
A distanza di poco più di un anno, la gattina della Sanrio ritorna ad invadere la nostra casa con “Hello Kitty Party“, il servizio per la tavola proposto in una nuova veste, per una fresca ed estiva seconda edizione.
L’ampia opera della Hachette, che attualmente prevede 81 uscite, vi permetterà di collezionare un ricco servizio di piatti, bicchieri, posate, tazze, mug e tanti altri elementi, tutti realizzati in porcellana e con uno stile decisamente romantico. Il caldo color rosso si unisce all’eleganza del bianco, con l’aggiunta di stampe e cuori. Non mancheranno i consueti fascicoli con ricette, menù e suggerimenti culinari.
Per le vere fans di Hello Kitty sarà una vera tentazione la modalità “ordine on-line“, con in regalo una tovaglia rossa della piccola diva e una lavagnetta in metallo per la cucina, mentre per chi è a caccia esclusivamente di determinati pezzi della collezione, l’opera è disponibile anche in edicola con la prima uscita (24 Luglio) al costo lancio di 2,99 euro, e con le successive al prezzo di 6,99 euro.
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Pensavate di aver visto tutto in fatto di apparecchi elettronici per le pulizie di casa? Ebbene no, care ragazze, forse c’è ancora qualcosa di cui non siete a conoscenza, come l’iRobot Roomba 562 Pet Series.
L’aspetto non differisce in nulla dagli aspirapolvere robot che, accolti come novità venute quasi dallo spazio qualche anno fa, ora si trovano in tutti i negozi di elettronica. Ma questo modello ha qualcosa in più, qualcosa che farà felici tutte le padrone di cani e gatti.
L’iRobot Roomba 562 Pet Series è infatti pensato appositamente per togliere di mezzo peli di cani, gatti e altri animali (non meglio identificati), mantenendo così sempre pulita la casa nonostante i nostri amici a quattro zampe, senza fatica da parte nostra e senza rovinare l’aspirapolvere, che presenta caratteristiche ideate proprio per resistere alle insidie dei peli di animale.
Un normale aspirapolvere rischierebbe di rompersi, anche un altro iRobot. Quindi si tratta di una soluzione davvero formidabile! La buona notizia è che l’iRobot Roomba 562 Pet Series è disponibile anche in Italia, la cattiva è che non costa meno di 450 euro.
Via | Chipchick
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E’ vero: noi donne non possiamo fare a meno dei dettagli e dell’estetica curata. Anche e soprattutto in casa. Allora, se davvero non possiamo vivere senza lo stuzzicadenti coordinato con il tappo della bottiglia di vino, sicuramente non possiamo permettere che i piccoli elettrodomestici esposti sul piano di lavoro della nostra cucina non siano perfetti e desiderabili, da far invidia a tutte le amiche.
Se poi il piccolo elettrodomestico in questione ci può aiutare ad assaporare facilmente i piccoli piaceri della vita, tanto meglio. E’ il caso della nuova macchina per il pane firmata Diunamai, proposta in due versioni fashion: la Rubino WD-E800, in bianco e rosso cromato, e l’Ametista WD-E810, in bianco e viola cromato, per regalare alla cucina quel tocco di design e di tendenza che fa la differenza.
Le forme tondeggianti di questo nuovo piccolo elettrodomestico lo rendono ulteriormente accattivante, non senza ricordare vagamente i tratti del pane che ci potrà far gustare. Interessanti le funzioni, che prevedono tre gradi di doratura, la possibilità di tenere in caldo il pane per 60 minuti, la partenza ritardata fino a 13 ore, la possibilità di lavare in lavastoviglie contenitore e lame. Senza contare che per i celiaci si tratta di una soluzione definitiva per poter avere pane fresco in casa tutti i giorni.
Sicuramente facile da usare e bella da vedere, questa macchina per il pane appare anche funzionale. Ma quanto ci metterà per sfornare una pagnotta? Ho sentito alcune amiche lamentarsi di elettrodomestici simili (di altra marca) che impiegano ben 3 ore per qualche etto di pane, con un consumo stratosferico di energia. Celiaci a parte, verrebbe voglia di continuare a passare dal fornaio…
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Se vi piace il punto croce e trovate che i vostri lavori meritino un posto d’onore in casa, ma non vi sentite davvero pronte a incorniciare il vostro ricamo come avrebbe fatto vostra nonna, provate a riproporre l’idea che vedete in foto e che ho trovato su Chez Sucre Chez.
Sul sito sono in vendita le iniziali incorniciate nel piccolo telaio di legno necessario ad eseguire il lavoro: l’aria è deliziosamente handmade e molto più originale della solita cornicetta che banalizza l’intera composizione.
