La verità è spesso proclamata la panacea di tutti i mali: essere onesti, sempre e comunque, soprattutto in coppia, dovrebbe essere la ricetta dell’amore eterno. Dall’altra invece, la psicologia ci dice che non è bene dire sempre la verità, perchè spesso è soltanto un modo per scaricarsi la coscienza e perchè tutti abbiamo diritto alle nostre zone d’ombra private, anche se siamo in coppia.
Tuttavia ci sono situazioni concrete e quotidiane, dove tanti approfondimenti non sono necessari; eppure diciamo di pretendere la verità nonostante sia noto che la verità può far male, anche nelle piccole cose. Dunque la mia domanda è: vogliamo davvero la verità dai nostri uomini quando chiediamo loro come ci sta un vestito? Vogliamo davvero che ci dicano se trovano un’altra ragazza carina?
AskMen ha risposto a queste domande, dispensando consigli agli uomini riguardo tali situazioni; consigli forse condivisibili. Probabilmente è vero, non abbiamo davvero piacere che il nostro uomo ci dica se un vestito ci fa sembrare più grosse o se ci sottolinea i difetti: preferiamo magari che ce lo faccia capire, con parole scelte e delicate.
Per quanto riguarda la seconda domanda, la questione si fa più spinosa: AskMen consiglia ai suoi lettori di rispondere con sincerità a domande tipo “trovi quella ragazza carina?”, “hai visto come è bella quella lì?”, per due motivi: innanzitutto perchè non siamo cieche e siamo capaci di capire se un’altra donna è attraente o meno e sarebbe stupido pretendere una bugia in merito; in secondo luogo perchè sapere che nonostante per lui esistano altre donne oggettivamente belle, la sua scelta rimaniamo noi. Che dite, possiamo condividere e sottoscrivere i consigli che sono stati dati al pianeta marziano?
Foto | Flickr
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Le nuove tecnologie hanno modificato l’amore e tutto ciò che ne è collegato. Grazie a queste anche i più timidi, quelli che nella vita reale fanno fatica ad instaurare rapporti, possono improvvisarsi eccellenti latin lover ed esprimere tutto ciò che non riescono a fare dal vivo.
Nord America si stanno diffondendo sempre di più i Flitter Party (nome che viene dall’unione di “flirt” e “twitter”). Funziona così: ci si trova in una sala semibuia, armati di telefonini collegati a Twitter e un cartellino con un numero identificativo: una volta individuata una persona interessante basterà inviarle un messaggio tramite il social network e aggiungere la parola “flitterme”. Starà a lei, poi, accettare o declinare l’invito.
Per i più pigri, invece, un 25enne americano, Scott Valdez, ha creato un’agenzia telematica, “Virtual Dating Assistant” (sito web Virtualdatingassistants.com), dove gli impiegati (tutti scrittori freelance) gestiscono i corteggiamenti virtuali al posto dei clienti, promettendo almeno due incontri mensili.
E voi, cari lettori di Pink, avete mai questi nuovi approcci?
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“Perchè le donne amano gli assassini?” Perchè, esistono davvero donne che amano gli assassini? Mi chiederei io. A quanto pare sì, e potrebbero formare anche un nutrito club. Sono numerose infatti le donne che scrivono lettere d’amore in carcere a uomini accusati di omicidio.
Solo per citarne uno recente, Joran Van Der Sloot, il Pro di poker olandese arrestato per l’omicidio di due donne, riceve in carcere circa 50 lettere d’amore al giorno e da quando è stato arrestato ha ricevuto anche una proposta di matrimonio.
Il fenomeno è talmente diffuso da essere stato descritto da Sheila Isenberg nel libro “Women Who Love Men Who Kill“: il profilo della donna che ama un assassino delinea una persona che ha alle spalle violenze e abusi fisici e sessuali e che preferisce idolatrare qualcuno a distanza, per non correre il rischio di doversi avvicinare troppo a un altro essere umano.
Le donne che scrivono in carcere agli assassini amano il fatto di sapere che la loro ipotetica storia d’amore è impossibile, perchè l’oggetto di questo amore non può a ricambiarle e perchè probabilmente non uscirà mai dal carcere; oppure è il fascino del macabro e del masochismo a colpire l’immaginario di queste donne dai desideri insondabili? Cosa succederebbe allora se un assassino amato a distanza uscisse e decidesse di accettare una proposta di matrimonio di una sua fan?
