Anastacia dopo il tumore al seno: "La doppia mastectomia non toglie fascino a una donna"

Resurrection è il suo nuovo album. E' più di un disco, è l'attestato con cui dimostra di aver battuto il cancro, per la seconda volta. Anastacia si racconta come mai prima.

Anastacia torna finalmente a cantare, dopo aver sconfitto per la seconda volta il tumore al seno. Sale sul palco in modo diverso: non è più la ragazza tutta curve con la voce nera che scalava le classifiche nel 2000, oggi è una donna matura, consapevole con una voglia di vivere senza precedenti. Ha combattuto il cancro due volte: la prima circa 11 anni e poi di nuovo l’anno scorso. La recidiva è sempre più dura. La paura è maggiore e le forze, fisiche e psicologiche, possono anche venire a mancare. C’è questo senso di precarietà che accorcia le giornate togliendoti il respiro.

anastacia

Non è tutto, perché un anno fa ha subito anche una doppia mastectomia, un intervento invasivo che colpisce il simbolo della femminilità. Non si è arresa, ma anzi si è fatta coraggio e ha registrato un video in cui parla alle donne. L’ha racconta in una bellissima intervista a Vanity Fair.

Prima, per me, il cancro al seno era una malattia mortale che capitava ai fumatori o per trasmissione genetica. Pensavo che a me non sarebbe mai capitato e, appena ascoltata la diagnosi, ho pensato che sarei morta. Oggi so che può capitare a tutti e che si può curare. E che, anche se non si può esattamente prevenire, si può prendere in tempo.

Ecco quindi anche un accenno alla difficile scelta di Angelina Jolie, che a breve – dopo aver fatto una doppia mastectomia preventiva – si sottoporrà a un nuovo intervento, sempre per ridurre al minimo il rischio di ammalarsi. La mamma e la zia della Jolie sono morte di tumore al seno e alle ovaie e l’attrice è portatrice del gene.

Una scelta coraggiosa. Invece di stare ferma a guardare una condanna profilarsi all’orizzonte, ha preso in mano la sua vita.

È questo il segreto. Non solo per curare, ma anche per prevenire. Non stare a guardare, ma lottare; vivere questa “benedetta” vita a piene mani, con coraggio guardando negli occhi le proprie paure. E soprattutto non sentirsi mortificate nel fisico.

C’è voluto del tempo, soprattutto per riprendere possesso del mio corpo, dell’idea che non fosse più malato ma comunque segnato, e non posso dire che sia stato facile. Ma ce l’ho fatta. La doppia mastectomia non toglie il sex appeal: vorrei dirlo a tutte le donne.

Le cicatrici dei tumori sono vissute come dei tabù, come qualcosa da nascondere. Forse non è neanche una questione estetica, ma un modo per non sentirsi chiedere: che cosa hai fatto, lì? e per dimenticare la sofferenza e il rischio di perdere tutto.

Il primo modo per battere la malattia, però, è accettarla e sapere che si può vincere. È questo il messaggio del fotografo di moda David Jay, che ha realizzato il progetto "The SCAR Project". Ha ritratto più di 100 donne, malate di tumore al seno, con un’età compresa tra i 18 e i 35 anni per 6 anni. Il 10 percento non ce l’ha fatta. Le immagini sono molto forti, ma racchiudono speranza: la bellezza di una donna non si ferma con il tumore e sicuramente non determinata da un bel seno. Bisogna guardare oltre le apparenze, oltre al nastro rosa che usiamo da bandiera.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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