Ma immaginate una parete decorata con tanti telai di diversa grandezza che contengono ricami con soggetti affidati alla vostra fantasia e accordati all’arredamento: non trovate sia un’idea design molto moderna a dispetto di ogni associazione di ricamo e punto croce con attività da nonnina?
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Per conquistare una donna a volte basta davvero poco, anche se all’apparenza non è così: ognuna ha ben chiara in mente la lista delle parole che vorrebbe sentirsi dire. Il fortunato che le esclamerà - per affinità elettiva o possesso della palla di vetro - avrà vita facile e l’apertura del sesamo sarà immediata. Salvo perdere la posizione alla pronuncia di altre parole e frasi che hanno il potere di far andare su tutte le furie una donna.
Tra queste ultime, secondo un’indagine condotta da AstraRicerche, ci sarebbe l’eterno romantico, indiscusso Ti Amo, valutato anche 188 mila euro. Non va poi così di moda. Pare che al posto di romanticherie e Ti Amo che suonano un po’ vuoti, una donna preferisca sentirsi dire “Hai ragione tu, ti chiedo scusa”, seguito dal “Ti voglio bene”.
Un’altra cosa che pare far imbestialire una donna è anche solo un accenno all’antica idea secondo la quale le donne sono le regine del focolare e devono stare a casa, detestato da quasi 4 milioni di italiane, seguita dalla colossale e maschilista bugia che afferma che “le donne sono cognitivamente limitate”. Ci mancherebbe altro.
I nostri lettori farebbero bene a segnare sul proprio taccuino o iPhone che sia, le frasi che una donna non vorrebbe mai sentirsi dire e fare attenzione a non pronunciarle mai. Per le frasi dell’amore, invece, se è vero che il Ti Amo è ormai superato, ci fidiamo ancora della creatività degli uomini che sapranno trovare le parole giuste per l’apriti sesamo. Sappiamo che quando vogliono, ci riescono benissimo.
via | tgcom
Foto | Flickr
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Matrimonio.it, il portale italiano dedicato agli sposi, ha condotto una ricerca tra i suoi utenti, per scoprire come, se e perché le coppie italiane mettono su famiglia. L’idillio d’amore alla 2 cuori e una capanna sembra ben lontano dalla realtà, così come testimoniano i pareri di quasi 1500 persone.
Già giù dal primo gradino dell’altare cominciano le difficoltà per i novelli sposi, difficoltà che diventano grandi quanto una casa e con essa si identificano: la casa viene scelta in base a ragioni economiche per il 62,3% dei casi e solo il 22% delle coppie ha il lusso di poter scegliere la casa in base al posto in cui si trova. Tra coloro che possono scegliere, la maggioranza sceglierà volontariamente di abitare lontano da genitori e suoceri.
Casa dolce casa, tanto dolce che il 27% delle neo-famiglie del Nord resta nella casa dove già conviveva prima di convolare a nozze, mentre al Sud si preferisce il matrimonio con convivenza alla cieca per alimentare i misteri dell’amore: il 73% delle coppie del Sud divide il tetto solo dopo il matrimonio. E se poi ci si dovesse lasciare per intolleranza al tubetto del dentifricio lasciato aperto? Pazienza, la convivenza è ritenuta necessaria solo per il 14,5% delle coppie del Sud.
Per quanto riguarda l’antica dote, esiste ancora e per certi versi è mutata: i neo sposini più fortunati ricevono come dono dai propri genitori l’intero nido d’amore, mentre la maggior parte accende un mutuo con l’aiuto di aiuto economico da parte delle due famiglie d’origine ed un bel sorriso in banca. Per il resto, sembra ancora che una sposa su 4 porti in dote lenzuola e asciugamani, che fa un po’ anacronistico ma può sempre servire. Se siete freschi freschi di matrimonio diteci se vi ritrovate nel sondaggio o se aveste dato la preferenza alla dependance in casa con i genitori, in campagna con due ulivi come dote, per la pace coniugale s’intende.
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Tra due cuori e una Playstation e Pes 2010, tutto quello che gli uomini vogliono in casa è una stanza dei giochi, un ambiente tutto per loro, una sala ricreativa dove poter giocare in pace, birra in mano e Play nell’altra.
Secondo una ricerca condotta dalla Coldwell Banker, ogni uomo desidera questa stanza dei giochi 4 volte di più rispetto a una donna che magari vorrebbe una stanza da dedicare ai propri hobby, ma si fa passare l’idea in 5 secondi. Gli uomini no, insistono. E questa non è la sola differenza tra uomini e donne quando si tratta di scegliere una casa.
Il 70% delle donne sa benissimo cosa vuole: sceglie o rifiuta una casa a prima vista, mentre il 32% degli uomini ha bisogno di rivedere l’apaprtamento 2 o 3 volte, prima di decidere, continuando a sostenere poi, che le donne non sanno mai cosa vogliono. Il 55% delle donne ritiene importante vivere vicino alla propria famiglia, mentre soltanto il 37% degli uomini vorrebbe la suocera a 55 metri di distanza.
