Sulla Costa degli Etruschi, a San Vincenzo, il nuovo itinerario estivo firmato Elle Italia in collaborazione con Marchesi Antinori parte dal Relais Poggio ai Santi, una tenuta immersa nel verde dove, in questa stagione, ospitalità, ristorazione e vino vengono proposti come un’unica esperienza di soggiorno, pensata per chi cerca quiete, paesaggio e una forma di lusso misurata, più concreta che esibita.
Relais Poggio ai Santi, il buen retiro della Costa degli Etruschi
Più che un albergo, il Relais Poggio ai Santi si presenta come una tenuta toscana estesa su oltre trenta ettari, tra ulivi, orti, edifici storici e affacci che nelle giornate terse arrivano fino al mare. Qui il centro non è la mondanità della costa, ma un’idea di soggiorno lenta, quasi appartata: suite distribuite tra l’antico podere, la villa e le altre strutture della proprietà, terrazze riservate, giardini ombreggiati e silenzio, soprattutto al tramonto. È questo, in fondo, l’elemento che torna nei racconti degli ospiti: “Si sente solo il vento”, ha confidato una coppia in arrivo da Milano, seduta nella corte poco prima di cena.
La struttura si trova in una posizione strategica per chi vuole muoversi tra San Vincenzo, Bolgheri e il tratto più noto della Maremma livornese, ma senza rinunciare a un contesto raccolto. Eppure il richiamo non sta soltanto nel paesaggio. A fare la differenza, spiegano dalla tenuta, è la possibilità di alternare momenti molto semplici — una colazione all’aperto, una passeggiata tra gli ulivi, un bicchiere al calare della luce — a esperienze costruite con un taglio più curato, senza però forzare i toni del resort di lusso.
Il ristorante Il Sale e la cucina di Michele Bisanzio
Il cuore operativo del relais è Il Sale, il ristorante affidato allo chef Michele Bisanzio, che lavora su una linea di cucina mediterranea contemporanea legata alla stagionalità e ai prodotti dell’azienda agricola. Nel piatto entrano le erbe aromatiche dell’orto, l’olio extravergine d’oliva di produzione propria e materie prime che seguono un’impostazione essenziale, leggibile, senza inutili sovrastrutture. Non c’è una ricerca di effetto, piuttosto un equilibrio: preparazioni di mare, vegetali, sapidità nette, porzioni pensate per accompagnare il ritmo di una cena estiva.
La proposta gastronomica si completa con attività collaterali che hanno un peso crescente nel turismo di fascia alta: degustazioni, lezioni di cucina, visite alla tenuta e percorsi tra i prodotti aziendali. Un’offerta che intercetta quella domanda, oggi molto forte, di esperienze legate al territorio e non soltanto al pernottamento. In quel momento il relais prova a distinguersi proprio così, mettendo insieme tavola e campagna. Senza fretta, quasi con ostinazione toscana.
A di Marchesi Antinori, il rosato scelto per l’estate 2025
Ad accompagnare questa prima tappa c’è A di Marchesi Antinori, il vino rosato ottenuto da Aleatico coltivato nei suoli di origine vulcanica della Fattoria Aldobrandesca. L’annata 2025, secondo la scheda presentata per il progetto, si riconosce per il colore rosa corallo e per un profilo aromatico che richiama rosa canina, pesca bianca, pompelmo rosa, lampone e litchi. In bocca, viene descritto come fresco e sapido, con una persistenza equilibrata che lo rende adatto alla cucina di stagione, dai piatti di pesce alle preparazioni vegetali.
Il calice, nella narrazione costruita attorno al soggiorno, diventa quasi un segno di riconoscimento dell’esperienza: terrazza, luce bassa, vista verso la costa e, quando il cielo è pulito, l’orizzonte che si apre fino all’Isola d’Elba. È una scena precisa, volutamente italiana, che punta sulla convivialità più che sulla celebrazione. “Un rosato che parla di estate”, ha spiegato chi segue il progetto di partnership, insistendo sul legame fra territorio, vitigno e stile di consumo.
Turismo di esperienza, tra paesaggio, vino e ospitalità
L’operazione che unisce Elle Italia e Marchesi Antinori si inserisce in una tendenza ormai chiara del turismo lifestyle: raccontare destinazioni attraverso luoghi che tengono insieme ospitalità di charme, ristorazione, identità agricola e narrazione del paesaggio. La Costa degli Etruschi, da questo punto di vista, offre un terreno naturale: mare vicino, colline, strade del vino, borghi e una rete di cantine che da anni richiama pubblico italiano e internazionale. Non è solo vacanza balneare, insomma. È un sistema di esperienze.
In questo contesto, Poggio ai Santi prova a ritagliarsi uno spazio preciso, lontano dalle formule più rumorose dell’estate toscana. Il messaggio è chiaro: rallentare, fermarsi, scegliere una tavola riconoscibile e un bicchiere che abbia un legame reale con il territorio. Poi il resto viene quasi da sé — la luce sulla collina, i profumi dell’orto, la distanza giusta dalla costa affollata. Piccoli dettagli, sì. Ma nel turismo contemporaneo sono spesso quelli che restano.
