Dark Souls, trama del videogioco dove morire è molto facile

Questa è la trama e la storia dell’origine di Dark Souls, videogioco successore spirituale di Demon Souls. E in cui è molto facile morire.

Oggi vi parliamo di un altro videogioco molto famoso: Dark Souls. Sì, proprio lui, quello dove anche per i pro è molto facile morire se non si sta più che attenti. E dove chi, come me, riesce a morire di continuo anche in The Legend of Zelda, non ha praticamente speranze di sopravvivenza. Considerato come l’erede spirituale del precedente Demon’s Souls (di cui non è assolutamente un sequel, anche se hanno in comune molte caratteristiche e atmosfere), Dark Souls è un videogioco di genere fantasy/di ruolo creato da FromSoftware. Ma andiamo a vederne la trama e la storia. Senza dimenticare i suoi sequel, più o meno amati a dire il vero.

A proposito: esiste anche il gioco da tavolo di Dark Souls.

Storia delle origini

Come dicevamo, Dark Souls è stato lanciato sul mercato giapponese nel settembre 2011 da FromSoftware. In Giappone venne proposto originariamente per PlayStation 3, ma nel resto del mondo arrivò ad ottobre 2011 per PlayStation 3 e Xbox 360. Dobbiamo aspettare poi il 2012 per vederlo giungere su Microsfot Windows, grazie a Namco Bandai Games. È disponibile dal 2018 anche la versione Dark Souls: Remastered per PlayStation 4, Xbox One, PC e Nintendo Switch.

Dark Souls ha, in realtà, molto in comune con Demon’s Souls . Tuttavia, il cambio di distributore, bloccò FromSoftware dal farlo diventare un vero e proprio seguito. La direzione del gioco è ad opera di Hidetaka Miyazaki, mentre la colonna sonora è di Motoi Sakuraba.

Come modalità di gioco, Dark Souls si configura come un action RPG con visuale in terza persona. A differenza di Demon’s Souls, qui il giocatore si trova di fronte a un open world: sin da subito potrebbe affrontare anche i boss più difficili, non fosse che così sarebbe garantita una morte istantanea. L’ambientazione è in stile dark e fantasy (date un’occhiata alla città di Anor Londo: non vi ricorda un po’ il Duomo di Milano o il Castello di Chambord?). Il giocatore dovrà iniziare creando il proprio avatar, scegliendo fra diverse classi. Ciò che cambia è l’equipaggiamento iniziale e la distribuzione delle statistiche. È innegabile che per i giocatori meno esperti, sia più semplice iniziare con classi che utilizzano la magia: almeno all’inizio è decisamente op non appena si livella un po’.

Una caratteristica di Dark Souls è la presenza del falò. Qui sarà possibile salvare la partita, ripristinare la propria scorta di pozioni curative o anche aumentare di livello utlizzando le anime che si ottengono quando si uccidono i nemici. Occhio però: quando sedete al falò, il mondo viene resettato. Il che vuol dire che i nemici uccisi tornano in vita.

Un’altra caratteristica di Dark Souls è la facilità con cui si muore. Fate sempre attenzione a controllare chi ci sia dietro gli angoli, tenete d’occhio i soffitti, occhio ai barili infuocati che rotolano per le scale e, nei limiti del possibile, non affrontate più nemici contemporaneamente. Altri giochi vi permettono di farlo, qui vuol dire andare incontro a morte certa.

Una volta morti, il giocatore torna all’ultimo falò usato e perde tutte le anime che ha ottenuto uccidendo i nemici. Queste anime rimangono nel punto dove è morto: il giocatore può tornare fin lì e riprenderle, ma se muore di nuovo sono perse.

Altra caratteristica: nel gioco si può avere la forma del “vuoto” o quella da “umano”. All’inizio si è vuoti, ma si torna umani sconfiggendo i vari boss, aiutando altri giocatori o usando un punto umanità al falò. Quando si è umani, ecco che si può giocare nella modalità multigiocatore, evocando più alleati (sempre se il sistema o la connessione non si bloccano).

