La discriminazione delle donne vince su Google: la campagna delle Nazioni Unite

Banalità, luoghi comuni o frasi fatte un po’ offensive sulle donne riempiono letteralmente la bocca e le conversazioni e spesso diventano anche parte del suggeritore automatico di Google. Per questo è scesa in campo UN Women.



UN Women è l’ agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei diritti delle donne e che da anni lotta per raggiungere la parità di genere. Purtroppo in questo campo c’è ancora molto da lavorare e anche nell’evoluto occidente alcuni dettagli fanno capire come la nostra società sia ancora in balia di luoghi comuni e frasi fatte discriminatorie. Quali? Per verificarlo non c’è bisogno di ascoltare le chiacchiere della gente agli angoli delle strade, ma utilizzare il suggeritore automatico di google.

Le donne non dovrebbero… avere diritti, votare, lavorare, guidare oppure le donne dovrebbero… essere schiave. Partendo proprio dalle risposte di Google, che tra l’altro non le ha impostate per discriminare il gentil sesso ma per rispondere alla logica delle parole più ricercate, la designer Chris Hunt del network di comunicazione e marketing Ogilvy e Mather ha creato una campagna di grande effetto.

Potete vedere i volti di alcune donne, provenienti da zone diverse del paese, con il classico menù a tendina o stringa di Google che suggerisce le parole chiave più ricercate nelle diverse parti del mondo. E' dura sconfiggere i luoghi comuni (come donna al volante, pericolo costante), perché fanno parte della quotidianità e in alcuni casi possono anche far sorridere, ma per iniziare a muovere i primi passi nella direzione giusta è bene prendere consapevolezza del valore di alcune cose.

La diseguaglianza corre nelle nostre case come nel web, questa è la dura realtà. La campagna accompagna anche un altro importante evento: il 25 novembre ricorre la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.

Foto | Pinterest

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