La storia di San Martino da raccontare ai bambini

L’11 novembre ricorre il giorno di San Martino: ecco come raccontare ai bambini la leggenda del mantello e gli aneddoti più interessanti.

L’11 novembre è il giorno di San Martino. Alla ricorrenza sono legate parecchie tradizioni regionali, ed anche a scuola le maestre sono solite coinvolgere i bambini con lavoretti, poesie e racconti. Anche tu, a casa, puoi catturare l’attenzione dei tuoi figli con attività attinenti, tra le quali raccontare, ad esempio, la storia del Santo e della cosiddetta estate di San Martino ai piccoli.

Chi era San Martino

Protettore dei poveri e patrono dei soldati, San Martino è una delle più profonde incarnazioni del vero spirito cristiano. Nato in Ungheria nel 631, si trasferisce fin da piccolo a Pavia insieme al padre, soldato romano. E anche Martino si arruola nell’esercito. Così gli viene dato un cavallo e uno schiavo e viene inviato in Gallia (l’attuale Francia) come membro della guardia imperiale ad Amiens. Oggi è tra i santi più amati d’Europa, continente nel quale gli sono state dedicate migliaia di chiese.

La storia di San Martino da raccontare ai bambini

La storia di San Martino

La storia di San Martino è commovente. Si racconta che una compagnia di cavalieri al servizio dell’imperatore romano stesse percorrendo, dall’Italia, le strade della Francia in direzione di Amiens. Mentre cavalcavano, cominciò a piovere, e le temperature si abbassarono così tanto che il freddo trasformò la pioggia in gelo e poi divenne ghiaccio, rendendo le strade scivolose.

I soldati compagni di viaggio di Martino incitarono i loro cavalli con le fruste, ma il ragazzo si rifiutava di farlo perché non voleva che l’animale soffrisse: lo aveva servito bene per tanto tempo. Raggiunta la porta della città, il cavallo si rifiutò di attraversarla, fermandosi improvvisamente fuori le mura. Qui Martino vide un mendicante, seduto contro il muro, nel freddo gelido. Martino smontò da cavallo e con la spada tagliò in due il suo mantello, senza esitazione, offrendone metà al mendicante. Poi tornò al suo cavallo ed entrò in città.

Più tardi, quando Martino si imbattè nei suoi compagni in una taverna, questi lo presero in giro per quello che aveva fatto. Durante quella notte, Martino sognò Gesù che indossava metà del suo mantello e diceva ad alcuni angeli: “Martino, il soldato romano, mi ha vestito”. Quando si svegliò, il mantello era intatto. Questo episodio lo colpì talmente tanto che lo spinse a lasciare l’esercito per diventare monaco. Quindi decise di convertirsi al Cristianesimo.

Estate di San Martino

A volte, alla leggenda del mantello si aggiunge un altro dettaglio: dopo che Martino ebbe tagliato il suo mantello e ne ebbe dato metà al mendicante, uscì il sole, la temperatura si fece più calda e questo episodio passò alla storia come “estate di San Martino”. L’Estate di San Martino, in Italia, contraddistingue un periodo di clima insolitamente caldo all’inizio di novembre. Durante questo lasso di tempo, si aprono le botti di vino per degustare il vino novello accompagnato da caldarroste.

San Martino e le oche

L’oca è associata a San Martino per via di una leggenda. Si racconta che Martino non volesse abbandonare il saio di monaco per diventare vescovo della città di Tours. Per questo motivo si nascose ma le oche, con il loro starnazzare, fecero sì che fosse ritrovato facendo sfumare il suo tentativo di fuga.

Foto di Jeyaratnam Caniceus da Pixabay e di Peggychoucair da Pixabay