Salute

Pidocchi resistenti, i farmacisti di eFarma.com: “In Italia nessuno sa quanti siano davvero”

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Dopo l’allarme sui “super pidocchi”, chi risponde ogni giorno alle domande dei genitori chiede dati italiani sulla resistenza e indica dove il trattamento fatto a casa si inceppa.

Il messaggio arriva quasi sempre la sera, nella chat dei genitori: caso di pediculosi in classe, si prega di controllare. Si compra un prodotto, si fa il trattamento, e dopo una decina di giorni il bambino ricomincia a grattarsi. Quest’autunno poi si è aggiunto l’allarme sui “super pidocchi” che resistono ai vecchi insetticidi, rilanciato da giornali e trasmissioni. I farmacisti di eFarma, che in queste settimane ricevono domande sul tema ogni giorno, invitano però a non correre alle conclusioni.

I “super pidocchi” esistono, ma nessuno li conta

Permetrina e piretrine, per decenni i principi attivi più usati, uccidono il pidocchio bloccandone il sistema nervoso, e alcune popolazioni hanno sviluppato mutazioni genetiche che le rendono meno sensibili. Negli Stati Uniti uno studio pubblicato nel 2016 le ha trovate nella quasi totalità dei campioni raccolti in 48 stati, eppure lo stesso CDC americano ammette di non conoscere la reale estensione del problema. In Italia il quadro è ancora più sfocato, perché dati aggiornati su scala nazionale non ce ne sono.

È su questo vuoto che il team di farmacisti prende posizione. “Ogni autunno si torna a parlare di pidocchi resistenti senza sapere se lo siano davvero, e in quale zona”, spiegano dal Team di farmacisti. “Le farmacie vedono ogni giorno i trattamenti che non hanno funzionato. Potrebbero fare da sentinella e segnalarli alle ASL, così da capire dove la resistenza c’è e dove invece il problema è un altro.” Anche perché oggi i consigli ai genitori poggiano quasi solo su studi stranieri.

Nell’attesa, a chi racconta un trattamento fallito chiedono prima di tutto come è stato usato il prodotto. “Molto spesso la risposta sta lì.”

Gli errori che i farmacisti sentono più spesso

Il più comune è fermarsi a un’applicazione sola. Quasi nessun prodotto elimina tutte le uova al primo passaggio, e le lendini sopravvissute si schiudono nei giorni successivi. Per questo la seconda applicazione, a sette-dieci giorni di distanza a seconda del prodotto, è parte integrante del trattamento.

Poi c’è il foglietto illustrativo letto di fretta. Alcune lozioni vanno stese sui capelli asciutti e perdono efficacia se l’acqua le diluisce, altre richiedono tempi di posa lunghi che a casa vengono accorciati. “Capiamo il bambino che si lamenta”, raccontano, “però dimezzare la posa vuol dire fare mezzo trattamento.”

Anche il pettine a denti fitti resta spesso nella scatola. Passato ciocca per ciocca sui capelli bagnati, ogni tre o quattro giorni per un paio di settimane, è il modo più sicuro per capire se l’infestazione è finita. L’ultimo errore riguarda la casa: si tratta il bambino e ci si dimentica di controllare fratelli e genitori, che possono rimettere i pidocchi in circolo nel giro di pochi giorni.

Insetticidi o prodotti ad azione fisica

Accanto agli insetticidi esistono da anni prodotti che agiscono in modo meccanico. Il più studiato è il dimeticone, un silicone che avvolge il pidocchio e gli ostruisce le vie respiratorie. Siccome non tocca il sistema nervoso del parassita, la resistenza non ha modo di svilupparsi, e in diversi studi clinici ha mostrato tassi di efficacia elevati con due applicazioni.  Tra i prodotti anti pidocchi disponibili su eFarma, riferiscono i farmacisti, è proprio su queste formule che dall’inizio della scuola si concentrano le richieste, spesso dopo un primo tentativo andato male con un prodotto tradizionale.

C’è un’avvertenza che ripetono a tutti. Ogni confezione riporta un’età minima da rispettare, e per i bambini molto piccoli o per le donne in gravidanza e in allattamento il passaggio dal pediatra o dal medico viene prima dell’acquisto.

E la scuola?

Sul rientro in classe le regole sono meno severe di quanto molti pensino. La circolare del Ministero della Sanità n. 4 del 1998, ancora il riferimento nazionale, prevede l’allontanamento solo fino all’avvio di un trattamento adeguato, quindi in pratica il bambino può tornare a scuola il giorno dopo la prima applicazione. Cambia invece la documentazione: alcuni istituti vogliono il certificato del pediatra, molti accettano l’autocertificazione dei genitori, quindi conviene chiedere in segreteria.

Resta un pregiudizio che i farmacisti provano a smontare a ogni stagione, quello che lega i pidocchi alla scarsa igiene. Il pidocchio passa da una testa all’altra con il contatto diretto e non fa distinzioni tra capelli lavati ieri o una settimana fa. Vergognarsi non serve a niente, mentre avvisare subito la scuola e le famiglie degli amichetti aiuta a chiudere il giro prima che ricominci.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere del pediatra, del medico o del farmacista.

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