Come riconoscere i linfonodi al seno infiammati e quali test medici fare

Quali sono gli esami da fare in caso di linfonodi ascellari infiammati e quando preoccuparsi?

I linfonodi ascellari infiammati fanno sempre paura alle donne, oltre al fatto che sono davvero dolorosi. Non facciamoci prendere dal panico e non dobbiamo pensare subito al peggio, perché le cause sono diverse e nella maggior parte dei casi benigne e transitorie. Che cosa potrebbe essere successo?

La spiegazione più frequente è un trauma, una ferita, uno strappo, un'infezione di qualunque tipo a carico della mano e del braccio. Quando l'ingrossamento dei linfonodi è di natura benigna, non dura mai molto. Di solito se i linfonodi si muovo al tatto, sono dolenti e la zona è calda e arrossata, il fenomeno è transitorio. Spesso compare anche della febbre.

Se invece le ghiandole sono infiammate perché nascondo un situazione tumorale, allora spesso si percepiscono come dei sassolini, di diversa dimensione, sono fermi e in molti casi non fanno male. Come si effettua l’autopalpazione? Bisogna partire dal seno con un movimento circolare ed esercitando una debole pressione e poi salire verso il cavo ascellare. L’osservazione e l’autopalpazione sono utili per vedere se ci sono deformità della cute, come ad esempio la cute a “buccia d’arancia”. Se si sente un piccolo nodulo, come una “pallina”, è importante che questo non sia fisso, duro e che ritrae la pelle.

La cosa importante, in qualsiasi caso, è avvertire il medico, che probabilmente prescriverà una visita al seno specifica. Potrebbero essere necessarie un’ecografia e una mammografia. Solo il dottore valuterà poi quali altri esami diagnostici siano da fare in base all’esame clinico e ai primi risultati.

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