Elezioni 2013: le politiche per le donne proposte dal centrosinistra

È ufficiale, è partito il conto alla rovescia per le prossime elezioni politiche che si terranno domenica 24 e lunedì 25 febbraio 2013 e l'elettorato attivo, ossia quello votante, si è preparato psicologicamente al rush finale di una breve ma pregnantissima campagna elettorale. L'Italia, lontana dal bipolarismo (e anni luce da quello perfetto), vede tutte le gradazioni di colore nei partiti che si presenteranno alla disfida elettorale, collocati tutti più al centro di dieci anni fa e tutti ben disposti all'accoglienza di membri di schieramenti che fino al giorno prima eran l'un contro l'altro armati.

In tale maremagnum, fondamentale è il ruolo dell'elettorato femminile, come sempre in maggioranza rispetto alla controparte maschile, che darà la propria preferenza anche in base alla presentazione, da parte dei vari schieramenti, di programmi elettorali che diano ampio respiro alle politiche per le donne. Vediamo quante e quali sono quelle proposte dalla coalizione di centrosinistra, formata da Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà, Centro Democratico.

Analizzando il programma per punti, notiamo come alla voce lavoro ci siano buoni propositi attuabili durante la prossima legislatura. Si accenna ad una risoluzione del problema sociale che vede le donne sempre più escluse dal mondo del lavoro per genere e generazione e si paventa l'investimento nel settore pubblico per creare più occupazione "buona e qualificata", oltre che l'estensione degli ammortizzatori sociali per la categoria degli esodati, fra cui molte donne.

Anche il sistema di welfare andrà rivisto, per evitare che le carenze a livello statale si traducano in una scelta della donna fra lavoro, figli e famiglia. Si progetta, a tal proposito, di investire in infrastrutture quali gli asili nido, di istituire i congedi di paternità obbligatori, affinché l'onere di gestione dei figli sia più equamente distribuito fra i coniugi, di fornire incentivi all'occupazione femminile e l'indennità di maternità obbligatoria.

Si conta inoltre di dare un impulso in più alla mobilità, con un piano di mobility management che sia più attento ai tempi e alle esigenze delle donne: aumento degli spostamenti su mezzi pubblici del 30%, promozione dei servizi di bus a chiamata e taxi collettivi, promozione del car-sharing e car-pooling, per permettere alle donne di risparmiare tempo e di essere autonome, anche limitando l'uso dell'auto.

Ma noi ricordiamo anche che in pieno periodo di primarie, cadenti in data 25 novembre, giornata contro la violenza di genere proclamata dall'Onu, si erano anche avanzate proposte per una decisa e decisiva repressione dello stalking, oltre che una maggiore attenzione ai servizi per la donna, istituendo strutture di aiuto e sostegno anche in campo di aborto e fecondazione assistita. Nessuno, a tal proposito, ha messo nero su bianco, ma ci auguriamo se la penna è lenta a scrivere, almeno la memoria non sia corta nel rimembrare.

A ben vedere di proposte concrete e attente di certo ce ne sono, sarà per quella particolare sensibilità del centrosinistra alle donne e all'ampia partecipazione alle azioni di partito (anzi, di partiti) da parte del pubblico femminile? Facciamo due conti. Parlando di quote rosa nelle liste elettorali notiamo come la percentuale delle eleggibili del Pd al Senato sfiori il 50%, che è quasi il 10% in più di quando segretario era Veltroni nel 2008. Una cifra che tramuta la concezione di quote di genere in un 1 a 1 e palla al centro. Non da meno SEL che ha mantenuto la promessa di candidare più donne rispetto a tutti gli altri partiti (43% alla Camera e più del 50% al Senato).

Basterà la presenza massiccia delle signore politiche in gonnella a far rispettare i buoni propositi del polo sinistrorso o, come spesso accade, alle belle, sentite e persino ben scritte parole farà seguito la solita orpellosa lentezza politica nel tramutarle in fatti? Visti i pregressi la domanda è d'obbligo. Pinkblog una risposta non ve la sa dare, ma si augura di aver fatto almeno un po' di chiarezza sull'argomento. Chi vivrà vedrà.

Foto | Getty Images

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