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Arte e cultura

Mancano donne di successo che possano ispirare le nuove generazioni?

Top manager della prestigiosa Casa Editrice inglese Penguin e Direttrice della Girls’ Day School Trust, Helen Fraser parla dell’importanza, per le giovani donne, di avere figure femminili di successo a cui ispirarsi

Ciascuna di noi, da bambina, e da ragazzina, ha avuto una serie di modelli femminili a cui ispirarsi. Le donne più vicine: la mamma, le amiche, le insegnanti, innanzi tutto. Ma soprattutto le donne di successo “antiche” e “moderne”, donne che avevano contribuito al progresso della società, donne di grande levatura, personalità, preparazione, donne innovatrici o artiste di prima grandezza.

Personalmente, avendo sempre avuto una grande inclinazione e passione per la letteratura, ero affascinata dalle scrittrici, sia del passato che contemporanee, da Jane Austen e dalle sorelle Bronte a Grazia Deledda, passando per Emily Disckinson, Margaret Mitchell e JK Rawlings.

Ma non c’era figura femminile di un qualche calibro e importanza storica che mi “sfuggisse”, attraendomi con la luce della sua superiore levatura, e quindi mi riferisco a regine illuminate, scienziate, ad attrici o cantanti straordinarie, artiste di grande talento, a imprenditrici di successo, persino a sante riformatrici e missionarie. Donne meravigliose, spesso vere e proprie pioniere, che hanno cambiato il mondo, rendendolo un posto migliore in cui vivere.

Helen Fraser, manager della Pengun Books e direttrice della Girls’ Day School Trust (un network di scuole inglesi femminili che promuovono in tutti i modi possibili la valorizzazione dei talenti della bambine e delle ragazze), ha scritto per il Guardian un bell’articolo a proposito di quanto sia importante, per le giovani generazioni femminili, poter contare su modelli di riferimento (appartenenti al proprio sesso), di successo e positivi a cui potersi ispirare.

La mancanza di queste figure può avere ricadute pesanti sulla realizzazione personale di ogni singola donna, la quale, in ambito di studio o lavorativo, può facilmente essere presa dal dubbio di non essere adatta a ricoprire determinati ruoli, proprio perché non vi sono altri esempi sul cui solco inserirsi. Esempi di successo, naturalmente.

Così, leggendo come sia importante anche a livello scolastico, fornire alle nuove generazioni, sia maschili che femminili, informazioni sul contributo femminile al progresso dell’umanità in ogni settore, mi sono ricordata di quanto questo mi fosse mancato quando studiavo al liceo. In quasi tutti gli ambiti le presenza e l’apporto del genio femminile nella storia è stato talmente risibile e marginale che il solo pensarci mi faceva piangere di rabbia e di umiliazione.

Filosofia, scienze, matematica, arti, politica: la donne, una minoranza talmente sparuta da sparire quasi del tutto, nomi persi nell’oblio, o ricordati e conosciuti solo da pochi “addetti ai lavori”. Ma i tempi sono cambiati, oggi ci sono molte più donne che arrivano a ricoprire ruoli di grande prestigio e importanza, che guidano nazioni, che scrivono leggi, che partono per missioni nello spazio (come la “nostra” Samantha Cristoforetti), Presidenti di grandi compagnie, top manager, artiste e imprenditrici.

Donne speciali, donne competenti e di talento, che aumenteranno e che diventeranno sempre più un modello per le nuove generazioni. Forse. O forse no. Avete fatto caso come sia tanto più facile che a costituire fonte di ispirazione per le bambine e le ragazzine, siano, piuttosto figure femminili discutibili, di successo, o meglio popolari, certo, ma che tutto hanno puntato su aspetto fisico e provocazioni del tutto sterili e destinate a non lasciare traccia del loro passaggio sulla terra?

Come possiamo sperare davvero che la nostra società diventi un luogo women-friendly, in cui si realizzi compiutamente l’agognata parità di genere e le donne, fin da bambine, godano davvero dello stesso rispetto e vengano loro concesse le stesse opportunità dell’altra metà del cielo, se noi per prime usiamo per ispirarci modelli “deteriori”?

Se lasciamo che le nostre bambine non sappiamo chi era Maria Montessori, o se ne freghino di conoscere il pensiero e la figura di Rita Levi Montalcini, e preferiscano idealizzare veline e showgirl, quello che avremo sarà quello che già si intravede: una società vuota, litigiosa e fragile, inutile a se stessa e a chi verrà in futuro, che nulla insegnerà, che nulla lascerà di buono e di bello.

Punta la freccia più in alto che puoi, diceva Machiavelli, se vuoi centrare un obiettivo elevato ispirandoti ai grandi del passato. Magari non li eguaglierai, ma avrai comunque espresso il meglio e il massimo del tuo potenziale. Se il nostro bersaglio resta a terra, come possiamo sperare di conquistare nuovi orizzonti? Scegliamo con cura, dunque, i modelli femminili di successo che vogliamo “usare” come fonti di ispirazione per noi e per le nostre figlie, e puntiamo in alto.

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Fonte| The Guardian
Foto| via Pinterest



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