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La trama di Dark Souls

La trama di Dark Souls inizia nell’Era degli Antichi. Qui il mondo era amorfo, avvolto in una nebbia perenne e abitato dai draghi eterni. Un bel giorno, si accese la Fiamma primordiale che fece nascere il fuoco e la diversità. Da questa Fiamma vennero risvegliati i Lord: fino a quel momento se ne erano stati immobili nelle profondità. Quattro di essi riuscirono a trovare nella Fiamma quattro grandi anime. Queste grandi anime erano dotate di poteri così grandi da riuscire a renderli divini:

  • Nito: fu il primo dei morti
  • Strega di Izalith: signora delle figlie del Caos
  • Gwyn: Signore della luce
  • Nano furtivo: detentore dell’Anima Oscura

Gwyn, Nito e Izalith cominciarono così ad utilizzare i loro poteri per combattere i draghi, grazie anche all’aiuto del drago Seath il Senzascaglie, il quale decise di tradire la propria specie. Era iniziata l’Era del Fuoco, caratterizzata da pace e prosperità. Ovviamente, avendo tali caratteristiche, non poteva durare per molto tempo. La Fiamma si stava spegnendo e la Strega di Izalith cercò di creare una nuova Fiamma. Solo che fallì nella sua impresa e si trasformò in un ricettacolo generatore di demoni.

Così toccò a Gwyn abbandonare il proprio regno, Lordran: insieme al suo esercito si sacrificò e divenne combustibile per la Fiamma, in modo da prolungarne la vita.

Arriviamo così mille anni dopo il sacrificio di Gwyn. La Fiamma alimentata dal suo sacrificio sta per spegnersi di nuovo. Fra gli uomini compaiono così i portatori del Segno Oscuro: si tratta diun marchio che indica chi ha su di sé la maledizione dei non-morti. Il protagonista di Dark Souls è proprio uno di costoro: dovrà viaggiare lungo una Lordran ormai in rovina e scegliere se accettare la richiesta degli Dei per tentare di prolungare la vita della Fiamma o se farla spegnere lasciando spazio all’avvento dell’Era dell’Oscurità.

Trama del DLC Artorias of the Abyss

Abbiamo poi il DLC Artorias of the Abyss. In un’epoca remota, un essere noto come Manus si risvegliò e iniziò a diffondere l’Abisso sulla terra di Oolacile, una vasta coltre di oscurità. Così Artorias, uno dei quattro cavalieri di Lord Gwyn, parte per una missione a Oolacile per cercare di stoppare l’avanzata dell’Abisso. Solo che fallisce anche lui e diventa corrotto. Intanto Manus si stava dando da fare per cercare il ciondolo da lui perduto, simbolo del suo passato da umano.

Ad un certo punto il Prescelto dei Non Morti riesce a trovare il ciondolo e Manus lo trasporta nel passato. Qui il Prescelto sconfigge Artorias (donandogli così finalmente la pace eterna) e distrugge Manus, bloccando anche l’Abisso.

Sequel

Esistono poi anche dei sequel di Dark Souls:

  • Dark Souls II: sempre sviluppato da FromSoftware e distribuito da Namco Bandai Games, è uscito nel 2014. Questa volta alla regia ci troviamo Tomohiro Shibuya e Yui Tanimura, anche se Hidetaka Miyazaki ha supervisionato il progetto. Nel 2014 è uscito il DLC The Lost Crowns Trilogy, composto da Crown of the Sunken King, Crown of the Old Iron King e Crown of the Ivory King. Esiste anche la versione Scholar of the First Sin che comprende i tre DLC e nuove trame
  • Dark Souls III: il terzo capitolo della saga, sviluppato da FRomSoftare e distribuito da Bandai Namco Enternainment, è uscito nel 2016. Questa volta alla regia troviamo Isamu Okano, con Hidetaka Miyazaki che si è occupato del design. Ci sono due DLC: Ashes of Ariandel del 2016 e The Ringed City del 2017

Il tutto mentre si è in attesa che esca Dark Souls IV: Hidetaka Miyazaki ha dichiarato che il terzo non sarà l’ultimo capitolo della serie. Ma ancora non si sa quando e se uscirà questo quarto capitolo.

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Foto: Flickr/matsuyuki