Le cose che uomini e donne hanno in comune nella scelta della casa? La sicurezza e il desiderio di poter avere uno studio in casa nel quale poter lavorare in caso di necessità. Per quanto riguarda la stanza dei giochi, che rimane la prima necessità dell’uomo, glielo dite voi che sta per diventare la stanza dei bambini?
Foto | Flickr
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Federcasalinghe, INAIL e Ispesl, in occasione della festa della mamma, celebratasi ieri, hanno fatto un bilancio degli infortuni domestici alla luce degli ultimi dati raccolti. Secondo l’Ispesl, ogni anno, sono 3.180.000 gli incidenti che accadono in casa e le vittime sono soprattutto le donne (66% dei casi, circa 2 milioni di infortuni all’anno), di cui il 35.9% è costituito da casalinghe.
Le pareti domestiche nascondono spesso pericoli ai quali non siamo abituate a pensare, sentendoci normalmente al sicuro in casa nostra. Le stime dell’Ispesl per il 2008 parlano di 566.288 infortuni maschili e di 1.076.558 femminili.
La principale causa degli incidenti femminili è la distrazione (54,28%) e il tipo di infortunio più ricorrente risulta essere la caduta (57,66%). L’ambiente domestico più a rischio è la cucina, in cui si verificano il 41% degli incidenti: a causare il maggior numero di infortuni è il pavimento (32,1% dei casi); seguono i mobili con il 13,95%, le scale (13,68) e il coltello (10%). Le lesioni più frequenti sono la contusione (40,79%), le fratture (40,45%) e le ferite (5,5%).
Causa stimolante della distrazione a mio avviso è spesso e volentieri la fretta, soprattutto determinata dal fatto di avere anche un lavoro fuori casa a cui aggiungere l’incombenza del lavoro domestico. Oltre ai dati sopraccitati sono state diffuse ieri informazioni utili alle donne italiane, tra cui il diritto all’assicurazione gratuita per le donne con basso reddito, per maggiori info cliccate qui o rivolgetevi al Comitato infortuni domestici della sede Inail a voi più vicina.
Via | Prontoconsumatore
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Se avete sempre pensato alla casa come al regno incontrastato della donna, arriva una ricerca francese a farvi cambiare idea, e non perchè gli uomini stiano diventando più casalinghi o perchè tengano particolarmente all’arredamento, ma perchè tengono il telecomando ben saldo tra le loro mani. Ebbene sì, il segno distintivo del potere tra le mura domestiche non è la scopa della mamma, né i pantaloni del marito, ma il telecomando.
Arma dello zapping, accessorio da divano, in tutta Europa ha un ruolo chiave nella determinazione dei ruoli e appartiene all’uomo. La ricerca effettuata dall’agenzia KR Media su un campione di persone dai 16 ai 60 anni non lascia ombra di dubbio: decidono cosa vedere stasera il 73% degli uomini intervistati mentre più della metà delle donne cede alle richieste di marito e figli, rinunciando a vedere anche l’unica trasmissione interessante della settimana pur di non discutere.
In Italia, dove il 57% delle famiglie ha quattro o più telecomandi, nonostante il 72% sostenga la parità dei ruoli in casa, sono gli uomini (35%) e i bambini (34%) i padroni del telecomando, contro l’11% delle donne. Mentre nel resto d’Europa la scelta dei programmi da vedere diventa argomento di discussione, noi italiane lasciamo senza troppi lamenti lo schermo agli altri componenti della famiglia.
Confermate la tendenza anche in casa vostra? Che sia il possesso del telecomando segno di una cultura fortemente maschilista o che siano le donne italiane poco interessate a cosa trasmettono in TV? Io opto per la seconda, lasciando a voi la scelta di zapping tra le varie sfumature del caso.
Foto | Flickr
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Per le amanti del fai-da-te Pasqua è un’ottima occasione per mettersi al lavoro, per decorare la propria casa o fare regalini alle amiche (magari al posto dell’uovo di cioccolata, che stride miseramente con il fitness plan buttato giù in previsione dell’estate).
Un coniglietto a forma di whoopie o un whoopie a forma di coniglietto? Non mi è ben chiaro, se non che è un progettino molto carino e poco impegnativo da creare che sfrutta materiale di riciclo, come vecchi maglioni di lana dalla trama fitta, meglio se infeltriti e quindi concettualmente da l’addio all’inverno ed il benvenuto alla primavera.
Su Craftmagazine trovate il tutorial inglese ma con tanto di foto molto esplicative, dove non arrivate con la comprensione della lingua l’intuito e il fai-da-te faranno il resto.
Come cucire un coniglietto di Pasqua fai-da-te


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