Quando si parla di graphic novel, va tutto bene finché non deve mettere un articolo davanti. Perché è qui il busillis: si dice il graphic novel o la graphic novel? Essendo che si trovano sostenitori per entrambi i modi di dire ed essendo che ciascuna fazione propugna come unica e indiscutibile verità di vita la propria versione, ecco che allora ci facciamo aiutare dall’Accademia della Crusca per risolvere l’annosa questione. Perché se lo dice l’Accademia della Crusca, allora, non si può più obiettare nulla. E cosa sostiene l’Accademia? Beh, che ormai si può praticamente dire in tutti e i due modi, con buona pace delle due fazioni.

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Il graphic novel o la graphic novel? Entrambi

L’Accademia della Crusca, per fornire il suo giudizio su questa disputa, parte dall’esame della locuzione originale. Graphic novel, infatti, si compone delle parole inglesi “graphic”, che vuol dire “grafico” e “novel”, che vuol dire “romanzo”. Per cui, volendo tradurla a tutti i costi in italiano, verrebbe fuori romanzo grafico, romanzo per immagini o romanzo a fumetti. Solo che, obiettivamente, in italiano non suonano benissimo. Per questo motivo cui anche molti dizionari ormai confermano che, nell’uso comune, si è imposta la versione di graphic novel.

Originariamente il termine si riferiva a uno specifico tipo di pubblicazione. Si dice che il termine graphic novel sia apparso per la prima volta nel fumetto americano A Contract with God, and Other Tenement Stories (1978). Qui troviamo A Graphic Novel di Will Eisner, opera che segna la nascita di un nuovo genere di fumetti, lungo e sotto forma di romanzo. Anche se, a proposito dell’origine di questa locuzione, c’è chi sostiene che non sia stata coniata da Eisner, ma sia stata usata anche in alcune pubblicazioni degli anni Sessanta. Diciamo che la questione è ancora aperta.

Questo genere tendenzialmente è rivolto a un pubblico più adulto in quanto tende a trattare di tematiche attuali, storiche o realistiche. Questo, almeno, in origine.

Attualmente, infatti, qui da noi indica genericamente tutte le pubblicazioni sotto forma di fumetto, quindi incluse anche le raccolte di strisce e i manga nipponici. Anche se si va a vedere la definizione su alcuni dizionari si trova quella di romanzo a fumetti.

Il problema, però, non è solo stabilire cosa si intenda con graphic novel (cosa che, fra l’altro, non è ancora stata stabilita), ma anche quale articolo determinativo utilizzare. Di solito, quando si parla di parole provenienti da altre lingue che non hanno una categoria di genere, ecco che si tende a dare il genere della parola italiana tradotta relativa. Per esempio per “mouse”, usiamo “il mouse” visto che in italiano diventa il “topo”. Novel, tecnicamente, vuol dire romanzo, quindi seguendo questa indicazione, diventa il graphic novel in quanto in italiano si dice “il romanzo”.

Tuttavia nell’italiano corrente, ecco che spesso ci si fa influenzare dal fatto che “novel” ricorda la parola “novella” e si è cominciato a usare il femminile “la graphic novel”. E’ quasi spontaneo dire “la graphic novel”.

Questo cosa vuol dire? Che alla fine della fiera lo si può dire ormai in entrambi i modi. Seppur la forma maschile è maggiormente utilizzato nei siti che si occupano di fumetto, la forma femminile ormai si è così diffusa che anche i dizionari la citano. Quindi, per concludere, la forma maschile sarebbe quella tecnicamente più corretta e quella preferibile da usare, ma se a qualcuno ogni tanto scappa un “la graphic novel”, ecco che non deve essere demonizzato o criticato.

Una curiosità: la stessa cosa, ma al contrario, è accaduta con la Covid-19. Tecnicamente Covid-19 si riferisce alla malattia e, in quanto tale, dovrebbe essere femminile come la Tubercolosi, la Rabbia, la Salmonellosi o anche solo la Sars. Però nell’uso comune si sente spesso dire il Covid-19, probabilmente perché sin dall’inizio i non addetti al settore si sono confusi (e ancora adesso si confondono) con il virus che è declinato al maschile: il Coronavirus. Tuttavia dire Coronavirus o Covid-19 non è la stessa cosa, non sono sinonimi: il primo è il virus (al massimo lo si può sostituire con Sars-Cov-2, il nome preciso del Coronavirus responsabile della Covid-19), mentre la seconda è la malattia.

Foto | Pixabay

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