
L’amore è cieco, ma talvolta anche sordo e completamente instupidito. O meglio, a instupidirsi totalmente è spesso la vittima dei dardi di Cupido (a cui francamente in certi casi comprerei degli occhiali belli spessi).
E’ il caso di un ragazzo coreano di 28 anni, tale Lee Jin-gyu, che ha sposato con tanto di cerimonia e di prete locale, il suo cuscino preferito, una sorta di bambola a grandezza naturale, vestita con l’abito bianco e decorata con la faccia di un’eroina dei cartoni animati.
Gli amici (sono cuscini anche loro?!?) sostengono che Lee sia ossessionato da questo oggetto inanimato e che se lo porti appresso ovunque vada, pagandogli anche la cena quando va al ristorante. Siamo alla follia pura: la realtà a volte supera talmente l’immaginazione, che racconti come “La bambola gonfiabile” di Joe R. Lansdale non appaiono affatto fantastici.
Quello di Lee non è l’unico caso di amore impossibile sfociato in un matrimonio vero: a novembre scorso un giapponese ha sposato la sua ragazza virtuale, tale Nene Anegasaki; peccato che in questo caso “virtuale” sia paradossalmente sinonimo di “reale”: la ragazza infatti è appunto reale soltanto nel gioco Love Plus per Nintendo DS.
Via | Metro.co.uk

Vi è mai capitato di non ricordare cosa vi ha fatto innamorare di una vecchia fiamma? Bèh se non ve lo ricordate, sappiate che potrebbe essere dipeso dall’umore. Lo afferma uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B da un gruppo di ricercatori dell’Università di Trier in Germania.
Secondo quanto sostengono gli scienziati, i nostri gusti sulla scelta del partner cambiano a seconda di come cambia il nostro umore. Insomma, se si è rilassati si cerca un partner simile a noi, mentre se si è stressati si fa una scelta più inconsapevole e si prediligono partner diversi da noi.
Detto così non sembrerebbe proprio esaltante, sarebbe come dire: cambia il vento, cambio partner. Eppure gli esperti sostengono che i cambiamenti di gusto avrebbero una spiegazione evoluzionistica: gli esseri umani sarebbero meno esigenti quando si tratta di scegliere un partner in tempi difficili.
Ma allora mi domando: ma perché se i tempi sono duri, se manco di serenità, sono costretta a scegliere qualcuno? E poi, in quale gruppo rientrerebbero le coppie come il presidente francese Nicholas Sarkozy e la tanto chiacchierata Carla Bruni?
Via | dailymail
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Impegnate a casa e sul lavoro, agguerrite, nevrotiche, instancabili ma soprattutto aggressive femme fatale: questo il ritratto delle donne moderne, con invece grande calo di stile degli uomini riscoperti oggi impacciati corteggiatori, o peggio, pigri e disorientati spasimanti.
Le indagini attuali evidenziano come l’uomo si trovi di fronte a donne sempre più aggressive, un po’ per colpa dello stress (il più grande colpevole del deterioramento di un rapporto amoroso), un po’ per la mancanza della vita di coppia, che spessissimo si trovano ad affermare che “i veri uomini sono oramai in via d’estinzione“.
A quanto sembra viviamo l’era del tramonto del maschio latin lover, un’epoca in cui l’uomo viene definito come “impedito, troppo passivo, incapace di corteggiare in modo appropriato, indecisi e anche goffi”. Ma allo stesso tempo gli uomini si lamentano del gentil sesso e non si lasciano quindi sfuggire qualche attacco alle donne, definendole molto poco seducenti, poco femminili, egoiste e troppo aggressive.
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Ditemi che non vi piace flirtare. Che non vi piace tenere l’uomo sulle spine, che non amate essere corteggiate, fornire risposte pungenti, metterlo al muro con frecciatine e frasi sospese a mezz’aria, strategici ammiccamenti e sguardi perforanti. Se c’è qualcuna che non ama flirtare lo dica ora, altrimenti si consideri sulla stessa barca di tutte le altre donne, quelle che per natura non riescono a resistere al flirt perché come si dice, e femmene so’ puttane.
Se una è single all’orizzonte cielo sereno e una possibile storia in vista, affidata all’arte del flirtare e della seduzione per ammaliare la preda, ma se una è fidanzata, in vista c’è un probabile naufragio, sia esso dell’anima perduta, invaghita del nuovo pirata o della storia precedente che si inabisserà in acque profonde. Se il flirtare è tanto femminile ed anche tanto divertente, a volte lo si sottovaluta data la leggerezza intrinseca al flirtare stesso: cosa saranno mai due battute, una chattata su msn, un caffè in pausa pranzo, un messaggio su Facebook? Tipiche giustificazioni che si racconta colei che non vuole ammettere il flirt in atto col collega, il tipo incontrato sul treno, l’uomo dell’amica, e vari ed eventuali filibustieri con cui è capitato a tutte di flirtare.