Via | Tressugar

Sin da quando siamo piccoli siamo portati a pensare all’estate come al periodo dell’anno in cui tutto è possibile e tutto è concesso, insomma tutto di cui (in materia di divertimento, of course) ci priviamo durante l’anno. Purtroppo questa forma mentis induce molte persone adulte a cercare un divertimento fine a se stesso in questo periodo in particolar modo relativamente alla sfera emotiva. Non è una novità che l’estate sia la stagione degli amori, dei flirt e soprattutto dei tradimenti.
Va da se, quindi, che la ricerca dell’anima gemella è meglio posticiparla a settembre? Secondo un sondaggio condotto da be2.it, uno dei siti di ricerca di partner più conosciuti, non è proprio così.
I locali si riempiono di persone in cerca di avventure, le esperienze d’incontro sono spesso poco entusiasmanti, il periodo inoltre non è dei migliori per scialacquare soldi in continue uscite serali solo per incontrare più persone e poi chissà. Questa situazione insomma ha spinto moltissimi single ad iscriversi a siti che promuovono invece relazioni di lungo periodo.
Ma basta veramente iscriversi ad un sito che procaccia incontri per trovare l’anima gemella?
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Cambia la società e cambia il modo di stare insieme della coppia, dal save sex, il sesso sicuro, al better sex, il sesso divertente.
A Parigi nasce la boutique del lusso erotico, Yoba e tra i sex toys che propone c’è Diva, un oggetto di alta finitura per un regalo di preziosa sensualità.
Diva è fatto in acciaio ed è caratterizzato da una finitura di alta qualità. Adatto alle diverse stimolazioni, è un oggetto di lusso ed è un’originale idea regalo. Da utilizzare con un lubrificante intimo. Si può acquistare al prezzo di 145 euro.
Via | Yobaparis
Si parla tanto dei legami tra il posto di lavoro e le relazioni amorose: 2 anni fa metà degli italiani sperimentava il brivido di intessere un rapporto proibito fra le scrivanie dell’ufficio, l’anno scorso si voficerava sulla presunta depressione derivante dalle chiacchiere sul sesso in ufficio, sempre l’anno scorso uno studio sosteneva la correlazione positiva tra il sesso e un buon lavoro.
Insomma, la connessione tra le due sfere della vita esiste molto più di quanto si creda. E se questo collegamento può essere una valvola di sfogo, a volte anche molto elettrizzante ed emozionante, dall’altra potrebbe diventare anche un incubo, per la necessità di tenerlo nascosto. Non necessariamente il segreto si deve tenere perchè si è sposati o fidanzati, ma semplicemente perchè nella maggior parte dei casi ai “capi” non piacciono molto le effusioni tra i dipendenti.
Se dunque, avete una relazione con un collega e volete mantenere sia questa che il vostro posto di lavoro, ecco alcuni consigli stilati da Spicezee per riuscire a mantenere il segreto:
Certo, la situazione diventa leggermente castrante, ma si tratta di salvaguardare seppur con gesti banali, pezzi importanti della vostra vita. Aggiungerei un consiglio, da donna colta in flagrante qualche anno fa: non nascondetevi in qualsivoglia angolo buio dell’ufficio a pomiciare. Sembrerà stupido, ma se sparite entrambi nello stesso momento, qualcuno lo noterà. Soprattutto le altre donne dell’ufficio, con il fiuto da cacciatrici di pettegolezzi e forse con l’invidia per la vostra conquista o per la vostra giovinezza. Oppure qualche collega insospettabilmente gay, che ha messo gli occhi sulla preda che invece è già vostra.
Foto | Flickr
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Quante volte si sente parlare di relazioni d’amore “in pausa” e quante volte si pensa che la pausa sia solo un’anticamera alla rottura definitiva. La maggior parte delle volte è così, almeno secondo la mia esperienza personale: non esiste nella realtà un tasto “play” che possa far ripartire il film “amore” dal punto in cui lo si è messo in attesa. Tuttavia, ci sono alcuni casi in cui è preferibile mettere le cose in standby, piuttosto che rompere subito, il che non significa “salvare il salvabile a tutti i cosi”, ma cercare di capire cosa si desidera veramente, prima di fare un passo magari affrettato. E c’è un’unica ragione per rompere senza pause, almeno secondo Tressugar.
