Simone Biles, i twisties e i problemi psicologici raccontati dalla campionessa

Simone Biles, i twisties e i problemi psicologici: ecco cosa è successo alla campionessa e cosa spiegano alcuni suoi colleghi

Essere un campione non è semplice, e ne sa di certo qualcosa la star della ginnastica USA Simone Biles, che di recente ha puntato l’attenzione su un tema molto importante e spesso sottovalutato, quello della salute mentale degli atleti. Durante le Olimpiadi 2021, la ginnasta statunitense ha infatti deciso di fare un passo indietro e di pensare prima di tutto al suo benessere psicologico. Colpa dei twisties, ma non solo. Colpa anche della grande pressione che gli atleti sono costretti a subire quando raggiungono livelli tanto elevati.

Proprio la stessa Simone, poco prima di abbandonare “il campo”, ha spiegato ai giornalisti che “stava soffrendo di ‘twisties’“, una parola comune tra le ginnaste, ma decisamente meno nota per chi non fa parte di questo mondo. Ma cosa sono i twisties? E perché sono così rischiosi e preoccupanti?

A spiegarlo è stato l’ex ginnasta Gaar Adams. Durante una recente intervista, ha fatto sapere che dietro questa parola all’apparenza tanto innocua si nasconde in realtà un vero e proprio blocco mentale.

Una ginnasta perde la capacità di capire dove si trova nell’aria.

Insomma, quando Simone si trovava “in aria”, intenta a completare uno de suoi pericolosi e straordinari esercizi, poteva perdere la capacità di comprendere in che posizione si trovasse, e ciò può portare a delle conseguenze a dir poco catastrofiche.

Cosa ha Simone Biles?

Lo ha spiegato ancor meglio un’altra ex ginnasta, Catherine Burns, che su Twitter ha raccontato:

Pensa a qualcosa che ti ha richiesto un po’ di tempo per impararla e che richiedeva molta concentrazione per farla bene, ma che ora ti viene naturale. Guidare un’auto è un buon esempio. Improvvisamente, mentre stai guidando in autostrada, proprio nel momento in cui hai bisogno di completare una difficile manovra, perdi completamente la memoria muscolare e non ricordi come guidare un’auto. Devi concentrarti sul fare in modo che il tuo piede prema il pedale con la giusta angolazione. Devi girare il volante proprio così, cambiare marcia. È terrificante. Ti stai muovendo troppo velocemente. Sei totalmente perso, stai cercando di PENSARE ma sai che di solito non devi pensare a fare queste manovre, le senti e le fai.

La spiegazione della Burns è davvero molto dettagliata, e permette di comprendere a pieno la paura che un’atleta può provare mentre volteggia in aria e avverte improvvisamente questa sensazione.

Di fronte a un “blocco mentale” di questo tipo, non c’è medaglia d’oro abbastanza importante che possa spingere una persona a ignorare il problema e andare avanti.

I twisties e l’importanza del benessere mentale

Come ha raccontato la stessa ginnasta, lei è un’atleta, è vero, ma è prima di tutto una persona, e in quanto tale deve proteggere il suo benessere psicologico. Con il suo esempio Simone, e come lei anche altri sportivi come la tennista giapponese Naomi Osaka e l’ex nuotatore statunitense Michael Phelps, ha messo in luce l’importanza del benessere mentale nello sport, così come nella vita.

Qualunque sia l’obiettivo che desideri raggiungere, qualunque sia lo scopo che ti spinge a dare il massimo, se ti rendi conto che la tua salute psicologica è messa a rischio, devi avere la saggezza di capire quando è il momento di fermarsi e di prendersi un po’ più cura di sé.

via | Inews

Foto da Gettyimages