Eppure, le premesse e le leggerezze da flirt possono condurre al naufragio della barca. Quando una sottovaluta il flirt spesso ci finisce immischiata, mentre una che gli dà troppo peso farebbe bene a controllare prima la tenuta della propria barca perché forse c’è qualcosa che non va nella propria storia. Poi ci sono le incallite, quelle che flirtano per il puro divertimento di farlo, pur sapendo che se lo facesse il proprio partner, lo impiccherebbero all’albero maestro.
Come resistere al flirt? E, soprattutto, flirtare significa tradire, anche se solo col pensiero e solo con l’arte del flirt affidato alla parola? Ad ogni modo, quand’anche il flirt dovesse condurre al naufragio, ci sarà sempre un altro pirata ad aspettare sull’isola deserta.
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Avere una vita di coppia serena e felice è fortuna. E’ fortuna incontrare la persona giusta. E’ fortuna incontrare una persona con cui non si fa troppa fatica ad andare d’accordo. Dovrebbe essere scontato (ma forse non lo è) affermare che persino in amore ci vuole pazienza e intelligenza (qualcun altro lo chiama buon senso, sale in zucca e chi più ne ha più ne metta). Ma quando tutte queste cose mancano, cosa succede? Lascio la risposta a voi come al solito, perché alcune volte, leggendo studi e ricerche psico-sociali di pseudo-illuminati, mi assale il dubbio di non essere più in grado di interpretare la società ed i suoi comportamenti.
Un team di ricercatori dell’Università del Missouri è partito da questo dato: il 10% della popolazione soffre di depressione. Alla luce di ciò ha condotto uno studio sulla depressione delle donne ed infine ha concluso che questa aumenta drasticamente al convivere con un marito ostile con atteggiamenti anti-sociali.
La sensazione d’impatto è che si stia parlando di qualcosa di scontato. Poi mi sono chiesta: forse do per scontato i termini “ostile” e “comportamenti anti-sociali“? Tutto è possibile. Ma allora che vuol dire “ostile“? Spulciando più dizionari (perché bisogna andare a fondo nelle cose), le definizioni trovate sono state: “Che ha o denota avversione, diffidenza per qualcosa o qualcuno” oppure “che è avverso, contrario, nemico“. Nessuna scoperta insomma: uomo negativo da cui allontanarsi il più presto possibile.
Se è vero che tentare fa rima con errare, allora va da sè che la tentazione è umana debolezza, e tutti (sì anche noi donne!) ne siamo potenziali vittime. Cedere alle tentazioni di tanto in tanto può essere divertente, ma ci sono casi in cui un gioco di qualche attimo, non vale la candela di un rapporto costruito con anni di dedizione.
E per prevenire l’infedeltà, la tentazione per antonomasia, proprio come se fosse un male di stagione, potrebbero bastare delle semplici regole; alcune sono forse banali e antiche (ma non per questo trascurabili!), mentre altre sono indispensabili per sopravvivere nel mondo contemporaneo, fatto anche di relazioni “virtuali”:
Se la tentazione è così forte da ossessionarci, bè allora forse è il caso di cedere. Ma a quel punto, sarebbe anche il caso di prendersi tutta la responsabilità delle conseguenze e prepararsi a un eventuale, dolorosissimo pentimento. Oppure, a delle eventuali, ancora più dolorose, quanto inevitabili…corna!
Via | Hilary
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Monica, la tronista mora di Uomini e donne, è arrivata al momento della sua scelta: in puntata ieri si sono visti gli attimi più belli vissuti con i tre “finalisti” della situazione, Samuele, Nicola e infine Emiliano. Purtroppo con quest’ultimo di bello però s’è visto ben poco. Lo si nota fin da subito, dall’inizio del filmato, quindi dall’inizio del trono: lei completamente annegata nei suoi occhi, e gli occhi di lui, di ricambio, sempre puntati da un’altra parte.
E’ chiaro a tutti: Emiliano ha giocato, per tutto questo tempo; Monica invece si è lasciata coinvolgere da un non meglio identificato sentimento, sicuramente forte, ma che non è francamente possibile chiamare amore. Per un motivo sostanziale: non centra nulla il fatto di essere in televisione (perchè la scintilla può scoccare ovunque) e nemmeno il fatto che il tempo a disposizione non è abbastanza per innamorarsi (ci si può innamorare anche in breve tempo se siamo molto predisposti); il motivo per cui quello di Monica non può essere definito amore sta nel fatto che non c’è mai stata nessuna base su cui costruire un sentimento per definizione completo.
