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E’ stata presentata in occasione della London Fashion Week la collezione primavera estate 2017 di Manuel Facchini che si rivolge a donne particolari, femminilissime, ma con un’indole differente, in continuo divenire. Agli antipodi, come la terra e il mare: sono creature mutevoli, misteriose e in continua trasformazione. Un’identità che nasce da una duplice ispirazione: da una parte la rigida sinuosità delle costole – matite della Centennial Chromagraph di Minneapolis –, che unisce alla sua struttura scheletrica in 3D un’inaspettata – e vibrante – femminilità.

Dall’altra, l’apparente dolcezza del Betta Splendens, il pesce combattente, che cela, tra le sue voluttuose pinne multicolor e sfrangiate, un istinto aggressivo. Uno scenografico esercizio di spazializzazione traslato in fondo al mare diventa l’underwater couture per donne-anfibio: vestite di grafismi simili a costole, così preziose da toccare il virtuosismo; incorniciate in un universo di colori che sdrammatizza la loro indole gotica. Creature sfuggenti di una dimensione di passaggio, non umane, non aliene, intrappolate in strati sottili di organza laserati e traslati l’uno sull’altro, leggerissimi e impalpabili che, da pinne, si fanno ali. E ancora, strati stampati di organza see through, che, come un trompe l’oeil, danno vita a creature magiche, vestite di architetture potenti e, rigorosamente, in 3D.

Questo trasformismo dinamico muta le code dei pesci in fiori: sciogliendosi e allungandosi, come in prospettiva; trasformandosi in anemoni di mare grazie a sangalli ricamati con le tonalità dell’acqua – dal verde al corallo, dal nero seppia al bianco riflesso-; ricamati come tattoo, frutto di suggestioni eteree. Silhouette marine avviluppate nei fiotti cobalti dell’oceano, sempre a cavallo tra due mondi, capaci di cambiare identità e diventare femminilità al limite del mitologico.

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ultimo aggiornamento: 21-09-2016