Motivo n°1 per prendersi una pausa: il nostro tempo e soprattutto la nostra mente è presa da qualcosa di importante che non possiamo trascurare in un dato momento. Lavoro, studio o qualche familiare malato, potrebbero assorbire tutte le nostre risorse, non lasciando niente per il nostro partner. Questo non significa che la nostra storia con lui sia finita, ma la pausa in casi come questo, potrebbe essere una buona soluzione per superare un momento critico. D’altra parte c’è chi invece preferisce affrontare tutto insieme, anche le difficoltà tanto grandi. Io sono di quest’ultimo parere.
Motivo n° 2 per prendersi una pausa: la distanza. La lontananza è come il vento, diceva qualcuno, ma è anche come un macete: se diventa troppo opprimente da sostenere, sospendere la relazione per capire se i lati negativi valgono la candela di quelli positivi o se rimanere single costa meno sacrifici che essere accoppiata a distanza, potrebbe farci capire se davvero siamo disposte a soffrire ancora per i disagi della lontananza, se è proprio lui che vogliamo.
La prima proposta di matrimonio via iPad impallidisce di fronte al genio di questo ragazzo, che ha letteralmente programmato nei minimi dettagli una proposta davvero originale e romanticissima, un sogno per tutte le ragazze geek.
Tale Anders Howard, un programmatore informatico, ha pensato bene di evitare la solita, trita proposta al ristorante; e considerate le sue passioni e il suo lavoro, cosa poteva essere più azzeccato ed emozionante per lui che tradurre la fatidica domanda in un videogioco creato ad hoc per la sua ragazza? Aiutato da un team di amici, Anders ha così elaborato un videogames (dolcissimo) nel giro di qualche settimana.
Poi ha riunito un gruppo di amici (altra stranezza per una proposta di matrimonio, ma in fondo un’idea bellissima, per condividere con i più intimi l’emozione di un momento importante) e ha pregato la sua Steffany di provare il nuovo videogioco, sperando che riuscisse ad arrivare fino in fondo senza intoppi.
Così tra lettere d’amore e mazzi di fiori, Steffany giunge al premio finale del gioco: un anello “animato”. E’ qui che Anders le si inginocchia accanto (tornando squisitamente al tradizionale) e le porge l’anello vero, chiedendole di sposarlo. Una proposta commovente e dolcissima, proprio perchè scaturita da tutto il cuore e da tutta la mente di questo ragazzo. Chi di noi non vorrebbe ricevere una proposta di matrimonio così bella e piena d’amore?
Via | Asylum
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La migliore cintura di sicurezza al mondo è l’amore, rappresentato in questo spot dall’abbraccio ad un uomo da parte di una moglie ed una figlia.”Abbraccia la vita, indossa le cinture di sicurezza”, questo il messaggio di Embrace Life, una pubblicità che promuove l’uso delle cinture di sicurezza per chi è alla guida.
Di AlexanderCommercial, forte, diretto e bellissimo, perché le pubblicità che hanno come protagoniste le donne non sono solo svilenti e offensive.
Il blog The Frisky segnala un video interessante che ci mostra quanto sia diffusa e importante la solidarietà femminile. Tre donne in carriera (Carey Goldberg, Beth Jones e Pamela Ferdinand) si rendono conto ad un certo punto della loro di vita di “avere una certa età”, di essere senza figli e di non aver trovato ancora un compagno. Finalmente Carey decide che é stanca di aspettare l’uomo giusto. Per cui ordina un po’ di sperma alla banca del seme. Ma appena fatto l’ordine, incontra un uomo e rimane incinta alla “vecchia maniera”. Ma la sua amica Beth é ancora senza parner e senza figli.
Così Carey decide di donarle il “suo” sperma. Ma prima che Beth ne faccia uso, proprio quest’ultima incontra un uomo e rimane incinta a sua volta. Ma c’è ancora la terza amica Pam che é senza compagno e senza bambini. Così Beth decide di donare alla terza donna lo sperma e…immaginerete sicuramente come sia finita la storia. Per condividere la loro esperienza e raccontare il triplo lieto fine, le tre donne sono diventate autrici di un libro dal titolo “Three Wishes” in cui raccontano una storia di amicizia, amore, speranza e maternità. Ascoltate la loro esperienza nel video al top del post!