Mi spiego meglio: non sto dicendo che per innamorarsi occorra necessariamente essere ricambiati, ma che devono esserci dei presupposti perchè ciò accada, altrimenti si parla soltanto di una forte attrazione fisica, dove non sono nè cuore nè cervello a farci adorare qualcuno, ma soltanto i nostri ormoni (capacissimi di farci diventare stupidi, ciechi e univoci). Quali presupposti avrebbe dato Emiliano a Monica? Non le ha mai mostrato interesse, non ha mai dimostrato di essere una persona con grandi qualità, ed è addirittura arrivato a mancarle di rispetto. Di cosa si sarebbe innamorata Monica? Del fatto di essere respinta? Quello non è amore, quella è solo ostinazione, mista a una buona dose di masochismo.
Con Dentro il convento, libro del 1986, scoperto per caso in biblioteca, mi sono confrontata con la storia di molte ex monache e suore. Le loro testimonianze mi hanno catapultata in un mondo per me sconosciuto: quello dell’omosessualità femminile presente nei conventi. Vi dico subito che non si tratta di un libro morboso, scritto per curiosi del tema.
È invece una ricerca seria e ben documentata sulla condizione di alcune consacrate statunitensi nell’epoca preconciliare. Non vi spaventate: la narrazione, affidata per lo più alle protagoniste della storia, è scorrevole e molto interessante e credo offra molti spunti ancora oggi
Tutte le intervistate raccontano di percorsi molto simili: una volta entrate in convento, subivano una sorta di rieducazione della propria identità. Portate ad annullare la propria femminilità e a non esprimere la propria affettività, in quanto a rischio di peccato, queste donne spesso entravano in una fase di crisi profonda, a volte di depressione, curata poi come una vera e propria malattia mentale.
Qualche mese fa Expedia sosteneva che le coppie di Italia, Germania, Francia e Regno Unito scoppiano in vacanza, soprattutto quelle italiane (22%), seguite da inglesi (11,9%), tedeschi e francesi (11,6%), ed i motivi sono i più disparati. Oggi, invece, il trend che emerge da una ricerca sulle dinamiche delle coppie europee durante le vacanza, condotta da Hotels.com, sito leader nella prenotazione degli hotel online, è perfettamente opposto.
Moglie e marito non litigano mai durante le vacanze, quasi tutte le decisione si prendono di comune accordo (destinazione, sistemazione, organizzazione, ristoranti ecc…); anche quando uno dei due è particolarmente esigente, l’altro è estremamente disponibile. Le coppie tedesche (57%), norvegesi (67%) e danesi (54%) sono quelle che più di tutte scelgono in armonia la sistemazione dove pernottare, che sia un hotel, un B&B o un appartamento.
Stesso discorso vale per il conto, tutto si divide equamente: eccezione solo per gli svedesi, perché i biondissimi nordici non permettono quasi mai alle compagne di pagare il ristorante.
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Penso che in questa questione sia concentrato tutto ciò che rende la donna differente dall’uomo. Non mi sono mai chiarita se al primo incontro la donna per conoscere più a fondo l’uomo debba andare direttamente andare a parare sulle questioni amore e rapporti amorosi, per conoscere più a fondo l’uomo che ha di fronte, e sapere qualcosa di più sulla sua integrità morale (se c’è). Qualche giorno fa ho posto la domanda a un mio caro amico che ha chiarito il dilemma dal punto di vista maschile.
Secondo lui se state provando a familiarizzare con un uomo appena conosciuto non bisogna far domande sulle questioni amorose. Si può chiedere di tutto ma mai trattare temi ’sdolcinati’ al primo approccio. Alle donne piace parlare d’amore, ma agli uomini no. So che questo potrà sembrare insolito ma dobbiamo imparare a pensare come un uomo (cosa che trovo piuttosto ardua) e non come il genere femminile. Bisogna fargli capire che siete interessate a lui, e per questo fategli domande che lo riguardino personalmente. Sui suoi interessi, il suo lavoro, i suoi hobby. Gli uomini gradiscono pensare che noi donne li apprezziamo per quello che fanno e rappresentano. Con l’adulazione è abbastanza facile, basta convincerlo a parlare di se stesso. Con gli uomini con un ego smisurato non ci sarà problema. Ma con le figure maschili meno egocentriche e più modeste come bisogna fare?
In poche parole, la maggior parte degli uomini che conosco scapperebbero lontano, per chilometri, da una donna che faccia domande romantiche all’inizio di un rapporto, o prima che esso cominci. Voi che pensate a riguardo?
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