andrea, un coetaneo, ha commentato:

Su di lei giravano voci assurde. Aveva tanti amici, era circondata da amici. Però negli ultimi tempi non poteva fidarsi di tutti. Voci assurde, parlavano di lei durante una festa.

Queste voci assurde non sono solo il sospetto di un amico addolorato. Sui social network, molti ragazzi confermano l’ipotesi tra sconforto, ira e rimpianto. Alcuni tweet recitano così:

Che gesto orribile hai dovuto fare per colpa della cattiveria della gente;
Dovevi fregartene, pensare a te stessa e non a quello che dicono gli altri;
La pagherete. L’avete uccisa con le vostre parole;
La conoscevo e conoscevo anche chi la giudicava.

Non si sa ancora quindi quale sia stata la causa di quel volo, spiccato alle 3 del mattino. Sicuramente l’angoscia, la fragilità e la paura del giudizio e della gogna pubblica. Tutto questo si può chiamare bullismo, stupidità o cattiveria. Non cambiano però i contenuti e soprattutto non producono meno danni e meno dolore.

Foto| Flickr

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